17 Febbraio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 23/10/2006, 00.00

    CINA

    Pechino vuole schedare 17 milioni di bloggers



    Secondo il presidente della Società governativa per Internet, comunicare i dati reali degli utenti è una scelta obbligata. Al vaglio la proposta di impedire la pubblicazione di opinioni sotto pseudonimo.

    Pechino (AsiaNews) – Il governo di Pechino vuole schedare i diversi milioni di cinesi che usano Internet per pubblicare le loro opinioni sotto pseudonimo e costringerli così a sottostare alla censura centrale. Lo riportano oggi i media statali.

    Secondo il nuovo sistema, attualmente al vaglio dei legislatori, gli utenti potranno continuare ad usare i loro nomi di fantasia per scrivere sui blog [diari virtuali ndr], ma saranno costretti a registrare i loro dati reali presso gli uffici governativi locali.

    Per Huang Chengqing, capo della Società cinese di Internet (Sci), richiedere il vero nome è "una scelta obbligata" se il Paese vuole sviluppare nella maniera più adeguata la sua comunità di scrittori virtuali. Il fiunzionario governativo sottolinea che "vi è bisogno di un uso bilanciato di Internet, che deve essere libero ma responsabile". La Sci è l'organizzazione governativa che si occupa dello sviluppo del nuovo sistema di controllo.

    La Cina ha 17 milioni di scrittori virtuali ed oltre 123 milioni di utenti Internet. Il numero, secondo stime ufficiali, è destinato a raggiungere i 150 milioni entro il 2008.

    Secondo la Xinhua, alcuni scrittori virtuali "usano il loro anonimato per disseminare informazioni false ed irresponsabili: rappresentano una cattiva influenza per il popolo". Il governo, tuttavia, "si rende conto che la decisione di schedare i bloggers rappresenta un argomento che crea problemi alla privacy ed alla libertà di espressione".

    Diversi gruppi per i diritti umani hanno spesso criticato la Cina per la censura che opera sui contenuti che ritiene "pericolosi", come le informazioni sulla situazione dei diritti umani nel Paese e la democrazia in stile occidentale. Al momento è proibita la ricerca di parole come diritti umani, democrazia, Taiwan e Dalai Lama

    Inoltre, molti fra i maggiori motori di ricerca internazionali si sono attirati il biasimo della comunità mondiale per aver risposto in maniera positiva alle richieste del regime di censurare i propri contenuti e per aver fornito alle autorità i mezzi per individuare quegli utenti che hanno usato la rete come mezzo di libera espressione.

    Grazie all'aiuto di Yahoo!, ad esempio, il governo ha potuto arrestare diversi cyber-dissidenti fra cui Li Zhi, condannato nel 2003 ad otto anni di carcere per "aver fomentato la sovversione tramite Internet".

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    19/08/2016 14:10:00 CINA
    Giro di vite contro la Rete: Pechino vuole censurare lo streaming

    Il governo teme le trasmissioni video in diretta su internet e chiede un controllo “a tempo pieno” ai provider che le consentono. Tuttavia l’enorme numero di utenti e la mole dei contenuti immessi rende l’obiettivo difficilissimo da raggiungere.



    20/06/2006 Cina
    Pechino, nuova ondata di censura: bloccata la ricerca sui maggiori siti cinesi

    Sina e Sohu, i maggiori portali di ricerca su Internet cinesi, sono stati bloccati perché "non sono riusciti a mantenere gli standard governativi e filtrare le parole chiave ritenute politicamente pericolose". Si allunga la lista delle compagnie che accettano la censura del governo.



    11/01/2016 CINA
    Per fare affari con la Cina, l’Occidente sacrifica al Partito la stampa libera
    Il grande dissidente cinese lancia l’allarme dopo l’espulsione della reporter francese Ursula Gauthier: “I politici del Vecchio Continente sono già sul libro paga di Xi Jinping. Se gli lasciamo mettere le mani anche sui giornali stranieri la battaglia per la democrazia in Cina non ha futuro”. Un consiglio dall’autore del Muro della democrazia: “Iniziamo a non fidarci più degli articoli che vengono da Pechino”.

    03/08/2017 14:50:00 CINA
    Apple fa un favore alla censura di Pechino: ‘Dobbiamo rispettare la legge’

    Rimossi i servizi per le Reti private virtuali. Le Virtual Private Networks (Vpn) vengono utilizzate dai cinesi per sottrarsi al controllo di Pechino sulle informazioni. Tim Cook, amministratore delegato Apple: “Rispettiamo la legge ovunque facciamo affari”. I critici: l’accordo con il governo cinese è un cambio di strategia per il cattivo andamento degli affari nel Paese. I ricavi di Apple sono scesi del 10% rispetto al 2016.



    17/04/2014 CINA
    Pechino, blogger condannato a 3 anni per "aver diffuso pettegolezzi" in Rete
    Qin Zhihui è la prima vittima della legge approvata nel settembre 2013 contro i micro-blog, sempre più attivi nel denunciare scandali e corruzione. I giudici hanno emesso la sentenza senza indagare sulle accuse di diffamazione mosse contro il blogger.



    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Le lacrime dei vescovi cinesi. Un ritratto di mons. Zhuang, vescovo di Shantou

    Padre Pietro

    Un sacerdote della Chiesa ufficiale, ricorda il vescovo 88enne che il Vaticano vuole sostituire con un vescovo illecito, gradito al regime. Mons. Zhuang Jianjian è diventato vescovo sotterraneo per volere del Vaticano nel 2006. Il card. Zen e mons. Zhuang, immagine della Chiesa fedele, “che fa provare un’immensa tristezza e un senso di impotenza”. Le speranze del card. Parolin di consolare “le sofferenze passate e presenti dei cattolici cinesi”.


    CINA-VATICANO-HONG KONG
    Il card. Zen sui vescovi di Shantou e Mindong

    Card. Joseph Zen

    Il vescovo emerito di Hong Kong conferma le informazioni pubblicate nei giorni scorsi da AsiaNews e rivela particolari del suo colloquio con papa Francesco su questi argomenti: “Non creare un altro caso Mindszenty”, il primate d’Ungheria che il Vaticano obbligò a lasciare il Paese, nominando un successore a Budapest, a piacimento del governo comunista del tempo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®