28/10/2020, 11.29
PAKISTAN
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Peshawar: sale a 8 morti e 120 feriti il bilancio dell’attentato alla madrassa Zubbairyah

di Shafique Khokhar

Finora nessun gruppo ha rivendicato l’atto terroristico. Il precedente dell’attacco alla locale Scuola pubblica dell’esercito. Critiche alle autorità, accusate di connivenza con formazioni estremiste. La strage compiuta mentre in Afghanistan sono in corso colloqui di pace tra il governo e la guerriglia talebana.

Peshawar (AsiaNews) – Sale a 8 morti e 120 feriti il bilancio dell’attentato esplosivo di ieri alla madrassa Zubbairyah. Lo rivelano fonti del Lady Reading Hospital. Secondo le indagini della polizia, tutte le vittime erano studenti che frequentavano un seminario coranico; tra i feriti vi sono anche due insegnanti. Finora nessun gruppo ha rivendicato l’atto terroristico, per il quale sarebbero stati usati cinque kg di esplosivo. 

Il primo ministro Imran Khan ha condannato il “vile attacco”. Egli ha assicurato che la lotta contro i terroristi e la loro ideologia estremista sarà vinta, e che i responsabili di questi atroci crimini contro l'umanità saranno consegnati alla giustizia.

Per Amer Kakkazai, ricercatore e scrittore di Peshawar, l’attentato ricorda il tragico assalto di sei anni fa alla locale Scuola pubblica dell’esercito, quando un gruppo di uomini armati uccise 150 persone, la maggior parte giovanissimi studenti. “La provincia di Khyber Pakhtunkhwa – spiega Kakkazai ad AsiaNews – è vittima di azioni terroristiche da 20 anni. L’aspetto più triste è che musulmani uccidono altri musulmani in nome della religione”.

Lo studioso critica l’operato delle forze di sicurezza e dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni, colpevoli secondo lui di non aver fatto nulla per sconfiggere le formazioni terroristiche: “Prendere di mira giovani e bambini nelle scuole e nelle madrasse è un crimine atroce. Le autorità devono proteggere i cittadini e smettere di sostenere le organizzazioni terroristiche per esigenze di sicurezza nazionale o interessi geopolitici”.

Secondo fonti governative, sentite dal Dawn,  l’attentato non porta la firma di Tehreek-i-Taliban Pakistan (i talebani pakistani) e dei suoi affiliati: esso appare opera di una nuova e bene addestrata formazione terroristica.

Ata-ur-Rehman Saman, attivista per i diritti umani e coordinatore della Commissione nazionale per la giustizia e la pace, fa notare che l’attentato è stato compiuto mentre sono in corso i colloqui di pace in Afghanistan, dove le Forze di sicurezza pakistane hanno da sempre una notevole influenza.

Il 14 settembre, l'inviato Usa per la crisi afghana Zalmay Khalilzad ha visitato Islamabad per agevolare gli sforzi di riconciliazione tra il governo di Kabul e la guerriglia talebana. L’attacco a Peshawar, osserva Saman, potrebbe avere avuto come obiettivo quello di “deviare” il percorso di pace. “La speranza – egli aggiunge – è che il governo pakistano prenda in considerazione ogni aspetto relativo ai cambiamenti che si stanno verificando nella regione”.

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