10/05/2018, 13.03
CINA-FILIPPINE
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Pechino e Manila prossimi all’accordo: presto 500mila lavoratori filippini in Cina

Non è chiaro se l’intesa per creare 300mila regolari posti di lavoro riguardi solo i domestici o anche altre categorie di impiego. Al momento vi sono circa 200mila filippini irregolari in Cina, ma non è specificato se sia prevista un’amnistia. Solo due anni fa alcune città cinesi hanno cominciato a permettere l’impiego di domestici stranieri. Associazioni esprimono timori per i loro diritti.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – I governi di Pechino e Manila sono prossimi alla firma di un accordo che porterà a 500mila il numero di lavoratori migranti filippini in Cina, più del doppio delle stime attuali. William J. Lima, inviato speciale di Manila in Cina, annuncia che la storica intesa garantirà lo status di lavoratori legali a 300mila cittadini filippini e dovrebbe essere firmato entro la fine di quest'anno.

Incaricato dal presidente Rodrigo Duterte per trattare una serie di questioni economiche e commerciali chiave con Pechino, Lima afferma che al momento vi sono "circa 200mila" filippini irregolari impiegati in Cina, la maggior parte dei quali come collaboratori domestici. “Con i 300mila che ci aspettiamo possano partire nell'ambito dell'accordo ed i 200mila lavoratori del mercato nero, il numero totale si avvicinerà al mezzo milione”, afferma l’inviato speciale.

Egli non spiega tuttavia se l'accordo per creare 300mila posti di lavoro legali riguardi solo i lavoratori domestici o anche altre categorie di impiego. Lo scorso mese, il segretario filippino del Lavoro e dell'occupazione Silvestre Bello ha dichiarato che in Cina è richiesta la manodopera di cuochi, assistenti, lavoratori domestici, musicisti ed infermieri filippini. Lima però non specifica neanche se è prevista l’amnistia per i lavoratori non autorizzati, aggiungendo che vi sono ancora alcuni piccoli problemi da risolvere, ad esempio le differenze nelle disposizioni relative ai servizi sanitari disponibili in Cina e nelle Filippine.

Il mese scorso, alti funzionari cinesi e filippini hanno firmato un memorandum d'intesa sull'occupazione dei filippini nell’insegnamento della lingua inglese in Cina. L’accordo è stato sottoscritto in seguito ad un incontro tra il presidente Xi Jinping e il suo omologo Duterte nella provincia di Hainan per il forum di Boao. Il ministero degli Esteri di Pechino ha espresso soddisfazione per le firme, ma non ha chiarito se nei piani del governo vi fosse l’intenzione di impiegare cittadini filippini in campi diversi dall’insegnamento.

Mentre da molti anni il governo di Hong Kong ha aperto le porte ai lavoratori domestici stranieri provenienti da Filippine, Indonesia e altri Paesi del sud-est asiatico, la Cina continentale ha sempre adottato una politica differente. Solo due anni fa alcune città del continente hanno cominciato a permettere il loro l’impiego.

Eman Villanueva, portavoce dell'Organismo di coordinamento per i migranti asiatici, teme che i lavoratori domestici filippini possano lasciare Hong Kong per trasferirsi in Cina, perché in precedenza molti di loro erano insegnanti nelle Filippine. Nel continente, essi verrebbero pagati 1.500 dollari Usa al mese. Il salario minimo mensile per i lavoratori domestici a Hong Kong ammonta a poco più di un terzo. Responsabili di agenzie di collocamento riferiscono che i domestici irregolari in Cina sono pagati tra i 6mila ed i 7mila yuan (940-1.100 dollari Usa) al mese.

Allan Bell, presidente del gruppo Tavola rotonda dei lavoratori domestici di Hong Kong, afferma che i filippini desiderosi di lavorare sulla terraferma devono stare attenti ai “contratti fasulli”. Questi promettono il lavoro di insegnante ma ne nascondono un altro, meno pagato. “I lavoratori domestici stranieri hanno difficoltà ad ottenere un trattamento equo anche a Hong Kong, con un solido sistema legale e l'applicazione della legge sulle professioni. La situazione in Cina potrebbe essere molto diversa”, afferma Bell.

Al momento, sono circa 10 milioni i lavoratori filippini all’estero (Ofw). Attraverso le rimesse inviate a casa, essi contribuiscono alla crescita economica del Paese. In anni precedenti, i loro stipendi hanno salvato le Filippine dalla crisi finanziaria e tutt’ora costituiscono una delle maggiori fonti di entrate per l'economia nazionale. La Banca centrale di Manila dichiara che da gennaio a novembre dello scorso anno, i filippini all’estero hanno inviato a casa almeno 1.400 miliardi di pesos (2,6 miliardi di dollari Usa).

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