2 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 29/04/2009
CINA
Pechino lancia una grande “campagna per la sicurezza” e restringe i visti commerciali
Il vero obiettivo appare piuttosto la repressione di ogni dissenso e di proteste sociali. Esperti: come grande potenza economica, la Cina non può continuare a isolarsi dal mondo.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina introduce maggiori misure di sicurezza e restringe i permessi di ingresso, in vista del 60° anniversario della fondazione dello Stato comunista, che ricorre il 1° ottobre. Ma esperti osservano che il governo appare piuttosto preoccupato di impedire proteste per altre ricorrenze, come i 20 anni del massacro di piazza Tiananmen il prossimo 4 giugno.

Zhang Xinfeng, viceministro per la Pubblica sicurezza, ha spiegato ieri che a maggio partirà una severa “campagna per la sicurezza”, che vuole garantire “un ambiente sociale sicuro e armonioso” per le celebrazioni del 1° ottobre, che prevedono anche una grandiosa parata militare nel centro di Pechino con la presenza di tutte le autorità.

Ci saranno maggiori e più severi controlli della polizia contro ogni tipo di attività criminali e con il dichiarato fine di “mantenere l’ordine pubblico”. Definizione che spesso comprende anche la repressione di qualsiasi forma di dissenso verso le autorità e di protesta pubblica per i diritti umani e civili.

Intanto gli operatori per i viaggi lamentano che già da due settimane sono stati reintrodotti draconiani limiti ai permessi di ingresso per stranieri, simili a quelli adottati prima e durante le Olimpiadi del 2008. Secondo fonti del quotidiano South China Morning Post pare che tutti i nuovi permessi commerciali scadranno entro il 15 settembre, mentre non risultano nuove restrizioni per i visti turistici e per ragioni di studio. Pare che almeno un importante convegno internazionale fissato a maggio a Pechino sia già stato rinviato per difficoltà connesse ai visti d’ingresso.

In questi mesi oltre 3mila capi della polizia locale e 2mila dirigenti comunisti partecipano a Pechino a corsi su come impedire proteste, negoziare con i dimostranti, migliorare l’immagine del Partito e mantenere l’ordine. Il governo dà grande importanza a questi corsi, nei quali tengono lezioni anche leader come Zhou Yongkang, membro del Comitato permanente del Politburo e massima autorità in materia di diritto e ordine pubblico, e Meng Jianzhu, capo nazionale della polizia.

Un documento del Dipartimento pubblicità del Comitato centrale del Partito comunista invita le autorità locali a svolgere attività per “approfondire l’educazione patriottica” della popolazione e “guidare la gente ad amare il Partito” e a riconoscere i grandi progressi fatti in questi 60 anni e “i vantaggi del socialismo cinese”.

Analisti osservano che la campagna di sicurezza comprende anche uno stretto controllo su Tibet e Xinjiang, dove le popolazioni locali contestano la dominazione e le restrizioni imposte da Pechino persino in materia religiosa. Come pure vuole prevenire le crescenti proteste sociali per ragioni economiche, anche conseguenti alla crisi finanziaria e alle frequenti ingiustizie commesse dalle ditte contro gli operai, spesso frodati del salario.

Esperti commentano che simili restrizioni non si adeguano al ruolo della Cina come potenza economica e che un grande Paese non ha bisogno di un controllo capillare sulla gente per rendere la popolazione orgogliosa dello Stato. Osservano che il vero obiettivo appare piuttosto la repressione e il controllo di ogni dissenso e di chi lotta per i diritti, come già è avvenuto per le Olimpiadi di Pechino. Qualcuno dice che questa campagna è in atto da tempo ed è chiamata in codice “Progetto 6521” perché vuole prevenire proteste per i molti anniversari del 2009: 60 anni della fondazione dello Stato, 50 anni della rivolta in Tibet, 20 da Tiananmen e 10 dal bando del movimento Falun Gong.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
31/03/2008 CINA
Parte la torcia “della pace”, Pechino in assetto da guerra
27/02/2009 CINA
Sono uighuri i tre che si sono dati fuoco a Pechino
12/12/2008 CINA
Continuano gli arresti dei firmatari di Carta 08
08/09/2009 CINA
Controlli di polizia in aumento mentre si moltiplicano le proteste
08/08/2014 CINA
Cina: l'attivista cristiano Gao Zhisheng "è libero ma sotto controllo"

In evidenza
IRAN
E’ ora di giungere all’accordo con Teheran, partner affidabile nella lotta contro lo Stato islamico
di Bernardo CervelleraUna bozza di accordo sul nucleare iraniano dovrebbe essere pronta per il 31 marzo. Ma i repubblicani Usa, Israele e l’Arabia saudita sono nettamente contrari. I motivi “secondari” della loro opposizione. Con Hassan Rouhani l’Iran vuole tornare nell’alveo della comunità internazionale. La funzione mediatrice di Teheran in Medio oriente. Il nunzio vaticano: “Non vi è una sola prova che l’Iran stia preparando una bomba nucleare”.
CINA-VATICANO
ULTIMO'ORA: La polizia cinese rapisce due sacerdoti a Mutanjiang
di Bernardo Cervellera
CINA-VATICANO
Niente brindisi fra Cina e Vaticano: Pechino vuole il dominio assoluto
di Bernardo CervelleraPer il Global Times (Quotidiano del popolo) alla Cina non piacciono le ordinazioni episcopali concordate, "modello Vietnam". Imbarazzo del Ministero cinese degli esteri di fronte ai mille passi della Santa Sede. La Cina vuole che il Vaticano accetti tutti i vescovi scomunicati e faccia silenzio su quelli sotterranei e imprigionati. Il caso di mons. Cosma Shi Enxiang. Senza libertà religiosa non vale la pena avere rapporti diplomatici. Lavorare per la missione e l'unità dei cattolici in Cina. Un lavoro per Xi Jinping: attuare la campagna anti-corruzione verso il ministero degli affari religiosi e l'Associazione patriottica, arricchitisi in questi decenni alle spalle dei cristiani.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate