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  • » 16/03/2017, 11.53

    CINA

    Partito comunista? No grazie. Per servire il popolo basta essere cristiani

    China Source Team

    Iscriversi al Partito garantisce possibilità di lavoro, di carriera, di riconoscimento sociale. Ma la costituzione del Partito proibisce ai membri di credere in qualunque religione. I cristiani che riescono ad entrare nel Partito vivono una doppia vita, nascondendo o abbandonando la loro fede. Ma vi sono anche cristiani che scelgono un lavoro senza la tessera del Partito o addirittura un impegno a vita nella missione.

    Pechino (AsiaNews) – Per la società cinese, il gesto più efficace per il bene della società è diffondere il vangelo. E vi è più gioia nella missione cristiana che in un qualunque servizio sociale. Per questo vale la pena non ricercare di iscriversi al Partito comunista cinese, anche se questo apre prospettive più sicure di carriera e di stabilità. Sono alcune considerazioni diffuse da cristiani su internet dopo che un giovane si è chiesto se vale la pena iscriversi al Partito comunista. Ma le indicazioni del Partito sono chiare: nessun membro può credere in una qualunque religione.  Gli ideali del comunismo sono realizzati con maggiore verità dai cristiani, come mostra l’esperienza della “Jesus Family (La Famiglia di Gesù)”. Riprendiamo un articolo pubblicato da China Source il 14 marzo scorso. Traduzione italiana a cura di AsiaNews.

    I cristiani possono iscriversi al Partito comunista? I cristiani dovrebbero unirsi al Partito comunista? Di recente queste domande sono state poste sul web da un cristiano cinese su Zhihu, la versione cinese di Quora (un forum online). In rete, le domande hanno acceso la discussione nella comunità cristiana e hanno anche suscitato la risposta dall’account ufficiale della Lega dei giovani comunisti cinesi.

    Questa è più vaga di quanto si possa immaginare. Nei decenni scorsi, c’era il presupposto scontato che il Partito richiede ai membri di essere degli atei convinti. Sebbene ciò sia vero sulla carta, a tutt’oggi, rispetto al passato, l’appartenenza al Partito è meno legata all’ideologia politica. Coloro che aspirano ad essere membri al Partito sono più motivati da elementi patriottici-nazionalisti e da avanzamenti di carriera più che dal dogma stereotipo del marx-leninismo.

    L’articolo che segue mette in evidenza le difficili scelte davanti a cui i cristiani cinesi sono posti di fronte nel modo in cui la loro fede influenza il loro ruolo nel servizio alla società.

    I cristiani possono aderire al Partito comunista?

    10/02/2017 Jian Zhen – Unione degli studenti cristiani

    Di recente, in un forum cinese su internet, un utente ha domandato: Ho concluso il mio master nel 2016. Sono cristiano da sei mesi ma ora il mio lavoro mi richiede di iscrivermi al Partito comunista. Ma se il Partito e la religione sono in contrasto l’uno con l’altro, cosa dovrei fare?

    Qualche giorno fa, il Comitato centrale della Lega dei giovani comunisti ha risposto tramite il proprio account ufficiale con la seguente affermazione: “Possiamo fornire una chiara risposta sulla questione se i membri del Partito possono credere in una religione: nel modo più assoluto i membri del Partito comunista non possono credere in una religione.

    Il Capitolo Uno, Art. 2 della Costituzione del Partito comunista cinese (Pcc), sulla qualifica dei membri del Partito, afferma: ‘I membri del Partito comunista cinese devono servire il popolo con tutto il cuore, dedicando la loro intera vita alla realizzazione del comunismo ed essere pronti a qualunque sacrificio personale’.

    Il Capitolo Uno, Art. 3 della Costituzione del Partito comunista cinese, sui doveri dei membri del Partito, dichiara: ‘Essi devono studiare in modo coscienzioso il marxismo-leninismo, il pensiero di Mao Zedong, la teoria di Deng Xiaoping, l’importante pensiero sulle Tre Rappresentanze [la teoria di Jiang Zemin - ndr] e la visione scientifica sullo sviluppo [da Hu Jintao], studiare la linea, i principi e le risoluzioni del Partito, acquisire una conoscenza essenziale sul Partito, ottenere una conoscenza generale, scientifica, legale e professionale e lavorare con diligenza per accrescere le loro capacità di servire il popolo’.

    Il Comitato centrale del Partito comunista cinese e la decisione del Consiglio di Stato sul Rafforzamento del lavoro religioso indica che: ‘I membri del Partito non possono essere fedeli di alcuna religione. Essi devono insegnare ai membri e ai gruppi del Partito a credere con fermezza nel comunismo e resistere alla corrosione della religione’.

    Un cristiano ha una fede teista. Ciò è in conflitto con l’ateismo del marxismo e non si accorda con i requisiti necessari ad entrare nel Partito. In aggiunta, i membri della Lega dei giovani comunisti hanno anche il dovere di studiare il marxismo-leninismo. I gruppi religiosi non possono entrare nlla Lega dei giovani comunisti”.

    Io credo che vi siano molti cristiani giovani e patriottici che aspirano ad entrare nel flusso della società e influenzarla in modo positivo con la propria fede. Molti cristiani sono motivati dalla loro fede ad unirsi al Partito. Purtroppo, data la situazione cinese attuale, le due cose non possono coesistere. È vero che non essere in grado di entrare nel Partito significa perdere alcune opportunità.  Ma al tempo stesso permette di evitare molte tentazioni.

    Si può professare la propria fede in modo aperto. Alcuni cristiani domandano di essere iscritti al Partito. Ma essi nascondono la loro identità cristiana e sperano di non abbandonarla del tutto, e ciò li pone in un imbarazzante dilemma. La situazione conduce in modo inevitabile alla rottura e a separarsi dalla nostra vita sociale e religiosa, che diviene impossibile da sostenere. O uno abbandona la propria fede oppure l’identità del Partito. È impossibile dare una buona testimonianza cercando di equilibrare entrambi.  

    Molti studenti cristiani lottano quando devono decidersi di unirsi al Pcc. Provano a parlare con le organizzazioni del Partito, ma quando si rendono conto che è impossibile equilibrare i due aspetti, scelgono di perseverare nella fede e di “seguire il cammino”, che è di per sé una bella testimonianza.

    Certo, le persone valuteranno i pro e i contro nel prendere la decisione. Per gli studenti, il Partito significa una maggiore stima e una migliore prospettiva professionale dopo la fine degli studi. Essere iscritti al Partito aiuta anche ad esercitare influenza benefica su diversi progetti di interesse pubblico. Inoltre, l’iscrizione al Partito è vantaggiosa quando si cerca lavoro nelle imprese statali e in altri uffici governativi.

    In sintesi, le persone ambiscono ad entrare nel Partito perché solo tramite di esso credono di poter realizzare la propria vita, accrescere il proprio valore nello sviluppo professionale e nel valore sociale del servizio alla società. Potrebbero anche arrivare a non credere davvero nel marxismo, né pensare di lottare sul serio per la realizzazione del comunismo.

    Il comunismo sostiene l’eliminazione dei mezzi privati di produzione. Il comunismo sostiene anche l’istituzione di un sistema privo di classi, senza oppressione e sfruttamento e che si concretizzi in una società auto-liberata. Il comunismo sostiene la creazione di una società collettiva che lavora sulla produzione in larga scala in cui alla fine, ogni persona riceve in base alla propria abilità e ai propri bisogni. Questo è senza dubbio un buon ideale. Ma secondo la visione cristiana sulla natura umana, le disparità tra ricchi e poveri e lo sfruttamento nella società sono causati dal peccato, radicato nel profondo dell’umanità. Anche se vi è una sovrabbondanza di produzione materiale, la fame dell’avidità umana non è mai soddisfatta. Nel corso del tempo, l’umanità ha dovuto affrontare questo problema re questa sfida. Senza risolvere questo fondamentale problema della natura umana, è difficile costruire comunità di eguali e con mutui benefici. Nella storia umana, ci sono mai state comunità come questa?

    La vita comune e la Jesus Family

    A tale riguardo, la Bibbia ha un resoconto: “Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo” (Atti 2, 44-47a).

    Nel Medioevo, gli ordini religiosi cattolici richiedevano che chiunque volesse entrare nell’ordine dovesse rinunciare alla propria proprietà privata e condividere tutto insieme nella vita comunitaria. In questi ordini religiosi c’erano delle regole chiare.

    Nel “Nuovo Mondo”, i primi fedeli immigrati hanno affrontato ambienti ostili e hanno fondato comunità di fede molto simili [a quelle monastiche].

    In Cina c’è stato qualcosa di simile con la “Jesus Family (Famiglia di Gesù)”, un gruppo che ha messo in pratica il vivere in comune. Negli anni ’20, a Mazhuang (Shandong), Jing Dianying ha fondato la Famiglia di Gesù. Essi hanno imitato le pratiche della Chiesa primitiva come raccontate in Atti 2. Ogni cosa era usata in modo comunitario; hanno abolito la proprietà privata e tutti i seguaci della Famiglia di Gesù dovevano vendere tutto e dare i loro averi, le loro conoscenze e perfino i e perfino i propri corpi alla Famiglia. Tutti loro partecipavano al lavoro produttivo. Gli uomini aravano i campi, le donne cucivano. I membri della Famiglia di Gesù hanno messo in pratica l’uguaglianza in modo totale. Essi mangiavano lo stesso cibo. Consegnavano vestiti donati a loro alla sartoria che, insieme ad altri abiti offerti dalle famiglie, ne confezionava di nuovi. Essi distribuivano i vestiti in modo equo: due cambi leggeri per l’estate e un cambio più pesante, per l’inverno. Due cambi pesanti e uno leggero per l’inverno e la primavera. Si metteva insieme vestiti vecchi e nuovi. A Natale indossavano vestiti nuovi. Per i matrimoni indossavano vestiti nuovi. In ogni caso, essi si assicuravano che ognuno avesse vestiti e biancheria da usare. Tutti i credenti vivevano fianco a fianco senza eccezioni e dormivano divisi per sesso in dormitori comuni fatti di mattone. Dormivano insieme a file di dieci su un kang di mattoni [una stufa primitiva -ndr]. Per la società cinese di quel tempo, le vite dei membri erano superiori al livello ordinario dell vita rurale.

    Senza eccezioni, queste comunità hanno condiviso ogni cosa, perché erano uniti nella fede. Tutti loro erano consapevoli della corruzione e dell’egoismo della natura umana. Senza dipendenza dal perdono e dalla salvezza di Gesù, non c’è via d’uscita. Solo un gruppo che intende mettersi nelle mani di Dio e che i cui membri hanno fiducia l’uno nell’altro è in grado – sulla base della fede comune – di mettere da parte il proprio egoismo e onorare in modo volontario i requisiti della vita comune.  Secondo la visione biblica della natura umana, questi gruppi non sono perfetti e non sono privi di difetti. Ci sono fasi storiche [con alti e bassi – ndr]. Ma solo quando Gesù farà ritorno sarà stabilito un vero regno senza morte, malattia, sfruttamento e sofferenza. Dunque, secondo un punto di vista biblico, la storia umana non si concluderà con la realizzazione del comunismo, bensì col regno di Gesù Cristo.

    Attraverso la storia, possiamo vedere come la fede cristiana stessa dia alle persone il potere di trascendere le differenze di classe nella comunità. Se non abbiamo ancora sperimentato questo tipo di condivisione nella comunione con il corpo di Cristo, questo vuol dire che la nostra fede non è stata messa ancora del tutto in pratica. Oppure, significa che di fronte alla disparità fra ricchi e poveri nella società, mentre le gerarchie sociali si solidificano, la nostra fede manca di un’effettiva risposta.

    Dio utilizza spesso circostanze esterne per approfondire la nostra fiducia in lui e mettere in pratica la fede. Alcuni cristiani hanno lasciato il loro precedente lavoro di servizio nella società in nome della loro fede. Alcuni hanno persino intrapreso il cammino del ministero [missionario, pastorale] a tempo pieno. È vero che in questo ambito c’è sempre più lavoro da fare, che ci sono più sfide e difficoltà rispetto al “sistema”. Ma quelle persone ambiziose che vogliono davvero “servire il popolo” scopriranno che il servizio in Cristo può portare veri benefici alle persone. Un insegnante cristiano si è sentito pieno di gratitudine quando ha lasciato il proprio lavoro.

    Potrebbe sembrare che se i cristiani rifiutano di aderire al Pcc, perderanno molte opportunità. Ma come possiamo sapere se Dio non ha posto sul nostro cammino opportunità più grandi? I cinesi hanno un bel proverbio: “L’uomo vecchio ha perso il suo cavallo, ma tutto si è concluso per il meglio” (塞翁失马焉知非福). La Bibbia lo esprime anche più chiaramente: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno aggiunte” (Matteo 6:33).

    Articolo originale:  基督徒不能入党怎么办?    (基督徒学生联会 – Unione studentesca cristiana)

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