06/10/2017, 13.40
VATICANO

Papa: serve l’impegno di tutti per proteggere i bambini dalla dark net

Nella rete “fenomeni gravissimi” che colpiscono in primo luogo i minori, dalla pornografia alla visione in diretta di stupri e violenze. Non sottovalutare il problema, non confidare solo in soluzioni tecniche automatiche, come i filtri costruiti in base ad algoritmi sempre più raffinati, non ideologizzare la libertà della rete. La Dichiarazione di Roma.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il mondo digitale ha “potenzialità bellissime”, ma al suo interno dilagano anche “fenomeni gravissimi” che colpiscono in primo luogo i minori e per fermare i quali servono, ma non bastano le soluzioni tecniche come i filtri. Serve invece una “mobilitazione” fatta di consapevolezza della gravità dei problemi, di leggi, di controllo della tecnologia, di aiuto a minori e famiglie, di creatività nell’educazione, in modo da sviluppare nei giovani sensibilità e formazione morale. I temi della protezione di giovani nell’era di internet sono stati affrontati oggi da papa Francesco che a fine mattinata ha ricevuto i partecipanti al primo congresso “Child Dignity in the Digital World” – “La dignità del minore nel mondo digitale”, promosso e organizzato dal Centre for Child Protection presso la Pontificia università Gregoriana.

Di fronte allo sviluppo del mondo digitale, che stiamo  vivendo, ha osservato il Papa, da una parte “siamo come ammirati e affascinati, per le potenzialità bellissime che ci apre”, dall’altra abbiamo “timore e forse paura, quando vediamo la rapidità di questo sviluppo, i problemi nuovi e non previsti che ci pone, le conseguenze negative – quasi mai volute eppure reali – che porta con sé. Giustamente ci domandiamo se siamo capaci di guidare i processi che noi stessi abbiamo messo in moto, se non ci stanno sfuggendo di mano, se stiamo facendo abbastanza per tenerli sotto controllo”.

“Sappiamo – ha detto - che oggi i minori sono più di un quarto degli oltre tre miliardi di utilizzatori di internet, e questo vuol dire che oltre 800 milioni di minori navigano nella rete. Sappiamo che nella sola India nell’arco di due anni oltre 500 milioni di persone avranno accesso alla rete, e la metà di esse saranno minori. Che cosa trovano nella rete? E come sono considerati da chi, in diversi modi, ha potere sulla rete? Dobbiamo avere gli occhi aperti e non nasconderci una verità che è spiacevole e non vorremmo vedere. Del resto, non abbiamo forse capito abbastanza in questi anni che nascondere la realtà degli abusi sessuali è un errore gravissimo e fonte di tanti mali? Allora, guardiamo la realtà, come l’avete guardata voi in questi giorni. Nella rete dilagano fenomeni gravissimi: la diffusione di immagini pornografiche sempre più estreme perché con l’assuefazione si alza la soglia di stimolazione; il crescente fenomeno del sexting fra i giovani e le ragazze che usano i social media; il bullismo che si esprime sempre più online ed è vera violenza morale e fisica contro la dignità degli altri giovani; la sextortion; l’adescamento dei minori a scopo sessuale tramite la rete è ormai un fatto di cui le cronache parlano continuamente; per arrivare fino ai crimini più gravi e spaventosi dell’organizzazione online del traffico delle persone, della prostituzione, perfino dell’ordinazione e della visione in diretta di stupri e violenze su minori commessi in altre parti del mondo. La rete ha perciò un suo aspetto oscuro e delle sue regioni oscure (la dark net) dove il male trova modi sempre nuovi e più efficaci, pervasivi e capillari per agire ed espandersi. La vecchia diffusione della pornografia a mezzo stampa era un fenomeno di piccole dimensioni rispetto a ciò che sta avvenendo oggi in misura rapidamente crescente attraverso la rete”.

Una rete che è globale, supera ogni confine ed è capace di raggiungere chiunque, compresi i bambini. “Perciò oggi nessuno al mondo, nessuna autorità nazionale da sola si sente capace di abbracciare adeguatamente e di controllare le dimensioni e lo sviluppo di questi fenomeni, che si intrecciano e si collegano con altri problemi drammatici connessi alla rete, come i traffici illeciti, la criminalità economica e finanziaria, il terrorismo internazionale”.

“Ma non dobbiamo lasciarci dominare dalla paura, che è sempre una cattiva consigliera. E nemmeno lasciarci paralizzare dal senso di impotenza che ci opprime di fronte alla difficoltà del compito. Siamo invece chiamati a mobilitarci insieme, sapendo che abbiamo bisogno gli uni degli altri per cercare e trovare le vie e gli atteggiamenti corretti per dare risposte efficaci”.

Tre errori da evitare

Perché questa mobilitazione sia efficace, Francesco ha indicato tre errori da evitare.

“Il primo è sottovalutare il danno che viene fatto ai minori” da “immagini violente e sessuali sulle menti malleabili dei bambini” e che producono disturbi psicologici”, “situazioni e comportamenti di dipendenza, di vera schiavitù”.

Senza nascondersi che tali immagini creano problemi anche negli adulti. “E sarebbe una grave illusione pensare che una società in cui il consumo abnorme del sesso nella rete dilaga fra gli adulti sia poi capace di proteggere efficacemente i minori”.

“Il secondo errore è pensare che le soluzioni tecniche automatiche, i filtri costruiti in base ad algoritmi sempre più raffinati per identificare e bloccare la diffusione delle immagini abusive e dannose siano sufficienti per fronteggiare i problemi. Certamente si tratta di misure necessarie. Certamente le imprese che mettono a disposizione di milioni di persone social media e strumenti informatici sempre più potenti, capillari e veloci, devono investire in ciò una parte proporzionalmente considerevole dei loro grandi proventi economici. Ma è anche necessario che, all’interno stesso della dinamica dello sviluppo tecnico, la forza dell’esigenza etica sia sentita dai suoi attori e protagonisti con molto maggiore urgenza, in tutta la sua ampiezza e nelle sue diverse implicazioni”.

“E qui ci troviamo a fare i conti con il terzo possibile errore di prospettiva, che consiste nella visione ideologica e mitica della rete come regno della libertà senza limiti. Giustamente sono presenti fra voi anche rappresentanti di chi deve fare le leggi e di chi deve farle osservare a garanzia e tutela del bene comune e delle singole persone. La rete ha aperto uno spazio nuovo e larghissimo di libera espressione e scambio delle idee e delle informazioni. E’ certamente un bene, ma, come vediamo, ha anche offerto strumenti nuovi per attività illecite orribili e, nel campo di cui ci occupiamo, per l’abuso e l’offesa della dignità dei minori, per la corruzione delle loro menti e la violenza sui loro corpi. Qui non si tratta di esercizio di libertà, ma di crimini, contro cui bisogna procedere con intelligenza e determinazione, allargando la collaborazione dei governi e delle forze dell’ordine a livello globale, come globale è diventata la rete”.

“Si tratta di risvegliare la consapevolezza della gravità dei problemi, di fare leggi adeguate, di controllare gli sviluppi della tecnologia, di identificare le vittime e perseguire i colpevoli di crimini, di assistere i minori colpiti per riabilitarli, di aiutare gli educatori e le famiglie a svolgere il loro servizio, di essere creativi nell’educazione dei giovani a un adeguato uso di internet – che sia sano per loro stessi e per gli altri minori –, di sviluppare la sensibilità e la formazione morale, di continuare la ricerca scientifica in tutti i campi connessi con questa sfida”.

La Dichiarazione di Roma.

Da parte sua, ha detto ancora il Papa, la Chiesa cattolica offre “la sua disponibilità e il suo impegno. Come tutti sappiamo, la Chiesa Cattolica negli anni recenti è diventata sempre più consapevole di non aver provveduto a sufficienza al proprio interno alla protezione dei minori: sono venuti alla luce fatti gravissimi di cui abbiamo dovuto riconoscere le responsabilità di fronte a Dio, alle vittime e alla pubblica opinione. Proprio per questo, per le drammatiche esperienze fatte e per le competenze acquisite nell’impegno di conversione e purificazione, la Chiesa sente oggi un dovere particolarmente grave di impegnarsi in modo sempre più profondo e lungimirante per la protezione dei minori e la loro dignità, non solo al suo interno, ma in tutta la società e in tutto il mondo; e ciò non da sola – perché evidentemente insufficiente – ma dando la propria collaborazione fattiva e cordiale a tutte le forze e le componenti della società che si vogliono impegnare nella stessa direzione”.

Nel corso dell’incontro è stata consegnata a Francesco la Dichiarazione di Roma, approvata nel corso della conferenza. Esso contiene un appello “a tutti, perché si ergano a difesa della dignità dei minori”.

Il testo, in 13 articoli, si rivolge “alle autorità mondiali, perché intraprendano campagne globali di sensibilizzazione per educare e informare le persone nel mondo rispetto alla gravità e all’estensione dell’abuso e dello sfruttamento dei bambini di tutto il mondo, e per spingerle a richiedere interventi da parte dei leader nazionali”. Altrettanto forte è l’appello alle “autorità delle grandi religioni del mondo, perché informino e mobilitino gli appartenenti a ogni fede religiosa affinché si uniscano in un movimento globale per proteggere i bambini del mondo”.

La Dichiarazione di Roma chiede quindi “ai parlamenti di tutto il mondo”, di agire per migliorare “la legislazione per una più efficace protezione dei minori” e domanda ai “leader delle compagnie tecnologiche” di sviluppare “nuovi strumenti e tecnologie” per contrastare la proliferazione delle immagini di abuso sessuale in internet e impedire la ridistribuzione delle immagini dei minori identificati come vittime”.

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