07/12/2008, 00.00
VATICANO
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Papa: preghiera per Alessio II. La Chiesa "sentinella" per la salvezza di poveri ed oppressi

Benedetto XVI invita tutti a pregare per il Patriarca di Mosca, in unione con "i fratelli ortodossi". L'Avvento ricorda che "la speranza cristiana va oltre la legittima attesa di una liberazione sociale e politica perché ciò che Gesù ha iniziato è un’umanità nuova, che viene da Dio". L'appuntamento con gli studenti universitari di Roma.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Al tradizionale appuntamento domenicale in piazza san Pietro, il papa ha invitato i fedeli a pregare per Alessio II, il patriarca ortodosso di Mosca, appena scomparso. Dopo la recita dell’Angelus, alle migliaia di persone raccolte, Benedetto XVI ha detto: “Cari fratelli e sorelle nei giorni scorsi è morto il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, sua santità Alessio II. Ci uniamo nella preghiera ai nostri fratelli ortodossi per raccomandare la sua anima alla bontà del Signore affinché lo accolga nel suo regno di luce e di pace”.

Prima della preghiera mariana, Benedetto XVI ha svolto la sua riflessione sul tempo di Avvento, “tempo di apertura al futuro di Dio" e di "preparazione al Santo Natale". Citando le parole del profeta Isaia, tratte dalla liturgia della seconda domenica di Avvento, il papa ha ricordato la liberazione del popolo ebraico dall'esilio babilonese: "Consolate, consolate il mio popolo... Parlate al cuore di Gerusalemme e ditele che la sua tribolazione è compiuta" (Is 40,1-2).

E ha aggiunto: "Questo vuole fare il Signore in Avvento: parlare al cuore del suo Popolo e, per suo tramite, all’umanità intera, per annunciare la salvezza. Anche oggi si leva la voce della Chiesa: "Nel deserto preparate la via del Signore" (Is 40, 3). Per le popolazioni sfinite dalla miseria e dalla fame, per le schiere dei profughi, per quanti patiscono gravi e sistematiche violazioni dei loro diritti, la Chiesa si pone come sentinella sul monte alto della fede e annuncia: "Ecco il vostro Dio! Ecco il Signore Dio viene con potenza" (Is 40,11).

“La speranza cristiana - ha continuato Benedetto XVI - va oltre la legittima attesa di una liberazione sociale e politica perché ciò che Gesù ha iniziato è un’umanità nuova, che viene da Dio” “Si tratta percio di entrare pienamente nella logica della fede, credere in Dio nel suo disegno di salvezza ed al tempo stesso impegnarsi per l’apertura del mondo al Regno di Dio. La giustizia e la pace infatti sono dono di Dio, ma richiedono uomini e donne che siano terra buona, pronta ad accogliere il buon seme della sua parola”.

Il papa ha poi parlato di Maria. “Lei, la Vergine madre  - ha detto - è la via che Dio stesso si è preparato per venire nel mondo. Con tutta la sua umiltà, Maria cammina alla testa del nuovo Israele nell’esodo da ogni esilio, da ogni opprressione, da ogni schiavitù morale e materiale verso la luce della terra nuova nei quali ambita la giustizia. Alla sua materna intercessione affidiamo l’attesa di pace e di salvezza degli uomini del nostro tempo”.

Prima di rivolgere i saluti ai pellegrini presenti in piazza, il papa ha quindi annunciato il tradizionale incontro pre-natalizio con gli studenti dell università romane,  previsto per il pomeriggio di giovedì 11 dicembre. Al termine della messa in San Pietro, presieduta dal card. Agostino Vallini, vicario del papa per la diocesi di Roma, Benedetto XVI consegnerà ai giovani la Lettera ai Romani dell’apostolo Paolo, in occasione dell'Anno Paolino.

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