04/04/2018, 10.47
VATICANO
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Papa: la testimonianza cristiana ‘frutto’ della messa

L’Eucaristia, “accrescendo la nostra unione a Cristo”, “ci separa dal peccato”, “rinnova, fortifica e approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo” e “impegna nei confronti dei poveri”. Un “Buona Pasqua” a Benedetto XVI.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Mentre la Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana”, nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena. Parlando della conclusione della messa, papa Francesco ha concluso oggi il ciclo di catechesi dedicato alla celebrazione eucaristica, sottolineando come “i frutti” della messa “sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno”.

Alle 20mila persone presenti in piazza san Pietro, malgrado la pioggia caduta a tratti, Francesco ha sottolineato come l’Eucaristia, “accrescendo la nostra unione a Cristo”, “ci separa dal peccato”, “rinnova, fortifica e approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo” e “impegna nei confronti dei poveri”.

“Voi – ha detto all’inizio del suo discorso - vedete che ci sono bei fiori che indicano gioia, allegria. In certi posti si chiama Pasqua fiorita perché fiorisce l nostra giustificazione”. “Vorrei – ha detto ancora - che dessimo la Buona Pasqua a papa Benedetto che ci segue”.

“Con questa catechesi concludiamo il ciclo dedicato alla Messa, e la nostra attenzione va oggi ai riti di conclusione. Terminata l’orazione dopo la Comunione, la Messa si conclude con la benedizione impartita dal sacerdote e il congedo del popolo (cfr Ordinamento Generale del Messale Romano, 90). Come era iniziata con il segno di croce, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, è ancora nel nome della Trinità che viene sigillata l’azione liturgica”.

“Tuttavia, sappiamo bene che mentre la Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana. I cristiani non vanno a messa per fare un compito settimanale e poi si dimenticano. No vanno a messa per vivere la passione”. “Usciamo dalla chiesa per «andare in pace» a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena, ‘glorificando il Signore con la nostra vita’. Ma se usciamo dalla messa chiacchierando: ‘guarda questo, guarda quello’, la messa non è entrata”. “Ogni volta che vado a messa debbo uscire più cristiano”.

“Attraverso l’Eucaristia il Signore Gesù entra in noi, nel nostro cuore e nella nostra carne, affinché possiamo «esprimere nella vita il sacramento ricevuto nella fede» (Messale Romano, Colletta del lunedì nell’Ottava di Pasqua). Dalla celebrazione alla vita, dunque, consapevoli che la Messa trova compimento nelle scelte concrete di chi si fa coinvolgere in prima persona nei misteri di Cristo. Non dobbiamo dimenticare che celebriamo l’Eucaristia per imparare a diventare uomini e donne eucaristici. Che cosa vuol dire questo? Significa lasciare agire Cristo nelle nostre opere: che i suoi pensieri siano i nostri pensieri, i suoi sentimenti i nostri, le sue scelte anche le nostre scelte. E questo è santità”.

Lo esprime con precisione san Paolo, parlando della propria assimilazione a Gesù: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,19-20). L’esperienza di Paolo illumina anche noi: nella misura in cui mortifichiamo il nostro egoismo, cioè facciamo morire ciò che si oppone al Vangelo e all’amore di Gesù, si crea dentro di noi un maggiore spazio per la potenza del suo Spirito. I cristiani sono uomini e donne che si lasciano allargare l’anima dallo Spirito Santo dopo aver ricevuto il Corpo e il Sangue di Cristo”.

“Possiamo dire un po’ forzando la messa è come il chicco di grano che poi matura nella vitta di ogni giorno. I frutti della Messa, pertanto, sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno. In verità, accrescendo la nostra unione a Cristo, l’Eucaristia aggiorna la grazia che lo Spirito ci ha donato nel Battesimo e nella Confermazione, affinché sia credibile la nostra testimonianza cristiana (cfr ibid., 1391-1392). Ancora, accendendo nei nostri cuori la carità divina, l’Eucaristia ci separa dal peccato: «Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto più ci è difficile separarci da Lui con il peccato mortale» (ibid., 1395). Il regolare accostarci al Convito eucaristico rinnova, fortifica e approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo, secondo il principio che l’Eucaristia fa la Chiesa (cfr ibid., 1396). Ci unisce tutti. Infine, partecipare all’Eucaristia impegna nei confronti dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato (cfr ibid., 1397)”.

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