30/03/2009, 00.00
CAMBOGIA
Invia ad un amico

Prima udienza nel processo contro un leader khmer rosso

Alla sbarra il compagno Duch, che deve rispondere di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Egli è il solo leader del vecchio regime ad aver ammesso le proprie responsabilità, chiedendo perdono alle vittime. Il dibattimento durerà diversi mesi prima di giungere al verdetto finale.

Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) – Oggi ha preso il via il processo a carico di Kaing Guek Eav, meglio noto come il “compagno Duch”, uno dei cinque esponenti del regime dei Khmer rossi alla sbarra nel processo intentato dal Tribunale internazionale. Egli ha salutato la giuria – formata da giudici locali e stranieri – unendo le mani secondo la tradizione cambogiana e ha risposto alle domande sulla sua identità.

“Mi hanno già notificato le accuse – ha dichiarato il compagno Duch – Prima di essere arrestato dalla Corte militare, ero un insegnante”. Un funzionario di cancelleria ha letto i capi di imputazione a suo carico: crimini di guerra, crimini contro l’umanità, omicidio premeditato e tortura.

La fase preliminare del processo contro l’ex comandante della prigione S-21 di Tuol Seng si è tenuta il 17 febbraio scorso, ma solo questa mattina – dopo aver risolto alcune questioni procedurali e aver fissato la lista dei testimoni – è cominciato il dibattimento vero e proprio in aula.

Kaing Guek Eav, 66 anni, deve rispondere della morte di più di 17mila cambogiani fra il 1975 e il 1979. Egli è il solo leader khmer rosso ad aver ammesso le proprie responsabilità per le atrocità commesse dal regime di Pol Pot, che in quattro anni di feroce dittatura ha sterminato quasi due milioni di persone. Per i crimini commessi, egli ha chiesto perdono alle proprie vittime e ai loro parenti.

Il processo dovrebbe durare alcuni mesi prima di giungere al verdetto finale. Nel 2010 dovrebbe iniziare anche il processo a carico di altre quattro figure di primo piano del regime. Essi sono: Khieu Samphan, 77 anni, ex capo di Stato; Ieng Sary, 83 anni, Ministro degli esteri; Ieng Thirith, 76 anni, moglie di Sary e Ministro per gli affari sociali; Nuon Chea, 82 anni, ideologo del regime e soprannominato “fratello numero 2”. Pol Pot, il sanguinario dittatore conosciuto come “fratello numero 1” è morto il 15 aprile del 1998, senza aver mai risposto delle atrocità commesse.

Il processo contro i leader Khmer rossi e il Tribunale internazionale – sostenuto dalle Nazioni Unite – sono stati oggetto in passato di aspre critiche. Il Paese sembra poco propenso a operare una profonda revisione storica degli eventi legati alla dittatura khmer rossa; sul Tribunale pende inoltre l’accusa di corruzione.

Alcuni fra gli esponenti del vecchio regime, oltretutto, occupano un posto di primo piano all’interno dell’attuale governo. Fra questi vi è anche il primo ministro Hun Sen; gli avvocati della difesa del compagno Duch avevano avanzato la richiesta di un interrogatorio in aula per il premier, che è stata successivamente archiviata.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Processo ai Khmer rossi: la testimonianza di un sopravvissuto
29/06/2009
Phnom Penh, si avvia a conclusione “l’inutile processo” al compagno Duch
23/11/2009
Leader dei Khmer Rossi condannati all’ergastolo per genocidio
16/11/2018 08:37
Processo per altri quattro leader dei Khmer rossi
16/09/2010
Missionario del Pime: “Il processo ai khmer rossi non risolverà i problemi del Paese”
16/02/2009