27/09/2017, 12.19
CINA
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Partito comunista cinese impotente: la religione entra negli stadi

di Paul Wang

La squadra dell’Henan Jianye ha vinto una partita-salvezza contro la retrocessione, dopo aver invitato 15 preti taoisti in una preghiera sul campo di calcio prima del match. Una squadra di Guangzhou ha migliorato il feng-shui dello stadio e da allora continua a vincere.

Hong Kong (AsiaNews) - Lezioni obbligatorie di ateismo; regolamenti restrittivi sulle attività religiose; controllo sui luoghi di culto; prigione e multe per i disobbedienti: l’enorme apparato del Partito comunista cinese nel cercare di sradicare o almeno soffocare le religioni è fallito ancora una volta. Il 24 settembre scorso, poco tempo prima della partita fra Henan Jianye e Shandong Luneng, ben 15 sacerdoti taoisti, nel loro costume rituale nero, si sono presentati sul campo di calcio per eseguire una cerimonia propiziatoria e far vincere la squadra ospitante, l’Henan Jianye, che rischiava la retrocessione.

Il rito si è svolto davanti agli spettatori dello stadio con preghiere, bastoncini d’incenso, offerte davanti a un tavolino-altare attorniato da bandiere gialle taoiste e striscioni con lo slogan “È volontà del Cielo che Jianye vinca”.

La preghiera ha avuto buon esito: l’Henan Jianye ha vinto 2 a 1. Ma l’aver eseguito un’attività religiosa in un luogo non registrato ha generato le critiche dell’Associazione cinese del calcio che ha giurato di lanciare un’inchiesta sul club, dato che i campi di calcio non possono essere usati per attività religiose.

Il giorno dopo la partita, in una dichiarazione diffusa su Sina weibo (il twitter cinese), l’Associazione afferma che è “inappropriato e non professionale ospitare simili cerimonie. Il calcio dovrebbe essere calcio e chiediamo a tutti i tifosi di tifare per le loro squadre in modo razionale”. “Invece di chiedere aiuti agli dei fuori del campo - continua - l’Henan dovrebbe cercare la vittoria attraverso una forte dedizione sul campo”

Da parte sua, il club ha dichiarato ieri la sua opposizione a che attività religiose siano svolte sui campi di calcio e ha promesso di “rettificare gli errori”. E scarica le responsabilità sui tifosi che erano “in ansia per la squadra e hanno cercato di tenerlo insieme e rafforzarlo per farlo combattere e stare nel campionato”. “Noi comprendiamo e apprezziamo - si aggiunge - la sincerità e il sostegno dei nostri tifosi, ma rimaniamo fermi contro ogni attività superstiziosa”.

Il Partito-Stato da decenni combatte contro le “superstizioni”, ma esse interessano almeno l’85% della popolazione. In più almeno il 10% dei membri del Partito comunista sono implicati in una qualche pratica religiosa.

Il problema diventa ora il fatto che gli elementi religiosi si mostrano anche “efficaci” nel calcio, come è avvenuto per l’Henan Jianye.

Non è la prima volta che una squadra cinese si affida agli dei. Lo scorso luglio, la squadrea R&F di Guangzhou ha ridipinto lo stadio da blu a oro perché in questo modo migliorava il feng-shui (l’armonia vento-acqua a base taoista): da allora non ha perso una partita!

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