28 Novembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 16/04/2007
CINA
Pechino ammette: stanno morendo tutti i pesci dello Yangtze
Un rapporto ufficiale parla di miliardi di tonnellate annue di rifiuti solidi e liquidi, scarichi industriali, pesticidi e fertilizzanti agricoli gettati nel corso d'acqua. Rischiano l’estinzione tutte le specie che lo abitano, anche pesci comuni come la carpa. Dal fiume proviene il 35% dell’acqua potabile del Paese.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Lo Yangtze, il più lungo fiume cinese e terzo al mondo, è molto inquinato e tutti gli organismi che ci vivono rischiano l’estinzione. Dal fiume inoltre proviene almeno il 35% dell’acqua potabile del Paese.La gravità della situazione è confermata da fonti ufficiali. Uno studio sullo Sviluppo e la protezione dello Yangtze, prima analisi del genere in Cina, condotta dall’Istituto di geografia e limnologia di Nanjing (Niglas) dell’Accademia cinese delle scienze, dal WWF internazionale e dalla Commissione per le risorse idriche del fiume Yangtze conferma il grave deterioramento dell’ambiente del fiume, definito “in gran parte irreversibile”.

“Sono inquinati – dice Yang Guishan, direttore Niglas – oltre 600 chilometri del fiume ed è grave l’inquinamento di almeno il 30% dei maggiori tributari, come i fiumi Minjiang, Tuojiang, Xiangjiang e Huangpu”. L’inquinamento, le molte dighe costruite, l’intensa coltivazione lungo le rive con ampio uso di pesticidi e fertilizzanti,  il massiccio prelievo di acqua – aggiunge – hanno causato negli ultimi anni l’estinzione di molte specie viventi. Si ritiene estinto il baiji, il delfino bianco dello Yangtze, sopravvissuto per oltre 20 milioni di anni ma non più trovato da tempo nonostante approfondite ricerche. Ma secondo il rapporto lottano per sopravvivere persino specie comuni come la carpa. Il pescato annuale è sceso da 500mila tonnellate negli anni ’50 a circa 100mila tonnellate negli anni ’90, mentre appare significativa la mancanza di dati ufficiali più recenti. Un altro problema è il grande aumento delle alghe in molti tributari del fiume.

Li Lifeng, direttore cinese del WWF, racconta che “molti pescatori lungo il fiume ci hanno detto che non osano mangiare i pesci presi”.

Secondo dati ufficiali, le sole città attraversate gettano nello Yangtze almeno 14,2 miliardi di tonnellate annue di rifiuti; nel fiume confluiscono anche oltre 26 miliardi di tonnellate annue di acqua di rifiuto e di scarichi industriali. Durante la presentazione dello studio nel fine settimana a Changsha (Hunan), Wang Shucheng, ministro delle Risorse idriche, ha osservato che i problemi dello Yangtze possono ostacolare il sostenibile sviluppo della zona del Delta del fiume, che nel 2005 ha prodotto il 40% dell’intero Prodotto interno lordo cinese.

Esperti osservano che la novità è che fonti ufficiali ammettano la gravità dell’inquinamento dello Yangtze e dicono che la situazione effettiva è molto peggiore di quanto ammesso. Oltre 11 mila fabbriche industriali sorgono sulle rive dei soli fiumi Giallo e Yangtze. (PB)


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
14/12/2006 CINA
Il Fiume Giallo, culla della civiltà cinese, è “morto” per oltre il 60%
20/01/2007 CINA
Il governo: acqua potabile per 32 milioni di contadini, ma a non averla sono 10 volte di più
19/01/2007 CINA
Scarichi industriali e costruzioni sulle coste: morte di un mare
05/06/2007 CINA
Pechino incerta tra industrie inquinanti e salute dei cittadini
13/07/2007 CINA
Severe misure contro l'inquinamento dei laghi invasi da alghe

In evidenza
IRAQ - ITALIA
Lettera dell'arcivescovo di Mosul: Grazie per gli aiuti, che sostengono le sofferenze dei rifugiati
di Amel NonaLe offerte di tutti i donatori della campagna "Adotta un cristiano di Mosul" sono usate per acquistare cibo, vestiti pesanti, coperte per i profughi e affittare case o roulotte per affrontare l'inverno e il freddo che sono giunti molto presto. Due donne hanno difeso la loro fede cristiana davanti ai miliziani islamisti che volevano convertirle, minacciandole di uccidere. Rifugiato fra i rifugiati, mons. Nona scopre un modo nuovo di essere pastore.
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate