03/11/2016, 12.40
VATICANO
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Più di mille detenuti prenderanno parte al Giubileo dei carcerati

Alla celebrazione saranno presenti “detenuti di tutte le categorie”. Le testimonianze di un detenuto che in carcere ha sperimentato l’esperienza della conversione, che parlerà insieme alla vittima con la quale si è riconciliato; del fratello di una persona uccisa che si è fatta strumento di misericordia, quindi di perdono; di un ragazzo minorenne che sta scontando la sua pena e di un agente della Polizia penitenziaria.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Più di mille detenuti e i loro famigliari prenderanno parte, sabato e domenica prossimi, 5 e 6 novembre, al Giubileo dei carcerati che per la prima volta vedrà persone che sono in prigione prendere parte alla messa celebrata da papa Francesco in san Pietro.

All’evento, illustrato oggi da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione, sono iscritte, finora, oltre 4.000 persone, di cui più di mille saranno i detenuti, provenienti da 12 Paesi nel mondo: Inghilterra, Italia, Lettonia, Madagascar, Malesia, Messico, Olanda, Spagna, USA, Sudafrica, Svezia e Portogallo. “Da sottolineare, inoltre, la presenza di una delegazione luterana, proveniente dalla Svezia”.

Alla celebrazione saranno presenti “detenuti di tutte le categorie”. “Ci saranno, quindi, minori, persone in alternativa al carcere sul territorio, persone in detenzione domiciliare e detenuti definitivi con condanne diverse... insomma, una presenza vera che segna un reale impegno per offrire un futuro e una speranza oltre la condanna e la durata della pena”. Mons. Fisichella ha ricordato che la collaborazione con il Ministero italiano di giustizia ha consentito che sei detenuti svolgessero il loro servizio come volontari del Giubileo. “Un’esperienza intensa vissuta da tutti con spirito di genuino impegno e responsabilità”.

Quanto al  programma delle due giornate, esso “non si discosta dallo spirito con cui si è voluto vivere il Giubileo”. “Nella giornata di sabato, quindi, i partecipanti avranno la possibilità, nelle Chiese giubilari, di confessarsi e di compiere il pellegrinaggio verso la Porta Santa di San Pietro attraversando il percorso di via della Conciliazione, per prepararsi alla Celebrazione del giorno successivo. Dalle ore 7.30 sarà possibile entrare in Basilica, in attesa della celebrazione della Santa Eucaristia presieduta dal Santo Padre alle ore 10.00”.

“Molto intenso, a partire dalle ore 9.00, sarà il momento delle testimonianze. Avremo, infatti, come preparazione alla celebrazione eucaristica la presentazione di 4 testimoni che abbracciano l’arco del mondo delle carceri. Un detenuto che in carcere ha sperimentato l’esperienza della conversione, che parlerà insieme alla vittima con la quale si è riconciliato; il fratello di una persona uccisa che si è fatta strumento di misericordia, quindi di perdono; un ragazzo minorenne che sta scontando la sua pena e, infine, un agente della Polizia Penitenziaria, che quotidianamente è a contatto con i detenuti. Ascolteremo la loro esperienza di vita, e comprenderemo quanto il tema della misericordia non sia affatto una parola teorica, ma una genuina azione quotidiana che rappresenta spesso una vera sfida esistenziale. Le testimonianze saranno intercalate da musiche e canti realizzate dal Coro Papageno, composto da volontari e detenuti della Casa Circondariale “Dozza” di Bologna. Alcune particolarità, inoltre, aiuteranno a dar maggior significato allo svolgimento di questa giornata. Innanzitutto, il servizio liturgico sarà svolto dai detenuti. Le ostie che saranno utilizzate per la santa Messa sono state prodotte da alcuni detenuti del carcere di Opera di Milano, nell’ambito del progetto ‘Il Senso del Pane’, pensato e organizzato proprio in occasione del Giubileo, e sviluppato in collaborazione con la ‘Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti Onlus’”

“Quanto verrà vissuto domenica prossima in san Pietro, troverà riscontro in tante diocesi del mondo che si uniranno al Santo Padre per celebrare in modo solenne questa giornata con i carcerati. Nei mesi scorsi abbiamo scritto a tutte le Conferenze Episcopali del mondo, invitando i Vescovi a vivere questa domenica visitando le carceri e celebrando il Giubileo con i detenuti. Molte sono state le risposte positive che sono giunte e possiamo realmente pensare che la celebrazione avrà una eco mondiale nella sua realizzazione”.

 

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