27 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 03/02/2010 12:02
VATICANO
Papa: nel cuore della Chiesa “deve sempre bruciare un fuoco missionario”
Illustrando la figura di san Domenica di Guzman, Benedetto XVI parla della “tentazione” della carriera e del potere, “da cui non sono immuni neppure coloro che hanno un ruolo di animazione e di governo nella Chiesa” e raccomanda a sacerdoti e seminaristi di curare con amore la “dimensione culturale” della fede.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Nella Chiesa “deve sempre bruciare un fuoco missionario”, che spinge ad annunciare a tutti il Vangelo e a vivere con coerenza ciò che si proclama e non deve esserci quella “tentazione della carriera, del potere” che pure vi si trova. Sono gli insegnamenti che si traggono dalla vita e dall’opera di San Domenico di Guzman, il fondatore dei domenicani, la figura del quale è stata illustrata oggi da Benedetto XVI alle ottomila persone presenti nell’aula Paolo VI per l’udienza generale. Un incontro animato anche dall’esibizione di un gruppo di acrobati, seguita con evidente divertimento dal Papa, che li ha applauditi.
 
La personalità del fondatore dell’Ordine dei predicatori, noti come domenicani, ha dato al Papa occasione anche per raccomandare a sacerdoti e seminaristi di curare con amore la “dimensione culturale” della fede, “affinché la bellezza della verità cristiana possa essere meglio compresa e la fede possa essere veramente nutrita, rafforzata e anche difesa”.
 
Contemporaneo di San Francesco, San Domenico come il santo di Assisi ha dato un contributo fondamentale al rinnovamento della Chiesa del tempo. Di lui di diceva che “parlava sempre con Dio e di Dio”. Domenico, ha ricordato il Papa, nacque a Caleruga in Spagna intorno al 1170, da una nobile famiglia della vecchia Castiglia e, sostenuto da uno zio sacerdote, poté frequentare la scuola a Palencia. Già da studente mostrava amore per i poveri a punto di vendere i suoi libri che al tempo avevano grande valore per aiutare i poveri colpiti da una carestia.
 
Ordinato sacerdote, fu eletto canonico del capitolo della cattedrale nella sua diocesi. “Anche se questa nomina poteva rappresentare per lui qualche motivo di prestigio nella Chiesa e nella società, egli non la interpretò come un privilegio personale, né come l’inizio di una brillante carriera ecclesiastica, ma come un servizio da rendere con dedizione e umiltà. Non è forse - ha commentato Benedetto XVI - una tentazione quella della carriera, del potere, una tentazione da cui non sono immuni neppure coloro che hanno un ruolo di animazione e di governo nella Chiesa? Lo ricordavo qualche mese fa, durante la consacrazione di alcuni vescovi: Non cerchiamo potere, prestigio, stima per noi stessi. Sappiamo come le cose nella società civile, e, non di rado nella Chiesa, soffrono per il fatto che molti di coloro ai quali è stata conferita una responsabilità, lavorano per se stessi e non per la comunità”.
 
Tornando alla vita di San Domenico, con il suo vescovo compirono missioni diplomatiche nel nord dell’Europa affidate loro dal re di Castiglia. In tal modo Domenico si rese conto delle sfide che presentavano per la Chiesa i popoli non ancora evangelizzati e la lacerazione religiosa che indeboliva la vita della Chiesa nel sud della Francia, dove era operante l’azione di gruppi eretici “L’azione missionaria verso chi non conosce la luce del Vangelo e l’opera di rievangelizzazione delle comunità cristiane divennero così le mete apostoliche che Domenico si propose di perseguire”. Il Papa gli domandò di dedicarsi alla predicazione agli Albigesi, eretici “che sostenevano una concezione dualista della realtà, con due principi creatori ugualmente potenti, il bene e il male; e questo gruppo disprezzava, di conseguenza, la materia, come proveniente dal principio del male, rifiutava il matrimonio, negava l’incarnazione, i sacramenti e la risurrezione dei corpi”. Essi però “stimavano la vita povera e austera, e in questo senso erano anche esemplari, e criticavano la ricchezza del clero di quel tempo”.
 
Domenico “accettò con entusiasmo la missione” , che realizzò “proprio con l’esempio della sua esistenza povera e austera, con la predicazione del Vangelo e con dibattiti pubblici”. Così San Domenico trascorse tutta la sua vita. “I suoi figli hanno realizzato anche gli altri sogni di san Domenico: la missione ad gentes, a coloro che ancora non conoscevano Gesù, e la missione a coloro che vivevano nelle città, soprattutto quelle universitarie, dove le nuove tendenze intellettuali erano una sfida per la fede dei colti”.   “Questo grande santo ci rammenta che nel cuore della Chiesa deve sempre bruciare un fuoco missionario, il quale spinge incessantemente a portare il primo annuncio del Vangelo e, dove necessario, ad una nuova evangelizzazione: è Cristo, infatti, il bene più prezioso che gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo hanno il diritto di conoscere e di amare! Ed è consolante vedere come anche nella Chiesa di oggi sono tanti – pastori e fedeli laici, Membri di antichi ordini religiosi e di nuovi movimenti ecclesiali – che con gioia spendono la loro vita per questo ideale supremo: annunciare e testimoniare il Vangelo”.  A Domenico si associarono altri: in tal modo, progressivamente, dalla prima fondazione di Tolosa, ebbe origine l’Ordine dei predicatori, che, in “piena obbedienza” alle direttive dei papi adottò l’antica regola di sant’Agostino, adattandola alle esigenze del tempo.
 
Anzitutto, Domenico e i suoi predicatori “si presentavano come mendicanti, cioè senza vaste proprietà di terreni da amministrare. Questo elemento li rendeva più disponibili allo studio e alla predicazione itinerante e costituiva una testimonianza concreta per la gente”. In secondo luogo, Domenico, “con un gesto coraggioso, volle che i suoi seguaci acquisissero una solida formazione teologica, e non esitò a inviarli nelle università, anche se non pochi ecclesiastici guardavano con diffidenza queste istituzioni culturali”.
 
Domenico, ha commentato il Papa, “ci rammenta che la teologia ha una dimensione spirituale e pastorale, che arricchisce l’animo e la vita. I sacerdoti, i consacrati e anche tutti i fedeli possono trovare una profonda gioia interiore nel contemplare la bellezza delle verità che vengono da Dio, verità sempre attuali e sempre vive”.
 
Quando Domenico morì nel 1221, a Bologna, “la sua opera aveva già avuto grande successo”. Domenico fu canonizzato nel 1234, e “ci indica due mezzi indispensabili affinché l’azione apostolica sia incisiva. Anzitutto, la devozione mariana, che egli coltivò con tenerezza e che lasciò come eredità preziosa ai suoi figli spirituali, i quali nella storia della Chiesa hanno avuto il grande merito di diffondere la preghiera del santo rosario”. In secondo luogo, Domenico, che si prese cura di alcuni monasteri femminili in Francia e a Roma, “credette fino in fondo al valore della preghiera di intercessione per il successo del lavoro apostolico. Solo in Paradiso comprenderemo quanto la preghiera delle claustrali accompagni efficacemente l’azione apostolica”.
 

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
24/03/2007 VATICANO
Papa a CL: Portate nel mondo la verità, la bellezza e la pace di Gesù
13/01/2010 VATICANO
Papa: non manchi la solidarietà internazionale per Haiti
26/02/2012 VATICANO
Papa: Quaresima, la tentazione di rimuovere Dio da se stessi e dal mondo
17/09/2010 VATICANO - G. BRETAGNA
Il sogno di Susan Boyle, entusiasta di cantare per il papa
16/09/2010 VATICANO - G. BRETAGNA
Papa: Evangelizzare la cultura, minacciata dalla dittatura del relativismo

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate