26/02/2013, 00.00
PAKISTAN
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Punjab: musulmano gambizza disabile cristiano per denaro, la polizia nega l’inchiesta

di Shafique Khokhar
Il 35enne Khalid Masih si era offerto per siglare – a titolo gratuito – un baratto accolto in un primo momento da entrambe le parti. Il giorno successivo il musulmano Irshad Gujjar ha chiesto altri soldi. Al rifiuto, egli si è vendicato tendendo un agguato all’intermediario cristiano. Le forze dell’ordine non accolgono la denuncia e i criminali restano impuniti.

Faisalabad (AsiaNews) - "Voglio giustizia, ma nessuno mi sostiene per far aprire un'inchiesta o avviare le indagini a carico dei miei assalitori". È un grido di dolore, drammatico e senza speranza, quello del 35enne cristiano Khalid Masih, originario del distretto di Faisalabad, nel Punjab, vittima di una violenza efferata, scatenata da banali questioni economiche. Il tutto nell'indifferenza delle forze di polizia che, a distanza di tre settimane, non hanno nemmeno raccolto la testimonianza dell'uomo e consentono ai criminali di restare impuniti. Come troppo spesso avviene in Pakistan, quando la vittima è un cristiano e i suoi carnefici appartengono alla maggioranza musulmana e la violazione di leggi e diritti si consuma nell'indifferenza generale.

La vicenda risale al 2 febbraio quanto l'uomo, disabile e costretto a camminare con l'ausilio di stampelle, viene interpellato quale mediatore - a titolo gratuito - nel baratto che vede coinvolte due persone: il cristiano Babar Masih, cugino di Khalid, e il musulmano Irshad Gujjar. Il primo cede al secondo il proprio ciclomotore, prendendo in cambio un cavallo. Il giorno successivo Irshad vuole un'ulteriore somma di denaro, perché il suo animale "vale molto più".

Khalid Masih (nella foto) risponde che è impossibile modificare i termini, anche perché il cugino è ormai lontano avendo lasciato il villaggio subito dopo aver concluso l'affare. Il 6 febbraio Irshad Gujjar, assieme al cugino Aslam, si presentano a casa di Khalid e gli chiedono di seguirli, per andare a pregare al capezzale di una loro nipote molto malata. Il 35enne cristiano è solito guadagnarsi piccole somme di denaro pregando per poveri e infermi, quindi non sospetta della trappola.

Essi lo conducono in un campo distante cinque chilometri dal villaggio, lo fanno scendere dall'auto e lo colpiscono più volte con una lama - recidendo mano e labbro - quindi lo gambizzano con due colpi di pistola. Alcuni agricoltori delle vicinanze, fra cui un cristiano, sentono gli spari e chiamano i soccorsi. I medici dell'ospedale civile di Faisalabad stabilizzano le condizioni di Khalid che, a distanza di alcuni giorni, si riprende.

Tuttavia, nonostante i ripetuti appelli alla giustizia i suoi assalitori sono a piede libero e impuniti. "Sono un povero cristiano e prego per gli altri - dichiara ad AsiaNews - e chiedo giustizia". Amaro il commento di p. Aftab James Paul, direttore della Commissione diocesana per il dialogo interreligioso, secondo cui "i criminali volevano fare soldi illegalmente" alle spalle di un pover'uomo, al quale "va resa giustizia e va assistito in tutte le sedi, compresa quella legale". 

 

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