03/05/2008, 00.00
CINA – TIBET
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Pechino fa portare ai tibetani la torcia sull’Everest

Il governo cinese conferma: fra i 50 scalatori che porteranno il simbolo olimpico sulla vetta del mondo vi saranno anche dei tibetani. La scalata dovrebbe iniziare il 5 maggio, mentre gli inviati del Dalai Lama arrivano a Pechino per trovare una “soluzione comune” alla crisi del Tibet.
Pechino (AsiaNews) – Vi saranno anche dei tibetani fra gli scalatori che porteranno la contestata torcia olimpica sulla vetta del monte Everest. Lo conferma il governo cinese, secondo cui questo “è un lavoro collettivo, che nessuno può compiere da solo”. Nel frattempo, i due inviati del Dalai Lama sono partiti da Dharamsala alla volta di Pechino, dove incontreranno dei dirigenti comunisti per trovare una “soluzione comune” alla crisi del Tibet.
 
Zhang Zhijian, portavoce del gruppo di scalatori cinesi che ha avuto il compito di guidare la torcia sull’Himalaya, dice: “Abbiamo personale adeguato per ogni evenienza, e fra questi vi sono tibetani, han [etnia a cui appartiene la maggioranza della popolazione cinese ndr] e membri di altre minoranze”. Nel gruppo vi sono meteorologi, le onnipresenti guardie di sicurezza (necessarie a garantire l’incolumità del simbolo olimpico) ed una troupe televisiva. Il governo cinese sta cercando infatti di allontanare dalla zona tutti i cronisti stranieri, affidando a giornalisti interni la copertura dell’evento.
 
Prima di affrontare la salita, la torcia verrà sostituita da una sua copia, progettata per resistere alle particolari condizioni climatiche del massiccio montuoso. Secondo i piani, la salita dovrebbe iniziare il prossimo 5 maggio. Nello stesso periodo sarà presente sull’Everest anche la “torcia della democrazia”, una copia del simbolo olimpico portata in giro per il mondo da un gruppo di esuli tibetani come segno della protesta contro la repressione cinese in Tibet.
 
Il governo indiano e quello nepalese, che ospitano la maggior parte dei tibetani fuggiti dalla regione dopo le rivolte del 1959, si sono impegnati per fermare questa manifestazione – osteggiata anche dal Dalai Lama – che tuttavia sembra essere in grado di salire il monte insieme all’originale. Kathmandu, che si è allineata a Pechino sul tema tibetano, ha inviato nella zona delle truppe scelte con l’ordine di sparare contro chi “minaccia la sicurezza interna”. Dal canto suo, New Delhi ha più volte arrestato i membri del Tibetan Youth Congress che si sono uniti alla “marcia di ritorno”, che cerca di raggiungere il Tibet a piedi in concomitanza con l’inizio delle Olimpiadi.
 
Con molta probabilità, l’atteggiamento degli esuli sarà uno dei temi trattati nel corso del prossimo dialogo sino-tibetano. Il governo cinese non ha gradito le proteste che si sono svolte in tutto il mondo durante il passaggio della torcia, ed accusa il Dalai Lama di averle fomentate. Il leader buddista ha più volte rigettato l’accusa, esprimendo la sua personale vicinanza ai Giochi ed alla popolazione cinese.
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