27/02/2015, 00.00
FILIPPINE - VATICANO
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Presidente vescovi filippini: "Il Papa ci sveglia dall'indifferenza, male nazionale"

Parlando con AsiaNews, mons. Socrates Villegas - arcivescovo di Lingayen-Dagupan e presidente della Conferenza episcopale filippina - sottolinea "l'enorme importanza del messaggio di Francesco per questa Quaresima. La nostra è una nazione cattolica, ma l'egoismo ci sta conquistando sempre di più". La grande messa del Papa a Manila "raggio di sole che illumina il futuro. Dei presenti, il 50% aveva meno di 20 anni. Sono la nostra speranza migliore".

Manila (AsiaNews) - Il Messaggio di papa Francesco per la Quaresima in corso "è una sveglia che suona nelle coscienze di tutti i filippini. L'indifferenza è oramai un male nazionale anche qui: è vero che siamo l'unico Paese cattolico dell'Asia [insieme a Timor Est ndr], ma l'indifferenza nei confronti dell'altro e l'egoismo ci stanno conquistando sempre di più. Dobbiamo rischiare la nostra vita per il benessere di tutti". Lo dice ad AsiaNews mons. mons. Socrates Villegas, arcivescovo di Lingayen-Dagupan e presidente della Conferenza episcopale filippina.

Secondo il presule, "quello messo in luce dal pontefice è il grande problema dei nostri tempi. L'essere indifferenti nei confronti di Dio, dei mali della società, dell'altro è una piaga che noi - come Chiesa e come fedeli - dobbiamo cercare di combattere con ogni mezzo. Il periodo quaresimale, fatto di penitenza e di riflessione sul mistero della Croce, è quello adatto per questo tentativo. Guardando a Cristo possiamo superare il richiamo dell'egoismo, frutto anche del benessere".

In quest'ottica, sottolinea ancora, "la grande messa celebrata da papa Francesco a Manila durante il suo Viaggio apostolico nelle Filippine è stato un grande raggio di sole per tutti noi. Proprio come un raggio, è esploso nella sua origine, ovvero la celebrazione eucaristica, ma allo stesso tempo porta la sua luce lontano. Quello che dà molta speranza è che, fra i milioni di fedeli accorsi ad ascoltarlo, il 50% aveva meno di 20 anni".

E questo, conclude mons. Villegas, "è una fonte di speranza senza eguali. I mali della nostra società a volte non si combattono perché gli attori che li tengono in vita e li fomentano sono oramai adulti di età e in qualche modo non lasciano spazio alla potenza del bene. Invece i giovani possono e devono cambiare le cose in meglio. I nostri ragazzi hanno visto e sentito le parole del Papa, e di quelle hanno fatto tesoro". 

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