17/04/2008, 00.00
CINA
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Pechino nega ad Hu Jia di ricorrere per l’appello

Le autorità giudiziarie impediscono con diversi espedienti la visita dei legali all’attivista, condannato a tre anni e mezzo di carcere per sovversione. Tecnicamente, dopo dieci giorni dalla condanna scade il diritto a presentare appello.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità giudiziarie cinesi hanno impedito l’appello legale ad Hu Jia, noto dissidente ed attivista per i diritti umani, condannato lo scorso 3 aprile a tre anni e mezzo di carcere per aver “incitato alla sovversione contro il potere statale”. Lo conferma il suo avvocato, Li Fangping, che spiega: “Per la legge, dopo la condanna si hanno dieci giorni per presentare l’appello. Eppure, a noi è stato impedito di visitare Hu”.
 
Il legale racconta di essersi presentato ogni giorno, insieme ad i suoi colleghi, presso il Centro di detenzione n° 1 di Pechino, dove è chiuso l’attivista. Eppure, “le guardie non ci hanno mai concesso neanche di entrare nella struttura. Non importa quale sia la situazione: le regole devono essere seguite, ed i diritti devono essere rispettati”.
 
Un dirigente della prigione, che non vuole dire il suo nome, conferma: “Non è colpa nostra se il detenuto deve fare degli esami sanitari e questi coincidono con le visite esterne. In ogni caso, il tempo per presentare appello è scaduto”.
 
Hu, 34 anni, è noto in tutta la Cina per le sue battaglie a favore dei malati di Aids e per il suo impegno contro la diffusione del virus Hiv. Ha sempre combattuto per uno sviluppo democratico della Cina, per un’assoluta libertà religiosa nel Paese e per una revisione della situazione del Tibet, che “dovrebbe essere libero di decidere del suo futuro”.  
 
È stato arrestato lo scorso dicembre nella sua casa di Pechino da un gruppo di poliziotti in tenuta anti-sommossa. La moglie, Zeng Jinan, è stata condannata agli arresti domiciliari per il suo sostegno al marito insieme alla figlia, di pochi mesi. Alcuni amici della coppia hanno lanciato un appello contro la detenzione della bambina, che rischia malformazioni dati i suoi problemi di nutrizione.
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