06/10/2009, 00.00
CINA - TAIWAN
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Pechino cerca di accelerare la distensione con Taiwan

Invitato in Cina il presidente del People First Party. Finora c’erano stati rapporti soprattutto con il Partito Komintang, attualmente al potere. Intanto la Cina presta al museo di Taiwan 37 importanti opere d’arte antica, ma l’isola non restituisce il favore.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Rappresentanti del taiwanese People First Party parteciperanno a un forum di 3 giorni organizzato dal Partito comunista cinese a Hangzhou (Zhejiang) all’inizio di novembre. Esperti osservano che l’invito di questo partito è segno della volontà di distensione di Pechino.

Finora la Cina ha avuto rapporti soprattutto con il Kuomintang (Kmt), al potere dal 2008. James Soong Chuyu, presidente del Pfp che guida la delegazione di politici ed esperti, è già stato nel settembre 2005 a Shanghai e si è incontrato col presidente cinese Hu Jintao (nella foto), inaugurando una stagione di distensione nei rapporti tra i 2 Paesi. La sua visita aprì la strada a quella di Lien Chan a Pechino nell’aprile 2006. Lian Chan era allora presidente del Kmt . Da allora e dopo l’elezione a presidente di Ma Yingjeou, la Cina ha avuto plurimi incontri con esponenti del Kmt, ora al  governo. Analisti interpretano questo invito del Pfp come la volontà cinese di avere rapporti anche con altri partiti politici, per accelerare un processo di distensione.

Il forum discuterà di agricoltura, conservazione delle risorse idriche e cooperazione per l’energia pulita, problemi importanti sia per Taiwan che per lo Zhejiang, regione che fronteggia l’isola con la quale ha importanti rapporti economici. Sarà il primo incontro ufficiale di rilievo dopo che in agosto il Dalai Lama ha fato visita alle vittime del tifone Morakot a Taiwan. La presenza del leader spirituale dei tibetani è stata molto criticata da Pechino che per reazione ha annullato incontri bilaterali già fissati.

Sempre nell’ambito della volontà di distensione, la Cina ha prestato 37 importanti opere d’arte antica al National Palace Museum di Taiwan per  un’esposizione congiunta sull’arte durante il regno dell’imperatore Yongzheng (metà 18° secolo). Tuttavia il museo ha dichiarato che non presterà a sua volta opere d’arte a Pechino, per timore che la Cina le confischi e non le restituisca perché appartenenti alla storia cinese.

Il museo di Taipei ha oltre 655mila opere d’arte cinesi, dal periodo Neolitico alla fine della dinastia Qing (1644-1911) per un arco di 7mila anni. Le opere sono state rimosse dal museo di Pechino dall’allora governo del Kuomintang per evitare fossero prese dagli invasori giapponesi. Ma quando 60 anni fa Chiang Kaishek fu sconfitto dalle forze comuniste, fuggì a Taiwan e le portò con sé. Per cui ora Taipei teme che Pechino possa rivendicarle come proprie.

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