23/06/2011, 00.00
PAKISTAN
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Perplessità e sorpresa dei cristiani per il primo arresto nell’assassinio di Shahbaz Bhatti

di Jibran Khan
Vescovo di Islamabad: dopo un lungo silenzio, “strano” il fermo di una persona che ha lavorato per 10 anni con l’ex ministro. Attivista cattolico: una vicenda “sorprendente” e anomalie nello svolgimento delle indagini. Per il fratello Paul, il cui incarico pro-minoranze è a rischio, è “prematuro” rilasciare dichiarazioni e invita ad aspettare l’esito degli interrogatori.
Islamabad (AsiaNews) – “È molto strano che dopo un lungo silenzio, la polizia abbia arrestato qualcuno che ha lavorato per oltre 10 anni con Shahbaz Bhatti, verso il quale nutriva rancori personali”. Interpellato da AsiaNews, non nasconde disappunto e contrarietà il vescovo di Islamabad, mons. Rufin Anthony, in merito all’arresto di Hafiz Nazar Muhammad. L’uomo è stato fermato il 19 giugno scorso (cfr. AsiaNews, 23/06/2011 Islamabad: primo (strano) arresto per l’omicidio del cattolico Shahbaz Bhatti) ed è l’unico finora indagato dalla polizia per l’assassinio del ministro per le Minoranze religiose. Perplessità e “sorpresa” vengono manifestate anche da diversi leader cristiani pakistani, secondo cui la ricostruzione fornita dagli inquirenti lascia spazio a numerosi interrogativi e lati oscuri. Rivendicata dal gruppo estremista islamico Tehreek-e-Taliban Pakistan, la morte del parlamentare cattolico sembra derubricata a dissapori interni alla comunità cristiana.

Il vescovo di Islamabad aggiunge un altro elemento che testimonia lo stato di emarginazione della minoranza religiosa: “Nemmeno Paul Bhatti – spiega, riferendosi al fratello di Shahbaz, nominato Consigliere speciale del premier sulle Minoranze – ha un’idea chiara del suo ruolo e del suo futuro. Sembra ricoprire un ruolo di facciata, perché se il Partito popolare pakistano (Ppp, al governo) cancella il ministero allora [Paul] perde tutti i suoi poteri. E finora non ha detto una sola parola per condannare un passo simile”

Kamal Dass, direttore esecutivo del Movimento cattolico per la pace, definisce “sorprendente” il fatto che solo oggi, a distanza di tempo, l’avvocato e attivista Tahir Naveed Chaudhry, legato al movimento di Bhatti Apma (All Pakistan Minorities Alliance) “affermi di aver ricevuto lettere che denunciano il coinvolgimento di Nazar Muhammad”. E aggiunge un altro elemento strano: che Chaudrhy, già membro dell’Assemblea provinciale del Punjab (il Parlamento locale) non sia stato interrogato in precedenza durante l’indagine. Le forze dell’ordine stanno interrogando Hafiz Nazar Muhammad, rintracciato attraverso la mappatura del suo telefono cellulare. Il sospetto è stato fermato il 19 giugno scorso, recluso nella caserma I-9 di Islamabad e incriminato in base all’articolo 302/34 del Codice penale pakistano (Ppc). Secondo la ricostruzione degli agenti, che suscita molti interrogativi e perplessità, Nazar avrebbe lavorato a stretto contatto con il parlamentare cattolico per almeno 10 anni e nutriva dissapori personali.

Sulla vicenda è intervenuto anche Paul Bhatti, il quale conferma di essere stato informato da Chaudhry che “aveva ricevuto lettere anonime in cui si faceva il nome di Nazar Muhammad quale persona implicata” nell’assassinio di Shahbaz. Il fratello del ministro ucciso aggiunge che “[Chaudhry] ha contattato la polizia, che dopo una lunga indagine ha fermato Nazar Muhammad” e ora “aspettiamo gli esiti degli interrogatori”. Il consigliere speciale per le Minoranze ricorda infine che al momento si parla solo di “sospetti” ed è “prematuro rilasciare dichiarazioni”, anche se fin dall’inizio sono emerse strani scambi di accuse fra membri dell’Apma.
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