02/10/2018, 15.23
CINA
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Pechino, lo smog uccide oltre un milione di cinesi all’anno e costa lo 0,7% del Pil

I ricercatori della Chinese University di Hong Kong pubblicano uno studio su ozono a livello del suolo (O3) e polveri sottili (Pm 2,5) in Cina. L'industria è la principale causa per entrambi gli agenti inquinanti. La concentrazione media di polveri sottili nelle città cinesi è più del doppio rispetto a quella mondiale.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Ogni anno in Cina, l’inquinamento atmosferico è causa di 1,1 milioni di morti in media e distrugge 20 milioni di tonnellate di riso, grano, mais e soia. I decessi e le perdite nella produzione di cibo gravano sull’economia del Paese per circa 267 miliardi di yuan (38 miliardi di dollari Usa). Lo afferma uno studio condotto dai ricercatori della Chinese University di Hong Kong.

Steve Yim Hung-lam, assistente professore nel Dipartimento di Geografia e gestione delle risorse, sottolinea la rilevanza di tale impatto economico, che “ammonta a circa lo 0,7% del PIL nazionale”. Il rapporto è stato pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters, dopo che Pechino ha di recente rilanciato il suo impegno ad applicare un piano d'azione triennale per “vincere la guerra per i cieli blu”.

Il team di Yim ha analizzato i dati relativi al contributo di sei settori dell'economia alla produzione di ozono a livello del suolo (O3) e polveri sottili (Pm 2,5). Questi sono: industria, commercio e residenze, agricoltura, produzione di energia, trasporto terrestre e “altri”, come aviazione e incendi.

L'industria è il principale contributore per entrambi gli agenti inquinanti. Per quanto riguarda le Pm 2,5, in alcune parti del Paese la seconda fonte principale è il settore residenziale e commerciale, a causa della quantità di carbone ancora bruciato per il riscaldamento in inverno; per diverse grandi città, sono invece i veicoli stradali. Quanto all'ozono, al secondo posto si posiziona il settore della produzione energetica.

Yim afferma che l'ozono è il prossimo grande problema che la Cina dovrà affrontare. La Regional Air Quality Monitoring Network, organo di monitoraggio della qualità dell'aria che raduna i governi di Hong Kong, Macao e della provincia del Guangdong, dichiara che le concentrazioni medie annuali di ozono sono aumentate del 16% su base annua; nel 2017 esse hanno raggiunto il valore massimo degli ultimi sei anni.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nove persone su 10 al mondo respirano aria inquinata e sette milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell'esposizione alle polveri sottili. La concentrazione media di Pm 2,5 nelle città cinesi è di 48 microgrammi per metro cubo di aria, più del doppio rispetto alla media mondiale di 19 microgrammi.

In Cina, lo smog uccide più del fumo. Nel 2014, la rivista scientifica britannica Lancet pubblicò uno storico articolo co-firmato da Chen Zhu, allora presidente dell'Associazione medica cinese e con un passato da ministro della Sanità ai tempi del presidente Hu Jintao. Per la prima volta, un funzionario di governo denunciava che, a causa dell’inquinamento, ogni anno nel Paese morivano tra le 350 e le 500mila persone.

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