07/11/2006, 00.00
COREA DEL SUD – COREA DEL NORD
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Per la prima volta, la Commissione diritti umani di Seoul critica il Nord

Dopo la nomina del nuovo presidente, l'organismo governativo pubblica un rapporto che definisce "deplorevole" la situazione dei diritti umani e della legge in Corea del Nord. Prevista per la fine del 2006 la pubblicazione del dossier completo sugli abusi di Pyongyang.

Seoul (AsiaNews) – La Commissione nazionale sudcoreana per i diritti umani ha denunciato ieri per la prima volta in assoluto gli abusi commessi dal regime stalinista che governa la parte nord della penisola.

Subito dopo la nomina del suo nuovo presidente, Ahn Kyong-hwan, la Commissione ha infatti pubblicato un rapporto intitolato "Studio sul diritto e sui diritti umani in Corea del Nord" che definisce "deplorevole" la situazione dei diritti umani e della legge nel Paese governato dal "Caro Leader" Kim Jong-il.

Uno degli 8 autori, il professore di legge presso l'Università Konkuk Kim Young-cheol, scrive che "il regime pratica gli arresti politici e le esecuzioni in pubblico, tutte violazioni del principio di legalità internazionale".

Per Lee Keum-soon, ricercatore presso l'Istituto nazionale dell'Unificazione, "la Corea del Sud deve portare avanti due politiche parallele: da una parte, aiutare la popolazione nordcoreana con l'invio di beni umanitari; dall'altra, insistere con il regime per un miglioramento della situazione dei diritti umani".

Le opinioni espresse nel rapporto non sono nuove, ma è la prima volta che la Commissione pubblica le informazioni in suo possesso sugli abusi di Pyongyang. Il suo precedente leader, Cho Young-whang, è stato più volte criticato dai parlamentari sudocoreani per il suo atteggiamento conciliante nei confronti del regime.

Con la nomina di Ahn, avvenuta il 30 ottobre scorso, la Commissione ha cambiato posizione: già nel corso della prima audizione in Parlamento, egli ha dichiarato che "pubblicherà il prima possibile la posizione della Commissione sulla Corea del Nord e le informazioni in suo possesso". In un'intervista alla stampa locale, Ahn ha poi spiegato che "non si può più rimanere in silenzio davanti ai molti abusi contro i diritti umani praticati dal regime".

Il documento pubblicato ieri è solo la prima parte di un rapporto molto più ampio che dovrebbe essere presentato al governo entro la fine del 2006. Al testo lavorano diversi esperti di diritto, che definiscono la situazione "deplorevole, ma in miglioramento".

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