24/08/2006, 00.00
VIETNAM
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Prima di entrare nel Wto, il Vietnam ha bisogno di politiche sociali

di Nguyen Van Tranh

Il paese, che aspetta di diventare membro dell'Organizzazione mondiale del commercio, manca di una reale politica di welfare e rischia di acuire il divario tra ricchi e poveri. Il dramma dello sfruttamento dei minori e dei loro diritti negati.

Hanoi (AsiaNews) – Il Vietnam non può pensare ad uno reale sviluppo economico, se prima non provvede alla regolamentazione delle sue politiche sociali, con particolare attenzione alla drammatica situazione dei minori.

Il paese si prepara ad entrare nell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), con la speranza che una volta divenutone membro si aprano nuove prospettive per il suo sviluppo. Le  sfide che questo traguardo nasconde, però, sono molte e le autorità devono impegnarsi affinché l'apertura all'economia mondiale non accresca il già profondo divario tra ricchi e poveri.

L'opinione è condivisa da diversi analisti e esperti del sociale. Le preoccupazioni maggiori si concentrano sulla condizione dei bambini e la possibilità di una crescita dello sfruttamento della manodopera minorile e del commercio sessuale. Questi sono solo i più vistosi dei problemi che affliggono la società vietnamita: i bambini sono sempre più vittime delle droghe, aumentano tra loro i malati di HIV/AIDS e numerosi sono quelli abbandonati, costretti a vivere in condizioni limite. Per non contare gli oltre un milione di bambini disabili, che ancora non godono del diritto all'educazione e all'assistenza sanitaria.

Un operatore sociale vietnamita spiega ad AsiaNews che "le agenzie governative seguono la massa e promuovono attività sociali che non mirano al reale sviluppo e benessere dei bambini. I diritti dei minori sembrano esistere solo sulla carta: la Convenzione delle Nazioni Uniti sui Diritti del Bambino, che il Vietnam ha ratificato nel 1990, non viene applicata".

Sono circa 2,6 milioni, oltre il 9% della popolazione minorile del paese, i bambini che necessitano di cure speciali. Il governo non può non tenere conto di questi dati e deve impegnarsi nell'assicurare giustizia e applicare le politiche sociali al settore economico senza distinzioni di etnia o religione tra i cittadini.

Per riuscire nell'intento non servono solo fondi. Il paese ha bisogno di costruire una reale legislazione sul welfare, garantendo ad emarginati e bambini assicurazioni mediche, sussidi per l'educazione e studiando programmi per sostenere le famiglie povere e insegnare loro una professione.

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