09/08/2007, 00.00
CINA
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Pechino teme più lo smog che le critiche sui diritti umani

Grandiosa cerimonia preolimpica in Piazza Tiananmen, con spettacoli e passerella di leader che richiamano l’orgoglio nazionale e la solidarietà mondiale. Severe misure antinquinamento per i Giochi, ma le gare di resistenza potrebbero essere spostate. Intanto nel mondo si manifesta per il rispetto dei diritti in Cina.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – L’elevato inquinamento di Pechino potrebbe costringere a posticipare ad altro giorno alcune gare delle Olimpiadi 2008. Lo ha detto ieri Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) in occasione delle celebrazioni per l’inizio dell’ultimo anno preolimpico. La Cina rivela i piani per contenere l’inquinamento e il traffico caotico, ma crescono le critiche mondiali sui diritti umani.

Rogge – che ritiene “a rischio” soprattutto gli sport di durata, come le corse in bicicletta e la maratona – in questi giorni ha ripetuto che le sue principali preoccupazioni sono “l’ambiente, soprattutto atmosferico” e “la salute degli atleti”. Non è escluso che alcune gare siano spostate in altra città. I dati dell’inquinamento nella città sono allarmanti: nel 2007 ha avuto solo 140 giorni di cielo limpido fino a ieri, 4 meno rispetto al 2006; la concentrazione di polveri sottili nell’aria è sempre stata elevata e più volte ha superato i limiti. Ma la Cina assicura che prenderà misure adeguate.

Pechino prevede di bandire, per il periodo dei Giochi, 1,3 dei 3 milioni di veicoli che ogni giorno circolano in città e ha promesso di “sperimentarlo” questo agosto. Secondo Simon Clegg, capo esecutivo dell’Associazione olimpica britannica, lo farà nei prossimi giorni, mentre Li Zhanjun del Comitato organizzatore di Pechino per i Giochi Olimpici ha rimandato alla conferenza stampa indetta per domani l’indicazione delle misure previste. Gilbert van Kerckhove, consigliere del Comitato organizzatore, ha detto che si prevede di chiudere tutte le fabbriche intorno a Pechino almeno 3 mesi prima dei Giochi e di vietare per il 2008 nuove opere di costruzione per ridurre la polvere e altri fattori inquinanti.

Intanto ieri le fastose celebrazioni preolimpiche sono avvenute sotto un cielo limpido, dopo che per settimane c’era stato il solito smog. Nella centrale piazza Tiananmen, alla presenza di migliaia di ospiti, gli spettacoli di canti e danza si sono intervallati con la passerella di molti leader nazionali che, guidati da Wu Bangguo, presidente dell’Assemblea nazionale del popolo, sono saliti sul podio per salutare e ripetere la volontà di realizzare le migliori Olimpiadi di sempre. “Da un secolo – ha detto Wu – la Cina sogna di ospitare le Olimpiadi. Con questi Giochi, migliorerà la comprensione e la cooperazione tra i cinesi e il mondo”.

Mentre i leader vogliono usare i Giochi per mostrare la crescita del Paese e per fare appello all’orgoglio nazionale, in molte parti del mondo attivisti e parlamentari esteri e dissidenti proprio ieri hanno ricordato le sistematiche violazioni dei diritti umani in Cina e in Tibet, la mancanza di libertà politica e nei media, l’aiuto a Stati come il Sudan. Essi hanno pure denunciato come questi Giochi abbiano finora significato lo sfruttamento di milioni di migranti impiegati nelle grandiose opere olimpiche con paghe minime, l’esproprio di decine di migliaia di abitazioni a Pechino, la chiusura di migliaia di scuole per migranti.

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