20/11/2007, 00.00
CINA - USA
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Pechino preoccupata per il dollaro debole, che erode le riserve

Il premier Wen Jiabao apre a possibili diversificazioni nelle riserve di monete estere, ma il dollaro rimane la base, anche per non far perdere competitività alle esportazioni cinesi.

Singapore (AsiaNews) – Mentre il valore di scambio del dollaro si abbassa sempre più, il governo di Pechino comincia a preoccuparsi di come mantenere alto il valore delle sue riserve.

Parlando all’università nazionale di Singapore il premier cinese Wen Jiabao (nella foto, con l'ex presidente della città-stato, Lee Kuan-yu) ha ammesso che il suo governo si sta occupando del problema. Egli ha anche detto che nel mercato finanziario ci si domanda se Pechino cercherà di acquisire monete più forti, come l’euro, a scapito del dollaro.

“Quando le nostre riserve [di monete] straniere erano piccole, non avevamo alcuna pressione. Ma ora non possiamo non essere preoccupati di come mantenere il valore delle nostre riserve, giunte a 1400 miliardi di dollari”

Secondo le statistiche ufficiali, alla fine di settembre, le riserve della Cina in valuta straniera sono salite a 1430 miliardi di dollari Usa, con un incremento di 367,3 miliardi nei primi nove mesi del 2007.

Con il dollaro scambiato fino a 1,47 contro l’euro, giorni fa Chen Siwei, vice-presidente dell’Assemblea nazionale del popolo, ha suggerito che le riserve cinesi dovrebbero dare più spazio alle monete forti per frenare le perdite derivate dalla debolezza del dollaro. Si pensa che almeno il 70% delle riserve cinesi sia in dollari Usa e precisamente in obbligazioni statali di Washington.

A difesa del dollaro è intervenuto nei giorni scorsi il vice-governatore della Banca popolare della Cina, Yi Gang. Parlando a un forum economico a Washington, egli ha affermato che il dollaro sarebbe rimasto l’elemento fondamentale dell’economia cinese. Yi ha spiegato che pur diversificando le diverse valute delle riserve, “il principio che ci guida… è che ciò deve essere proporzionale alle nostre transazioni economiche”.

Gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale di Pechino. Un rafforzamento della moneta cinese – attualmente legata a un cambio quasi fisso con il dollaro - e un ulteriore indebolimento del dollaro creerebbe difficoltà alle esportazioni cinesi negli Usa. Mantenere competitività nelle esportazioni è quasi una necessità per Pechino che deve prevenire disoccupazioni di massa e relative rivolte sociali.

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