29/03/2016, 09.21
REPUBBLICA CECA – CINA
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Praga, scontri e proteste pro-Tibet per la visita di Xi Jinping

Il leader cinese è il primo nella storia a visitare la Repubblica ceca, per decenni vicina alla causa del Dalai Lama e sostenitrice dell’indipendenza di Taiwan. Nel piatto investimenti per 14,4 miliardi di dollari. Le bandiere rosse sostituite con quelle dell’antico Regno buddista, i dimostranti si incatenano ai pali della luce.

Praga (AsiaNews/Agenzie) – Decine di manifestanti pro-Tibet della Repubblica ceca hanno accolto il presidente cinese Xi Jinping sostituendo le bandiere della Cina continentale con quelle dell’antico Regno buddista e incatenandosi ai pali della luce. I dimostranti hanno eretto nei pressi dell’aeroporto di Praga un’enorme fotografia che ritrae il Dalai Lama insieme al defunto presidente ceco Vaclav Havel, uno dei campioni dei diritti umani nella storia europea. Sotto l’immagine c’era scritto: “Questi gentiluomini sono a casa loro, qui”.

Poco prima dell’atterraggio del leader cinese, tuttavia, la polizia ha rimosso le bandiere tibetane e arrestato 12 manifestanti. Si sono verificati anche scontri violenti con una fazione rivale, che sostiene le politiche pro-Cina del presidente Milos Zeman. Xi è il primo leader cinese a visitare la Repubblica ceca, dato appunto l’antico sostegno di Praga alla causa tibetana e addirittura all’indipendenza di Taiwan.

La visita del Segretario generale del Partito comunista cinese porta investimenti pari a 14,4 miliardi di dollari. Nella lista vi è l’apertura di un canale pan-europeo, che dovrebbe unire i maggiori fiumi della parte orientale del continente, un imponente programma di ristrutturazione delle infrastrutture e l’ingresso di partner cinesi nel campo delle telecomunicazioni ceche.

Zeman ospiterà Xi nel castello di Praga e in quello di Lany, che non è mai stato aperto a dignitari stranieri. I critici ritengono “inadeguato” questo trattamento, che “ricorda molto da vicino l’accoglienza riservata ai leader sovietici quando eravamo uno Stato satellite”. Nel mirino anche il presidente, unico europeo a partecipare alle solenni cerimonie per il 70mo anniversario della fondazione dell’Esercito di liberazione popolare cinese. 

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