09/10/2020, 14.04
CINA
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Pechino aderisce al programma mondiale sul vaccino anti-Covid

Promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità, lo schema prevede la distribuzione di 2 miliardi di dosi entro la fine del 2021. Finora la Cina è stata criticata per la sua gestione della pandemia. Critici con l’Oms, gli Usa non hanno aderito all’iniziativa. Efficacia del farmaco compromessa senza un’alta percentuale di vaccinati.

Pechino (AsiaNews) – La Cina è entrata a far parte del Covax, il programma mondiale per la distribuzione del vaccino anti-coronavirus promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’annuncio è stato fatto oggi dal ministero cinese degli Esteri.

La mossa di Pechino arriva a pochi giorni dalla pubblicazione di una ricerca del Pew Research Center, secondo cui l’ostilità nei confronti del regime cinese è cresciuta di pari passo con le critiche per la sua gestione della pandemia da Covid-19.

Nella loro dichiarazione, le autorità cinesi hanno detto di voler assicurare un’equa distribuzione dei vaccini, soprattutto ai Paesi in via di sviluppo. Il gigante asiatico non ha specificato però la portata del suo contributo a Covax, che prevede la distribuzione di almeno 2 miliardi di dosi entro la fine del 2021. Finora il coronavirus ha contagiato più di 36 milioni di persone in tutto il mondo, causando oltre un milione di morti.

Covax vede la partecipazione di 171 Paesi: ognuno otterrà le dosi del medicinale in proporzione alla popolazione. Stati Uniti e Russia non ne fanno parte; l’amministrazione Trump si è tirata fuori perché il programma è guidato dall’Oms, accusata di aver coperto le colpe di Pechino nelle prime fasi della crisi pandemica.

I vaccini in fase di studio sono 200; una trentina sono già stati sperimentati su pazienti umani. Tra lo scetticismo della comunità scientifica internazionale, alcuni Stati come Cina e Russia prevedono di avviare la somministrazione del farmaco entro la fine dell’anno.

Secondo un sondaggio del Forum economico mondiale pubblicato in settembre, il 74% delle persone intervistate sarebbe disposto a vaccinarsi contro il Covid-19. Per gli esperti, la percentuale è troppo bassa e rischia di compromettere l’efficacia della vaccinazione.

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