21 Dicembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 26/10/2009
CINA - AFRICA
Pechino continua la colonizzazione dell’Africa: nuovi accordi in Guinea Conakry
Il governo cinese ha firmato un contratto da 7 miliardi di dollari per esplorare il sottosuolo. Nonostante le proteste dei locali, contrari all'ingresso cinese. Solo il mese scorso 157 persone sono state uccise dal regime mentre manifestavano contro la dittatura.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina continua nella sua marcia verso la “colonizzazione” economica dell’Africa. Lo dimostra il contratto da sette miliardi di dollari americani firmato fra il governo della Guinea e il poco conosciuto Fondo cinese internazionale. La firma dell’accordo – che prevede diritti di esplorazione mineraria e di scavo – è stata confermata la scorsa settimana dalla giunta militare che governa con pugno di ferro lo Stato africano.

Il Fondo avrà libero accesso alle riserve di bauxite e altri minerali del sottosuolo, in cambio di sostanziosi aiuti al regime di Conakry, retto dal leder militare Dadis Moussa Camara (v. foto). Secondo diversi gruppi per i diritti umani, il contratto è stato siglato nonostante le forti proteste della popolazione che teme l'invasione cinese dei loro mercati locali, ma anche il rafforzamento della dittatura. Lo scorso settembre l’esercito ha aperto il fuoco contro pacifici manifestanti per la democrazia, uccidendone 157 e ferendone 1200. Pechino ha rifiutato di commentare l’avvenimento e di rispondere a domande relative al contratto. Anche il Fondo ha adottato la stessa posizione. Alcuni analisti temono che la Cina potrà vendere anche armi alla Guinea, mentre Europa, Unione africana e Ecowas hanno decretato un embargo proprio dopo il massacro.

 Il nuovo accordo riflette alla perfezione il modo con cui la Cina fa affari in Africa: enormi investimenti, per un continente estremamente povero, accompagnati da segretezza e poco rispetto per i diritti umani. Diversi altri investitori occidentali operano nella zona, stringendo accordi con governi non democratici, e lo stesso fanno gli industriali di India, Giappone e Stati Uniti. Ma Pechino sostiene in maniera diretta più di 17 nazioni africane. Fra queste, anche l’estremamente violento Congo e il Sudan.

 Secondo Kellie Jane Withlock, del magazine Corporate Africa, “ci sono diversi modi di guardare alle relazioni sino-africane, con emozioni contrastanti. Le aziende cinesi sono in crescita e cercano di investire ancora di più in questo territorio”. La bilancia commerciale fra le due realtà è cresciuta inesorabilmente con il passare del tempo, arrivando a superare lo scorso anno i 100 miliardi di dollari (dieci volte in più rispetto al 2001). Principalmente, la Cina cerca petrolio, gas e riserve di minerali per soddisfare la sua fame di energia. In cambio, le sue compagnie (per lo più private ma a forte partecipazione statale) costruiscono infrastrutture e aziende.

 Un esempio viene dalla China International, registrata ad Hong Kong, che opera con il governo dell’Angola. La compagnia, privata ma costruita con un sistema azionario a “scatole cinesi”, costruisce case ed autostrade, oltre ad aver ultimato l’aeroporto della capitale locale. In cambio, il governo africano si impegna ad inviare il 70 % della sua produzione petrolifera in Cina.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
21/06/2006 CINA - SUD AFRICA - ANGOLA
Wen Jiabao in Angola, offre prestiti e ottiene petrolio
14/10/2009 CINA - RUSSIA
Il nuovo asse Mosca-Pechino per "limitare l'occidente"
31/03/2008 INDIA
India e Cina, cresce la competizione per le fonti d’energia
26/04/2007 CINA - ETIOPIA
Operai cinesi in Etiopia: Pechino alle prese con la sua politica in Africa
04/04/2006 CINA - ANGOLA
L'Angola è il primo fornitore di petrolio per la Cina

In evidenza
IRAQ-VATICANO
Vescovo di Mosul: Gesù nasce fra i container dei rifugiati. Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul"
di Amel NonaI profughi perseguitati dallo Stato islamico hanno perso tutto: beni, casa, lavoro, scuole, futuro. Ma rimane forte la fede e la missione. Raccolti e inviati quasi 900mila euro. Il messaggio di vicinanza di papa Francesco. La campagna continua secondo la proposta del patriarca di Baghdad: digiuno e sobrietà a Natale e Capodanno, offrendo il corrispettivo per i cristiani di Mosul.
IRAQ
Patriarca caldeo: Digiuno alla vigilia di Natale per il ritorno dei profughi a Mosul
di Joseph MahmoudMar Louis Sako domanda ai fedeli di non celebrare in modo "mondano", con sfarzo e abbondanza, Natale e Capodanno in segno di solidarietà con i fuggitivi della piana di Ninive, perseguitati dall'Esercito islamico. AsiaNews aderisce al digiuno proposto dal Patriarca e chiede a tutti i lettori di dare il corrispettivo del digiuno a sostegno della campagna "Adotta un cristiano di Mosul".
IRAQ - ITALIA
Lettera dell'arcivescovo di Mosul: Grazie per gli aiuti, che sostengono le sofferenze dei rifugiati
di Amel NonaLe offerte di tutti i donatori della campagna "Adotta un cristiano di Mosul" sono usate per acquistare cibo, vestiti pesanti, coperte per i profughi e affittare case o roulotte per affrontare l'inverno e il freddo che sono giunti molto presto. Due donne hanno difeso la loro fede cristiana davanti ai miliziani islamisti che volevano convertirle, minacciandole di uccidere. Rifugiato fra i rifugiati, mons. Nona scopre un modo nuovo di essere pastore.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate