27 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 01/06/2004 14:52
ARABIA SAUDITA
Paura e isolamento: vita da stranieri nel regno dei Saud
di Theresa Ricci

Problemi di sicurezza, mancanza di libertà religiosa, rigide divisioni fra i sessi



Roma (AsiaNews) – Gli stranieri presenti nel regno saudita - divenuti il bersaglio dei terroristi islamici  - non hanno mai avuto vita facile. I quasi 5 milioni di occidentali che lavorano nel paese, sono costretti a vivere come "segregati", obbligati a rispettare le rigide regole dell'integralismo islamico, impossibilitati a praticare la fede cristiana. Dopo il recente attentato di Al Qaeda a Khobar, AsiaNews ha cercato alcune testimonianze. Molti si sono rifiutati di parlare per paura. Alcuni ci hanno dato un piccolo ma eloquente saggio della situazione.

 Un uomo appena tornato dall'Arabia racconta l'atmosfera e la vita tra gli stranieri. "Viviamo tutti nel terrore, giorno e notte. Chi può evita di uscire dai compound [le zone residenziali degli stranieri, ndr], ma ci assale il pensiero fisso che da un momento all'altro può arrivare qualcuno e ammazzarci. Questo rende difficile una vita normale. Evitiamo perfino di  andare a fare la spesa nei mercati e supermercati per gli stranieri. Alcune comunità si stanno organizzando per far arrivare all'interno alcuni beni di prima necessità, per evitare il più possibile gli spostamenti. Per evitare l'entrata di possibili auto-bomba e kamikaze,  le strade che portano all'interno dei compound sono disseminate di barricate e ostacoli".

La vita per gli stranieri non era facile neanche prima dell'11 settembre.

Praticare la fede cristiana è severamente proibito. "L'Arabia Saudita, ospitando le sacre moschee di Mecca e Medina è considerata territorio integralmente sacro. Perciò non si possono praticare altre religioni. A Mecca e Medina, occidentali e non musulmani non possono nemmeno entrare. La tolleranza è solo formale. In teoria verso il cristianesimo c'è rispetto. Ma nei fatti  c'è la proibizione assoluta di praticare la fede". "Mentre eravamo nel Paese qualche anno fa – dice una signora -  la comunità straniera ha organizzato una Messa 'clandestina' per festeggiare la Pasqua. Quella è stata l'unica volta che vi ho partecipato perché di solito, nel fine settimana, andavamo nel vicino Barhein, dove c'è libertà religiosa e potevamo andare a Messa senza problemi. Quella volta, siamo arrivati di mattina prestissimo in una casa privata. Il sacerdote indossava i paramenti, ma tutto era un po' veloce: si capiva che c'era ansia e paura tra la gente. Per gli stranieri era comunque un problema andare a Messa tutte le domeniche. I sacerdoti che riescono a entrare in Arabia Saudita arrivano in incognito, come 'professionisti', svolgono un lavoro come tutti gli altri stranieri. Una volta un missionario entrato nel Paese è stato scoperto, brutalmente malmenato, messo in prigione e poi costretto a uscire dal Paese. Un'altra volta, è stata eseguita una condanna a morte di un cattolico filippino, colpevole di aver organizzato una Messa clandestina in casa sua. Nel paese, le esecuzioni capitali si svolgono nella pubblica piazza, in giorni fissi per ogni città, i cadaveri mostrati come trofei alla popolazione. Una volta, passando in una piazza qualche ora dopo l'esecuzione, ho visto una scena raccapricciante, con fiumi di sangue sparsi ovunque. L'intolleranza religiosa inizia già all'ingresso nel Paese. Una volta, all'aeroporto, a mio marito hanno aperto le valige per i controlli e hanno trovato una crocetta di legno, che gli hanno sequestrato e mai restituito malgrado le molte richieste".

Vi è poi la vita quotidiana, piena di regole e tabù. Un professionista che ha lavorato nel Paese alcuni anni ed è rientrato di recente parla della vita quotidiana dei sauditi e di come gli stranieri sono costretti ad adattarsi a una rigida separazione  tra i sessi: "I luoghi pubblici, come centri commerciali o ristoranti, sono divisi in aree separate per uomini, donne e famiglie. Al supermercato, perfino le file alle casse sono distinte tra uomini e donne. Una volta, in un grande centro commerciale, mio marito – ci dice la signora - mi aspettava fuori da un negozio che si trovava nella zona riservata alle donne e per sbaglio "ha invaso" il territorio femminile. Un religioso di "guardia" gli si è avvicinato e lo ha invitato caldamente a spostarsi nella zona maschile. Un'altra volta a me è scivolato accidentalmente il copricapo, che ero obbligata a portare come le donne musulmane. Un religioso si è avvicinato e con una specie di frustino mi ha colpito invitandomi a coprirmi. Come le musulmane, non potevo uscire di casa da sola, ma sempre accompagnata da mio marito. Al limite potevo uscire in macchina con l'autista, ma dovevo essere accompagnata anche da altre donne".

Una volta per strada, una donna musulmana è scivolata e caduta. Mio marito si è avvicinato per soccorrerla ma fortunatamente si è fermato in tempo: se l'avesse toccata avrebbe potuto avere dei problemi".

Un ultimo punto è la miserevole condizione della donna. "Le ragazze – dice una signora - vanno a scuola, ma poi non possono lavorare. Le bambine, anche a 9-10 anni, sono già tutte coperte dalla testa ai piedi e viene loro preclusa la spensieratezza dell'infanzia".. Le figlie delle famiglie più ricche spesso vanno all'estero a studiare. "Una volta – continua il marito - un uomo d'affari saudita che aveva mandato le due figlie a studiare all'università in Europa, mi fece presente le sue perplessità: una volta tornate in Arabia Saudita non avrebbero potuto mettere in pratica nulla di quanto avevano appreso".

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
07/09/2004 arabia saudita
"Una Chiesa delle catacombe, ma viva e universale"
di Giuseppe Caffulli
04/01/2006 ARABIA SAUDITA
Aviaria e terrorismo, ombre sul pellegrinaggio alla Mecca
25/10/2004 arabia saudita
Nuove restrizioni per gli stranieri che chiedono la nazionalità saudita
03/11/2004 india - arabia saudita
I cristiani indiani entusiasti per la liberazione di O'Connor
09/08/2005 ARABIA SAUDITA
La clemenza di re Abdullah, solo per i musulmani

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate