03/11/2019, 12.21
VATICANO
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Papa: non 'prediche', ma misericordia verso coloro che hanno sbagliato

Al peccatore Zaccheo, Gesù “dice che deve andare da lui: ‘deve’, perché è la volontà del Padre”. Vicinanza ai cristiani ortodossi Tewahedo di Etiopia, vittime di violenze e gratitudine alle autorità civili e religiose di San Severo in Puglia per una iniziativa a favore dei braccianti.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Andare incontro con misericordia a quelli che hanno sbagliato, perché anche loro possano accogliere Gesù, il quale «è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Il senso del Vangelo di oggi è stato ricordato da papa Francesco all’Angelus di oggi, quando ha anche espresso vicinanza ai cristiani ortodossi Tewahedo di Etiopia, vittime di violenze.

Prima della recita dell’Angelus, Francesco ha commentato l’odierno passo del Vangelo (Lc 19,1-10) che racconta la conversione di Zaccheo, pubblicano, ossia esattore delle tasse, che Gesù “chiama per nome: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua» (v. 5). Non lo rimprovera, non gli fa una ‘predica’; gli dice che deve andare da lui: ‘deve’, perché è la volontà del Padre. Nonostante le mormorazioni della gente, Gesù sceglie di fermarsi a casa di quel pubblico peccatore”.

“Questo è importante: il primo sguardo non è di Zaccheo, ma di Gesù, che tra tanti volti che lo circondano da vicino, cerca proprio quello. Lo sguardo misericordioso del Signore ci raggiunge prima che noi stessi ci rendiamo conto di averne bisogno per essere salvati. E con questo sguardo del divino Maestro comincia il miracolo della conversione del peccatore di Gerico”. “Anche noi saremmo rimasti scandalizzati da questo comportamento di Gesù. Ma il disprezzo e la chiusura verso il peccatore non fanno che isolarlo e indurirlo nel male che compie contro sé stesso e contro la comunità. Invece Dio condanna il peccato, ma cerca di salvare il peccatore, lo va a cercare per riportarlo sulla retta via. Chi non si è mai sentito cercato dalla misericordia di Dio, fa fatica a cogliere la straordinaria grandezza dei gesti e delle parole con cui Gesù si accosta a Zaccheo”.

“L’accoglienza e l’attenzione di Gesù nei suoi confronti portano quell’uomo a un netto cambiamento di mentalità: in un attimo si rende conto di quanto è meschina una vita tutta presa dal denaro, a costo di rubare agli altri e di ricevere il loro disprezzo. Avere il Signore lì, a casa sua, gli fa vedere tutto con occhi diversi, anche con un po’ della tenerezza con cui Gesù ha guardato lui. E cambia anche il suo modo di vedere e di usare il denaro: al gesto dell’arraffare si sostituisce quello del donare”. “Incontrando l’Amore, scoprendo di essere amato nonostante i suoi peccati, diventa capace di amare gli altri, facendo del denaro un segno di solidarietà e di comunione”.

E’ dopo la recita della preghiera mariana che il Papa ha espresso solidarietà agli ortodossi etiopi. “Esprimo – ha detto - la mia vicinanza a questa amata Chiesa e al suo Patriarca, il caro fratello Abuna Matthias”.

E infine ha espresso il suo “sentito ringraziamento al Comune e alla diocesi di San Severo in Puglia per la firma del protocollo d’intesa avvenuta lunedì scorso 28 ottobre, che permetterà ai braccianti dei cosiddetti ‘ghetti della Capitanata’, nel foggiano, di ottenere una domiciliazione presso le parrocchie e l’iscrizione all’anagrafe comunale. La possibilità di avere i documenti d’identità e di residenza offrirà loro nuova dignità e consentirà di uscire da una condizione di irregolarità e sfruttamento. Grazie tante al Comune e a tutti coloro che hanno lavorato a questo piano”.

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