26/07/2005, 00.00
COREA DEL NORD - Corea del SUD
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Pechino: qualche segno di flessibilità fra Stati Uniti e Corea del Nord

Sono ripresi oggi a Pechino i colloqui a 6. Erano fermi dal giugno 2004, quando la Corea del Nord ha abbandonato il tavolo dei negoziati.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Si sono riaperti ufficialmente oggi a Pechino i colloqui a 6 sulla questione nucleare nordcoreana. Al tavolo dei lavori sono presenti Cina, Corea del Sud, corea del Nord, Giappone, Russia e Stati Uniti. Pyongyang aveva abbandonato i colloqui nel giugno 2004, accusando gli Usa di forzare la caduta del regime comunista.

Nel tentativo di spingere la Corea del Nord ad abbandonare i programmi nucleari, gli Stati Uniti mostrano ora nuova flessibilità: essi hanno offerto l'apertura di un ufficio diplomatico a Pyongyang e hanno accettato un incontro-a-due, avvenuto ieri, allo "scopo di conoscersi". L'incontro è avvenuto fra Christopher Hill, capo-delegazione Usa e il vice-ministro degli Esteri della Corea del Nord, Kim Kye-gwan.

Anche la Nord Corea si mostra più aperta, dopo le minacce del febbraio scorso di produrre armi al plutonio. Proprio oggi il capo delegazione nord-coreano ha dichiarato di essere pronto a lavorare con altre nazioni per denuclearizzare tutta la penisola coreana e spera che i colloqui di questi giorni porteranno a "decisioni strategiche" che rendano possibile tutto ciò.

Ad alimentare la bellicosità di Pyongyang, ma anche la sua debolezza, vi è la situazione interna del paese, prostrato da quasi un decennio di disastri agricoli, sociali e politici che hanno portato alla fame la popolazione. La carenza di energia è un altro motivo che spinge ufficialmente la Nord Corea a impegnarsi nell'uso di reattori nucleari.

Al ritorno al tavolo dei negoziati contribuiscono le promesse di aiuti da parte dei vari stati implicati.

Gli Stati Uniti sono pronti a riprendere le esportazioni di petrolio verso Pyongyang, interrotte lo scorso novembre, se la Corea del Nord confermerà e permetterà ad osservatori stranieri di verificare l'arresto del riarmo nucleare con plutonio e uranio impoverito. Gli Usa sono pronti anche ad inviare 50 mila tonnellate di cibo. Seoul ha spedito oggi 500 mila tonnellate di riso dirette al Nord.

Tra le proposte sul tavolo dei negoziatori, vi è quella di Seoul di rifornire Pyongyang con 2 milioni di megawatt di elettricità a partire dal 2008, se Kim Jong-il confermerà il rientro della minaccia nucleare. La proposta, secondo alcuni analisti, non incontra i favori del segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, e del suo vice per l'Estremo Oriente, Hill: secondo gli Stati Uniti, Seoul si sottopone troppo ai ricatti di Pyongyang. Il Giappone ha chiesto espressamente alla Corea del Nord il bando totale dell'uso di tecnologia nucleare come condizione minima per ottenere sussidi energetici, secondo quanto riportato nei giorni scorsi da un quotidiano di Tokyo.

Li Zhaoxing, ministro degli Esteri della Cina, Paese promotore dei colloqui, ha esortato le delegazioni ad essere flessibili e pragmatiche nei colloqui.

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