01/03/2010, 00.00
BANGLADESH
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Progetto Onu e Ue di micro-sviluppo a sostegno delle donne bangladeshi

di William Gomes
In due anni le donne hanno contribuito a migliorare la viabilità in alcuni distretti rurali, guadagnando circa 700 dollari, di cui una parte è depositata in un apposito fondo bancario. Funzionario di Dhaka: le donne vitali per l’economia del Paese.
Dhaka (AsiaNews) – L’Unione europea e il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) hanno promosso un programma di aiuti mirato alle donne del Bangladesh, per aiutarle a vincere “il circolo vizioso della povertà”. Una iniziativa, commenta un funzionario di Dhaka, che permette loro di “svolgere un ruolo attivo” nella vita sociale ed economica delle famiglie.
 
Monzur Hossain, segretario della Local Government Division (Lgd), spiega che in sei distretti del Bangladesh – Narsingdi, Habiganj, Feni, Barguna, Sirajganj e Satkhira – negli ultimi due anni più di 24mila donne bisognose hanno contributo alla realizzazione di oltre 12mila km di strade, fondamentali per il sistema viabilistico del Paese. Egli sottolinea che “le donne sono uscite dalla povertà, avviando micro-imprese sostenute da un progetto assistenziale governativo”. Le donne non sono solo vitali a livello economico, aggiunge il funzionario, ma possono “svolgere un ruolo attivo” all’interno dell’ambito familiare.
 
All’interno del progetto “Opportunità di impiego rurale in progetti di pubblico interesse” (Reopa), l’Unione europea ha fornito 55 milioni di euro, a cui si sono aggiunti fondi stanziati dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp). Monzur Hossain aggiunge che in due anni di lavoro “le donne hanno guadagnato ciascuna più di 48mila taka” (più di 700 dollari, in un Paese in cui molte famiglie vivono con meno di un dollaro al giorno) e ne hanno investiti quasi 20mila in un apposito conto corrente bancario.
 
“È una cifra notevole – commenta il funzionario governativo – per le donne, che il più delle volte non godono di un patrimonio personale anche se restano vedove, abbandonate dal marito, divorziate, separate e sono spesso al di sotto della soglia di povertà”.
 
Lo svedese Stefan Frowin, capo della delegazione Ue, aggiunge che “le donne dovrebbero raccontare le loro storie di successo agli altri, per diventare parte integrante di una nuova generazione occupazionale”.
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