Pechino loda la “democrazia attiva” di internet
Pechino (AsiaNews) - Il caso di Liu Tienan, vice direttore della Commissione per lo sviluppo nazionale e le riforme, arrestato per corruzione dopo una denuncia apparsa su internet, sembra aver scosso nel profondo il governo centrale cinese. Le crociate contro la corruzione dei quadri comunisti - lanciate da Hu Jintao e riprese dal nuovo leader Xi Jinping - non hanno infatti ottenuto i risultati che sta invece ottenendo il sistema di controllo sociale reso possibile dalle nuove tecnologie.
Lo ammette persino il Global Times - l'edizione internazionale del Quotidiano del Popolo - che in un editoriale apparso ieri scrive: "Il caso di Liu consolida la fede della società cinese: fino a che la corruzione e gli scandali saranno denunciati, i colpevoli non sfuggiranno alla punizione. La giustizia esiste nella nostra società grazie a un'opinione pubblica sempre più forte e all'abilità delle istituzioni di correggere i propri errori".
Il giornale non arriva a mettere in discussione il sistema mono-partitico dominato dal Pcc, ma aggiunge: "Questo è il vero significato della democrazia e dello stato di diritto che si stanno sviluppando in Cina". Il riferimento è al ritornello della dirigenza nazionale, che si oppone alle critiche della comunità internazionale riguardo le violazioni ai diritti umani parlando di una "democrazia di stile cinese".
Liu Tienan, vice direttore della potentissima Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, aveva il rango di vice ministro. La sua caduta è nata dopo la denuncia - apparsa online - della sua corruzione: la Xinhua ha annunciato oggi che il politico è stato rimosso "a causa di un suo sospetto coinvolgimento in serie violazioni disciplinari", l'eufemismo cinese per definire la corruzione.
Luo Changping, giornalista del Caijing, lo aveva accusato lo scorso anno di aver usato la sua posizione per arricchire i membri della sua famiglia. Le accuse sono state ignorate fino a che non hanno iniziato a rimbalzare su internet - e in modo particolare su Weibo, popolarissimo sito di microblogging - in maniera tanto endemica da costringere le autorità a intervenire.
La stessa modalità ha colpito almeno altri 4 giovani politici cinesi, figli di dirigenti di alto rango e promossi con rapidità ai massimi livelli amministrativi, allontanati dal proprio ruolo dopo che la Rete ha messo in dubbio la loro preparazione.




