20/04/2011, 00.00
AZERBAIGIAN
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Progetto Nabucco: forse il via definitivo avverrà entro il 2011

Dopo l’intesa preliminare di gennaio tra Barroso e l’Azerbaigian, ora occorre potenziare lo sfruttamento dei giacimenti azeri. Il presidente Aliyev riceve il presidente rumeno e fa capire che l’accordo dovrà essere non solo economico, ma comprendere più completi rapporti politici.

Baku (AsiaNews/Agenzie) – Tre consorzi concorrono per aggiudicarsi lo sfruttamento e il trasporto del gas dai giacimenti dell’Azerbaigian all’Europa, realizzando il tanto atteso progetto Nabucco. Intanto il presidente azero Ilham Aliyev riceve il presidente della Romania dove può passare un lungo tratto del gasdotto, e fa richieste indirette all’Europa.

Il Consorzio Shah Deniz dice che i suoi costi sono inferiori, e invita gli altri concorrenti a formalizzare le loro tariffe entro il 1° ottobre, per sottoporle ai Paesi interessati.

A gennaio Jose Manuel Barroso, presidente dell’Unione europea, durante una visita a Baku ha sottoscritto un accordo “preliminare” per l’importazione del gas. L’Unione europea importa circa il 60% del gas che consuma e dipende dalla Russia per circa il 25% del suo consumo, ma Stati come Finlandia, Lettonia, Estonia e Lituania ne dipendono al 100%. Da tempo l’Ue cerca di affrancarsi dalla dipendenza verso la Russia, e il progetto Nabucco da sempre parla di prendere energia da Turkmenistan e Azerbaigian.

Il Turkmenistan tratta allo stesso tempo con Europa, Russia e Cina promettendo a tutti ampie forniture di gas, ma il gasdotto dovrebbe passare sotto il Mar Caspio e incontra l’opposizione di Russia e Iran. E’ più facile la via dall’Azerbaigian attraverso la Georgia fino alla Turchia. Anche Baku ha forti problemi di stabilità: il regime del presidente Aliyev è autoritario, ma appare detenere il potere in modo saldo. Non sembra invece probabile un gasdotto dall’Iraq: la sua produzione di energia è ancora inferiore al necessario e un gasdotto per questi territori sarebbe facile preda del terrorismo. L’Iran è colpito da un duro embargo e non è considerato un partner affidabile.

Il gasdotto potrebbe partire dai ricchi giacimenti di Shah Deniz, vicino Sangachal, stimati di 1000 miliardi di metri cubi di gas, potranno andare in Europa 10 miliardi di metri cubi l’anno. L’Azerbaigian prevede di produrre 24 miliardi di metri cubi di gas annui entro il 2017, sufficienti a soddisfare anche il fabbisogno dell’Europa.

Esperti dicono che entro il 2011 dovrà essere presa una decisione definitiva per la costruzione del gasdotto Nabucco, che passerà dalla Turchia in Bulgaria. E’ discusso il cammino successivo, c’è chi propone di portarlo in Italia attraverso la Grecia e l’Albania sfruttando strutture già esistenti, mentre per altri dovrebbe passare in Romania per arrivare fino in Austria, nel cuore dell’Europa. Si prevede porti circa 20 miliardi di metri cubi di gas annui, il doppio di quanto offerto dall’Azerbaigian.

Esperti ritengono che la decisione finale di Baku sarà politica, oltre che economica. Il Paese ha interesse a rinforzare i rapporti con la vicina Europa. Aliyev il 18 aprile ha rilasciato una dichiarazione congiunta con il presidente rumeno Traian Basescu in visita in Azerbaigian (nella foto), sottolineando l’importanza strategica della collaborazione tra i 2 Paesi. I 2 leader hanno parlato soprattutto di energia e Aliyev ha ricordato come “all’inizio dell’anno Azerbaigian e Unione europea hanno sottoscritto una dichiarazione per [la creazione de] il Corridoio Meridionale del Gas”, che comprende il Nabucco. Ha pure auspicato che i buoni rapporti tra Romania e Azerbaigian possano avere  forte influenza sulle relazioni tra Baku e Strasburgo.

Oltre all’energia, ha proseguito Aliyev, “ci sono eccellenti prospettive per lo sviluppo delle relazioni tra Azerbaigian e Ue in ogni altro settore”.

Baku, tramite il gas, cerca di costruire un diverso e duraturo rapporto con l’Europa, anche per far dimenticare le accuse di dispotismo e i problemi interni.

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