12 Febbraio 2012         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. |




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 16/03/2010 12:57
CINA - GIAPPONE
Pechino e Tokyo svendono dollari, mentre si temono inflazione e debiti cattivi in Cina
di Wang Zhicheng
In gennaio la Cina ha venduto 5,8 miliardi; Tokyo almeno 300 milioni. Wen Jiabao chiede assicurazioni sulla tenuta della valuta Usa; ma gli Stati Uniti domandano che finisca la “manipolazione della valuta” dello yuan, che penalizza le economie mondiali. Il 51% dei cinesi teme che l’inflazione aumenterà. I “debiti cattivi” si diffondono in Cina dopo il pacchetto di aiuti.

Pechino (AsiaNews) – Pechino e Tokyo hanno ridotto il loro possesso di buoni del tesoro Usa, temendo un crollo dell’economia americana. Intanto crescono le paure per l’inflazione in Cina, dove si teme la diffusione di “debiti cattivi” fra le banche e le imprese statali.
 
La Cina rimane il più alto possessore straniero di buoni del Tesoro Usa con 889 miliardi di dollari, ma in gennaio essa ha ridotto la tenuta di ben 5,8 miliardi, svendendoli negli ultimi tre mesi, un fatto che non succedeva dal 2007. Il Giappone, da parte sua, ha svenduto nello stesso periodo almeno 300 milioni di dollari Usa. Secondo un rapporto del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, Tokyo possiede 765 miliardi di debito Usa.
 
Da tempo Pechino chiede agli Stati Uniti delle assicurazioni sul valore del dollaro, mentre il deficit del governo Usa cresce a dismisura fino a rischiare un’inflazione mai vista. Mesi fa Pechino ha perfino avanzato la proposta di cambiare il riferimento al dollaro nella finanza internazionale.
 
La scorsa settimana, il premier Wen Jiabao, a conclusione dell’Assemblea nazionale del popolo ha ancora una volta chiesto agli Usa assicurazioni sul valore del dollaro. Egli ha detto che la volatilità del biglietto verde è una “grande” preoccupazione e che è “ancora timoroso” sui buoni del tesoro Usa posseduti dalla Cina.
 
Wen ha anche riaffermato che lo yuan renminbi rimarrà stabile, andando contro alle richieste americane di riapprezzare la moneta cinese.
 
Gruppi di analisti affermano che il basso valore dato allo yuan è uno stimolo potente alle esportazioni cinesi, che soffrono per la crisi mondiale. Ieri 130 parlamentari Usa hanno chiesto al presidente Obama di fare passi più duri contro la Cina s quello che essi chiamano “manipolazione della valuta”. In una lettera aperta essi affermano: “L’impatto della manipolazione di valuta della Cina sull’economia Usa non può essere sovrastimata. Mantenendo la sua moneta con un basso tasso di cambio, permette un sostegno alle compagnie cinesi e un disonesto svantaggio per i concorrenti stranieri”.
 
L’economista Maurizio d’Orlando ha dichiarato ad AsiaNews che il basso valore dello yuan “è abnorme, al di là di ogni parametro e fuori da ogni concepibile eccesso”. Attualmente  il tasso di cambio  è di 1 dollaro Usa = 6,833 Yuan. In realtà – in base ai canoni del potere di acquisto - lo yuan dovrebbe rivalutarsi del 33,43%, salendo a 1 dollaro Usa per 5,121 Yuan (v. 07/07/2009  Il G8, i titoli tossici e le tossicodipendenze di Usa e Cina ). Per d’Orlando, “la strategia cinese ha fini egemonici di grandezza nazionale in Estremo Oriente, ottenuta a spese della distruzione della capacità manifatturiera nel resto del mondo, riducendo praticamente in schiavitù le masse di popolazione interne”.
 
Yao Jian, portavoce del ministero cinese del Commercio, si è difeso oggi contro tutte queste accuse. “Se il tasso di cambio viene politicizzato – ha dichiarato in una conferenza stampa - allora non ci potrà essere aiuto reciproco nell’affrontare la crisi finanziaria globale”. Ma anche il Premio Nobel Paul Krugman ha affermato che “La politica cinese di mantenere la sua valuta, il renminbi, sottovalutato, è divenuto un freno significativo per la ripresa dell’economia globale”.
 
Ma ciò che Pechino teme di più in questo momento è il rischio di inflazione e di bolle finanziarie. Secondo una ricerca del China Securities Journal, pubblicata oggi, il 51% dei cinesi afferma che il livello attuale dell’inflazione (2,5) è “inaccettabile” e si attendono che essa aumenterà ancora di più nei prossimi mesi. In febbraio i prezzi al consumo sono aumentati del 2,7% dall’1,5 in gennaio.
 
Il punto è che l’inflazione sembra essere la ovvia conseguenza della politica lanciata dalla Cina per contenere la crisi globale. Dal 2008 il governo ha immesso nel mercato un pacchetto di aiuti con prestiti a banche e industrie fino a 4mila miliardi di yuan, divenuti nel 2009 almeno 9590 miliardi di yuan (circa 959 miliardi di euro).
 
Secondo esperti, questo volume di soldi è andato solo a riempire le banche e a finanziare ditte statali quasi in bancarotta, oltre ad alimentare speculazioni edilizie. Il timore è che se il governo si ritrae dai prestiti, le banche cinesi rischiano di crollare, annegando nei “debiti cattivi”, cioè nell’incapacità di ripagarli o di essere ripagati.
 
Secondo Shen Minggao, economista del Citigroup di Hong Kong,  citato da Bloomberg, “il peggiore scenario” può essere che entro il 2011 il governo debba andare al salvataggio di molte organizzazioni finanziarie per appianare prestiti non coperti fino a 2400 miliardi di yuan (256,05 miliardi di euro).

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
05/01/2011 CINA - USA
Lo yuan crescerà del 5 per cento entro l’anno
16/11/2010 CINA-USA-G20
Wei Jingsheng: “Lo yuan porterà alla Terza guerra mondiale”
di Wei Jingsheng
05/10/2010 CINA - USA
Wei Jingsheng: Rivalutare lo yuan. Alla fine l’alleanza fra Cina corrotta e occidente avido
di Wei Jingsheng
23/09/2010 CINA - USA
L'allarme di Wen Jiabao: Se tocchiamo lo yuan, rischiamo la rivolta sociale
08/08/2011 CINA-USA-ASIA
Nel tramonto del credito Usa la Cina vede il proprio tracollo
di Wang Zhicheng

In evidenza
CINA - VATICANO
Qual è il vero bene per la Chiesa in Cina
di Card. Joseph Zen Ze-kiunAlla vigilia di un importante incontro a Roma su “Gesù nostro contemporaneo”, il card. Zen chiede a tutti i cattolici di aiutare la Chiesa in Cina (e soprattutto i suoi vescovi ufficiali) di uscire dall’ambiguità, seguendo Benedetto XVI e di “disfarsi” di organismi nemici della fede (v. Associazione patriottica, ufficio affari religiosi, ecc.), che controllano e soffocano i fedeli. La Chiesa cinese è sull’orlo di uno scisma dovuto a “mercanteggiamenti” fra la fede cattolica e il potere politico. Il sottotitolo di questo articolo (voluto dall’autore) è:”In dialogo con la Comunità di Sant’Egidio e con Gianni Valente di 30Giorni”.
CINA – VATICANO
Mons. Savio Hon: Libertà per i vescovi e i sacerdoti arrestati, fa bene anche alla Cina
di Bernardo CervelleraAnche se il governo non dà risposte né alla Santa Sede, né ai diplomatici, né ad amici del Vaticano e della Cina, è importante che “nessuno li dimentichi”. La risposta ufficiale del governo cinese quando si chiedono notizie è sempre: “Non sappiamo”. “Occorre anzitutto pregare”, “ma occorre anche appellarsi a coloro che li detengono”.
CINA - VATICANO
Appello: Vescovi e sacerdoti scomparsi o detenuti in prigione, a casa per il Capodanno cinese
di Bernardo CervelleraIn occasione dell’Anno del Dragone, AsiaNews chiede al presidente Hu Jintao e all’ambasciatore Ding Wei la liberazione di tre vescovi e sei sacerdoti cinesi scomparsi nelle mani della polizia o nei campi di lavori forzati.

Dossier


Libri
Augusto Colombo. Apostolo dei paria
di Piero Gheddo
pp. 320

Matteo Ricci: missione e ragione. Una biografia intellettuale
di Gianni Criveller
pp. 132

Bioetica religioni missioni
di Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432

Matteo Ricci e Giulio Aleni, due vite incrociate
di Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176

Missione Bengala
155 anni del Pime in India e Bangladesh EMI 
di Piero Gheddo
pp. 480

La Cina di Mao processa la Chiesa
di Angelo S.Lazzarotto
pp. 528


Il rovescio delle medaglie
di Bernardo Cervellera
pp. 240


Il Vescovo partigiano
EMI 2007 pp. 448
di Piero Gheddo


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate