29/11/2016, 08.38
COREA DEL SUD
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Park: pronta a dimettermi, il parlamento deciderà del mio futuro

Il presidente coreano si è detto pronto a lasciare il potere “quando i partiti si accorderanno per ridurre la confusione e trasferire i poteri in modo sicuro”. Il 2 dicembre l’opposizione presenterà la mozione per l’impeachment al parlamento. Park sarebbe il primo presidente ad abdicare dal 1960.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Lascerò che “la questione del mio futuro, inclusa un’abbreviazione del mio mandato presidenziale, sia decisa dall’Assemblea nazionale. Se il partito di maggioranza e quelli di opposizione discutono e arrivano ad un piano per ridurre la confusione negli affari dello Stato e assicurare un trasferimento sicuro del governo, io rassegnerò le dimissioni da presidente”. Lo ha dichiarato oggi Park Geun-hye, leader della Corea del Sud, durante un discorso alla nazione trasmesso in diretta tivù.

Le affermazioni del capo di Stato, da settimane al centro di uno scandalo politico, arrivano a pochi giorni dal 2 dicembre, data in cui i partiti dell’opposizione presenteranno una mozione in parlamento per chiedere l’impeachment per la politica. La mozione dovrebbe passare con una maggioranza dei due terzi visto che anche membri del partito Saenuri, legato alla presidentessa, sono favorevoli.

La Park è al centro di uno scandalo di corruzione insieme alla sua amica Choi Soon-sil. Quest’ultima – figlia di una personalità religiosa (quasi un “guru”) amico della famiglia Park – è accusata di essersi intromessa nelle scelte di politica interna ed estera, di essersi procurata finanziamenti per alcune sue fondazioni in modo non chiaro e averne abusato personalmente. Quello di oggi è il terzo discorso televisivo della Park dall’inizio dello scandalo.

Due giorni fa un’ennesima manifestazione a Seoul ha radunato quasi un milione e mezzo di dimostranti. Nelle scorse settimane vi sono state altre diffuse dimostrazioni.

La Park sarebbe il primo presidente sudcoreano a rassegnare le dimissioni da Syngman Rhee, che lasciò il potere e fuggì alle Hawaii dopo una protesta popolare nel 1960. Il governo seguente fu fatto cadere dal padre della Park, Park Chung-hee, dittatore militare che governò fino al suo assassinio, avvenuto nel 1979.

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