02/10/2017, 12.40
VATICANO
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Papa: una “evangelizzazione dei gesti” fatta stando insieme ai “più piccoli”

Sono le Piccole sorelle di Gesù come le ha descritte oggi Francesco. In situazioni umanamente difficili “non sono lì principalmente per curare, educare, catechizzare – anche se queste cose le fanno bene –, ma per amare, per stare con i più piccoli, come faceva Gesù, per annunciare il Vangelo con la semplice vita fatta di lavoro, di presenza, di amicizia, di accoglienza incondizionata”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Una “evangelizzazione dei gesti” più che “delle parole”, fatta in “situazioni umanamente difficili” stando accanto ai “più piccoli” come faceva Gesù. Sono le Piccole sorelle di Gesù come le ha descritte oggi papa Francesco, che ha ricevuto le partecipanti all’XI Capitolo generale dell’istituto, provenienti da 28 Paesi.

Ricordando la fondatrice, Piccola Sorella Maddalena di Gesù che - sulle orme del Beato Charles de Foucauld - comprese come Dio non abbia avuto “paura di farsi piccolo bambino, fiducioso, tra le braccia di Maria”, per un “amore verso di noi” che si protrae ancora oggi, Francesco ha osservato che a 80 anni circa dalla fondazione più di mille “sorelle” operano oggi nel mondo. “Esse si trovano in situazioni umanamente difficili, con i più piccoli e i più poveri. Non sono lì principalmente per curare, educare, catechizzare – anche se queste cose le fanno bene –, ma per amare, per stare con i più piccoli, come faceva Gesù, per annunciare il Vangelo con la semplice vita fatta di lavoro, di presenza, di amicizia, di accoglienza incondizionata. E’ importante, di vitale importanza per voi ritornare continuamente a questa esperienza originaria della vicinanza di Dio, che si dona mite e umile a noi per salvarci e ricolmarci del suo amore”.

“Non abbiate paura di andare avanti, portando nei vostri cuori il piccolo Bambino Gesù, in tutti i luoghi in cui ci sono i più piccoli del nostro mondo. Rimanete libere da legami con opere e cose, libere per amare coloro che incontrate, dovunque lo Spirito vi conduce. Le difficoltà del tempo presente vi fanno condividere i dolori di tanti fratelli: anche voi, insieme a loro, vi trovate a volte costrette a chiudere o abbandonare le vostre case per fuggire altrove; anche voi conoscete le prove dell’età, della solitudine e della sofferenza; anche voi sperimentate la durezza del cammino quando si tratta di rimanere fedeli attraversando deserti. Ma in tutto questo, l’amore che portate nei vostri cuori fa di voi delle donne libere attaccate all’essenziale”.

Alle suore il Papa ha raccomandato cuore “la qualità della vita fraterna” nelle comunità. Solo se la fraternità viene vissuta all’interno della comunità apre i cuori alla fraternità “verso tutti”. Come la fondatrice invitò le sorelle a farsi “arabi tra gli arabi, nomadi tra i nomadi, lavoratori tra i lavoratori e, soprattutto, umani tra gli esseri umani”, così l’istituto si è diffuso in molti Paesi con l’incontro con “tanti di queste piccoli, di tutte le razze, lingue e religioni”:

“I vostri cuori - ha concluso Francesco - non hanno barriere. Naturalmente, voi non potete cambiare il mondo da sole, ma potete illuminarlo portando la gioia del Vangelo nei quartieri, nelle strade, mescolate alle folle, sempre vicine ai più piccoli”.

 

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