08/08/2016, 10.47
RUSSIA - UCRAINA - VATICANO
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Patriarcato di Mosca: "Uniati” troppo aggressivi, in pericolo il dialogo con la Chiesa cattolica

di Nina Achmatova

La Chiesa ortodossa russa torna a denunciare l’atteggiamento “politicizzato” dei leader greco-cattolici in Ucraina dopo le critiche mosse dall’arcivescovo maggiore di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, alla processione pan-ucraina organizzata a luglio dalla Chiesa ortodossa ucraina.

Mosca (AsiaNews) – Il Patriarcato di Mosca ha intenzione di riportare al centro dell’agenda del dialogo con il Vaticano la questione dei greco-cattolici (chiamati anche uniati, perché in comunione con il Papa) in Ucraina. Lo ha reso noto, in un comunicato, il Dipartimento sinodale per le Relazioni ecclesiastiche esterne (Decr) spiegando che il tema “è tornato urgente” dopo i fatti legati alla processione pan-ucraina della croce, organizzata il mese scorso dagli ortodossi legati al Patriarcato di Mosca.

A causa della “retorica dell’arcivescovo maggiore di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, e del cardinale Lubomir Husar, senza precedenti in termini di aggressività nei confronti della Chiesa ortodossa ucraina canonica e del Patriarcato di Mosca in generale”, il Decr “ritiene sia un compito urgente quello di rivedere la questione delle conseguenze canoniche e pastorali dell’uniatismo alla prossima sessione plenaria della Commissione Congiunta per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa”. La riunione è prevista per il 15-22 settembre a Chieti, in Italia.

La processione pan-ucraina della croce si è svolta dal 3 al 27 luglio scorsi e ha riunito a Kiev i fedeli in marcia dall’Est e dall’Ovest del Paese. L’evento - che secondo Interfax a raccolto 100mila fedeli - è terminato alla vigilia dell’anniversario del Battesimo della Rus’ (che si celebra il 28 luglio), la culla medievale dell’attuale Russia, Bielorussia e Ucraina.

In quei giorni, mons. Shevchuk ha dato un’intervista al Dipartimento informazione della Chiesa greco-cattolica ucraina, in cui ha lasciato intendere che la processione fosse una iniziativa politica pro-russa. Il Patriarcato di Mosca “è stato spesso usato come uno strumento nelle mani degli aggressori”, ha dichiarato l’arcivescovo, alludendo alla presenza russa nelle regioni ucraine dell’Est, dove continuano gli scontri tra l’esercito governativo e i ribelli filo-russi. 

Shevchuk ha poi paragonato la processione a uno “scudo umano fatto di civili” e ha avvertito che se ci fossero stati “slogan anti-ucraini e provocazioni da parte dei partecipanti alla processione”, sarebbe stata “la fine del Patriarcato di Mosca in Ucraina”. Il cardinale Husar, dal canto suo, ha definito la processione come un’iniziativa dal “cinismo peggiore di quanto immaginabile”.

È “evidente, da queste dichiarazioni trasudanti odio, che l’ortodossia canonica continua a essere un obiettivo per velenosi attacchi da parte dei leader uniati. - ha denunciato il Patriarcato di Mosca - Per secoli gli uniati hanno provato a vendicarsi sull’ortodossia con l’aiuto delle autorità secolari, quando questo era possibile, o con quello di diverse insinuazioni, falsificazioni e inganni. Oggi, con le loro dichiarazioni politicizzate, i leader greco-cattolici provano ancora a erigere barriere tra ortodossi e cattolici, a ostacolare la normalizzazione delle relazioni tra le due Chiese e lo sviluppo del dialogo in Ucraina”.

Nel comunicato, il Decr si chiede se è possibile dialogare con la Chiesa di Roma sulle questioni teologiche in un momento in cui “il problema dell’uniatismo continua a essere una ferita sanguinante e i leader uniati non mettono fine alla loro retorica politicizzata e blasfema contro la Chiesa ortodossa ucraina canonica”.

L’Ucraina è uno dei Paesi più cristiani d'Europa. La sua tradizione è quella bizantino-ortodossa, ma molto frammentata: le tre grandi denominazioni rispondono a Mosca (Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Mosca), a Kiev (Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Kiev, non riconosciuta canonicamente) e a Costantinopoli (Chiesa ortodossa autocefala ucraina); esiste anche la Chiesa greco-cattolica ucraina, che risponde a Roma.

Le distinzioni religiose si riflettono anche in ambito politico, mentre dopo la guerra scoppiata nell’Est e la crisi con la Russia, continuano a farsi insistenti le richieste per il riconoscimento di un’unica Chiesa ortodossa ucraina autocefala.

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