11/07/2006, 00.00
RUSSIA

Patriarcato di Mosca giustifica l'uccisione del terrorista Basayev

Sulla situazione in Cecenia il Segretario per i rapporti Chiesa-Stato sottolinea che Mosca non conduce una campagna anti-islamica e aggiunge: il modo migliore per difendersi dalle distorsioni dell'Islam è l'educazione religiosa.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Il patriarcato di Mosca ritiene del tutto giustificata l'operazione delle forze speciali russe che ha portato all'uccisione del Bin Laden ceceno Shamil Basayev, responsabile di attentati come quello a Beslan. "Nella Chiesa ortodossa russa non si è mai messo in dubbio il diritto del potere secolare di usare la forza per difendere i cittadini dal male militante", ha dichiarato ieri p. Mikhail Dudko, segretario per i rapporti Chiesa-Stato del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca.

Secondo quanto reso noto ieri dal responsabile dei servizi di sicurezza, Nikolai Patrushev, Basayev è stato ucciso nella notte del 9 luglio in un raid delle forze speciali russe in Inguscezia. Diversa la versione della guerriglia indipendentista cecena, che conferma la morte del leader, ma per un incidente: un camion carico di esplosivi saltato in aria dopo aver preso una buca. Basayev è ritenuto responsabile di numerosi attentati contro la Russia. Nel settembre 2004 rivendicò la presa di ostaggi nella scuola n° 1 di Beslan, Ossezia del nord, finito poi nel massacro di oltre 330 civili, tra i quali 186 bambini.

P. Dudko, ha tenuto a sottolineare l'importanza di "non interpretare la situazione in Cecenia come uno scontro tra Cristianesimo ed Islam". Secondo p. Dudko, è inaccettabile definire Basayev e i suoi simili come "terroristi islamici". "Noi insistiamo sul fatto che le azioni di persone come Basayev rappresentano una distorsione della dottrina islamica e che l'accusa alla Russia di condurre una guerra di religione in Caucaso è infondata".

Dudko è convinto che il mezzo migliore per difendersi dal fatto che "dietro il vessillo di uno pseudo-Islam militante si formino nuove generazioni di giovani" è l'educazione religiosa. "Come è noto - ricorda - noi sosteniamo l'introduzione di 'Fondamenti della cultura islamica' nelle regioni del Caucaso settentrionale".

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