27/02/2009, 00.00
NEPAL - CINA
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Pechino mette in guardia Kathmandu, teme manifestazioni pro Tibet

di Kalpit Parajuli
Il vice-ministro degli esteri cinese in Nepal. Timori per le proteste in occasione dei 50 anni di rivolta del Tibet. Siglati accordi bilaterali: Pechino finanzierà la costruzione di una centrale idroelettrica. Tra aprile e maggio il premier nepalese a Pechino per un nuovo trattato di amicizia.
Kathmandu (AsiaNews) - Pechino teme manifestazioni anti-cinesi in Nepal e chiede al governo di Kathmandu di vigilare. A preoccupare è l’avvicinarsi del 50mo anniversario della repressione della rivolta tibetana contro l’occupazione cinese e la conseguente fuga del Dalai Lama in India. La delegazione di Pechino, guidata dal vice-ministro degli esteri Hu Zhengyue ha incontrato i responsabili del governo nepalese in occasione di una visita di due giorni, il 26 e 27 febbraio.
 
Nei colloqui con il premier Pushpa Kamal Dahal, il ministro della difesa Ram Bahadur Thapa, e i responsabili della sicurezza di Kathmandu  l’inviato di Pechino ha sottolineato che per la Cina il 2009 è un “anno delicato”. Hu Zhengyue ha riproposto le preoccupazioni già espresse da Yang Jiechi, responsabile della politica estera  cinese, in occasione del suo ultimo viaggio in Nepal nel dicembre scorso.
 
Mercoledì 25, un gruppo di sedicenti attivisti aveva esposto una bandiera del Tibet sul muro dell’ufficio visti dell’ambasciata cinese a Kathmandu e dipinto sul cancello della sede diplomatica la scritta “Free Tibet”.
 
A seguito dei colloqui, il portavoce del governo di Kathmandu, Om Sharma, ha dichiarato che il premier ha garantito l’aumento delle misure di sicurezza per evitare attività anti-cinesi nel Paese (nella foto le manifestazioni dello scorso agosto). Il ministro della difesa ha affermato che il governo rafforzerà i controlli sul confine tra i due Stati per evitare che i sostenitori del Dalai Lama entrino in Nepal. Thapa ha dichiarato inoltre che la questione tibetana “va oltre i rapporti bilaterali tra Nepal e Cina. Molti tibetani vivono in India e arrivano in Nepal attraverso i confini aperti [tra i due Stati]”.
 
Al termine del suo viaggio a Kathmandu, l’inviato di Pechino ha affermato che gli incontri rientrano “nel regolare scambio di visite” e aggiunto: “abbiamo discusso la necessità di lavorare insieme in diversi campi” e assicurato l’intenzione del governo di Pechino di aumentare l’assistenza al Nepal in vari abiti. Tra questi sono inclusi accordi di cooperazione economica e tecnica siglati durante i colloqui ed in particolare il finanziamento per la realizzazione del Narsinghgad Hydropower Project a Jajarkot, nell’ovest del Nepal.
Kathmandu ha inoltre annunciato che il premier Dahal ed il ministro Thapa si recheranno in visita a Pechino tra la fine di aprile e la prima metà di maggio. Il portavoce del governo ha specificato che il viaggio darà la possibilità per finalizzare un trattato di pace e amicizia che ridefinirà i rapporti tra Cina e Nepal.
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