02/05/2020, 09.36
VATICANO
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Papa: nei momenti di crisi i governanti superino i contrasti tra di loro

“Momenti di pace e momenti di crisi. Noi cristiani dobbiamo imparare a gestire ambedue. Ambedue. Qualche padre spirituale dice che il momento di crisi è come passare per il fuoco per diventare forti. Che il Signore ci invii lo Spirito Santo per saper resistere alle tentazioni nei momenti di crisi, per sapere essere fedeli alle prime parole, con la speranza di vivere dopo i momenti di pace”.

 

Città del Vaticano (AsiaNews) – I governanti capiscano che nei momenti di crisi debbono superare i contrasti tra di loro. E’ l’invito alla preghiera col quale papa Francesco ha introdotto la messa celebrata stamattina a Casa Santa Marta. “Preghiamo oggi – ha detto - per i governanti che hanno la responsabilità di prendersi cura dei loro popoli in questi momenti di crisi: capi di Stato, presidenti di governo, legislatori, sindaci, presidenti di regioni … Perché il Signore li aiuti e dia loro forza, perché il loro lavoro non è facile. E che quando ci siano differenze tra loro, capiscano che, nei momenti di crisi, devono essere molto uniti per il bene del popolo, perché l’unità è superiore al conflitto”.

Nell’omelia, il Papa, commentando il Vangelo odierno (Gv 6, 60-69) nel quale molti discepoli abbandonano Gesù dicendo che la sua parola è dura, ma Pietro afferma che Gesù è il Figlio di Dio, ha affermato che “nei momenti di crisi, essere molto fermi nella convinzione della fede”.

“Questo passo del Vangelo è la fine di tutta una sequela che incominciò con la moltiplicazione dei pani, quando volevano fare re Gesù, Gesù va a pregare, loro il giorno dopo non lo trovano, vanno a cercarlo, lo portano e Gesù li rimprovera che lo cercano perché dia da mangiare e non per le parole di vita eterna … e tutta quella storia finisce qui. Loro gli dicono: ‘Dacci di questo pane’, e Gesù spiega che il pane che darà è il proprio corpo e il proprio sangue”.

“Gesù aveva detto che chi non avesse mangiato il suo corpo e il suo sangue non avrebbe avuto la vita eterna. Gesù, anche diceva: ‘Se voi mangiate il mio corpo e il mio sangue, risusciterete nell’ultimo giorno’. Queste le cose che diceva Gesù e ‘questa parola è dura, è troppo dura. Qualcosa qui non funziona. Quest’uomo è andato oltre i limiti’. E questo è un momento di crisi. C’erano momenti di pace e momenti di crisi. Gesù sapeva che i discepoli mormoravano: qui c’è una distinzione tra i discepoli e gli apostoli. I discepoli erano quei 72 o più, gli apostoli erano i Dodici. Gesù infatti sapeva fin dal principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E per questo, davanti a questa crisi, ricorda loro: ‘Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me se non gli è concesso dal Padre’. Riprende quell’essere attirati dal Padre: il Padre ci attira a Gesù. E questo è come si risolve la crisi”.

“Un momento di crisi – ha detto poi Francesco - è un momento di scelta, è un momento che ci mette davanti alle decisioni che dobbiamo prendere: tutti, nella vita, abbiamo avuto e avremo momenti di crisi. Crisi familiari, crisi matrimoniali, crisi sociali, crisi nel lavoro, tante crisi … Anche questa pandemia è un momento di crisi sociale”.

“Come reagire in quel momento di crisi? ‘In quel momento, molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andarono più con lui’. Gesù prende la decisione di interrogare gli apostoli: ‘Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi? Prendete una decisione»‘. E Pietro fa la seconda confessione: ‘Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e abbiamo creduto e conosciuto che Tu sei il Santo di Dio»‘. Pietro confessa, a nome dei Dodici, che Gesù è il Santo di Dio, il Figlio di Dio. La prima confessione – ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo’ – e subito dopo, quando Gesù incominciò a spiegare la passione che sarebbe venuta, lui lo ferma: ‘No, no, Signore, questo no!’, e Gesù lo rimprovera. Ma Pietro è maturato un po’ e qui non rimprovera. Non capisce quello che Gesù dice, questo ‘mangiare la carne, bere il sangue’: non capisce. Ma si fida del Maestro. Si fida. E fa questa seconda confessione: ‘Ma da chi andremo, per favore, Tu hai parole di vita eterna’”.

“Questo ci aiuta, tutti noi, a vivere i momenti di crisi”. “Nel momento di crisi c’è la perseveranza, il silenzio; rimanere dove siamo, fermi. Non è il momento di fare dei cambiamenti. È il momento della fedeltà, della fedeltà a Dio, della fedeltà alle cose che noi abbiamo preso da prima; anche, è il momento della conversione perché questa fedeltà sì, ci ispirerà qualche cambiamento per il bene, non per allontanarci dal bene”.

“Momenti di pace e momenti di crisi. Noi cristiani dobbiamo imparare a gestire ambedue. Ambedue. Qualche padre spirituale dice che il momento di crisi è come passare per il fuoco per diventare forti. Che il Signore ci invii lo Spirito Santo per saper resistere alle tentazioni nei momenti di crisi, per sapere essere fedeli alle prime parole, con la speranza di vivere dopo i momenti di pace. Pensiamo alle nostre crisi: le crisi di famiglia, le crisi del quartiere, le crisi nel lavoro, le crisi sociali del mondo, del Paese … tante crisi, tante crisi. Che il Signore ci dia la forza – nei momenti di crisi – di non vendere la fede”.

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