21 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 30/03/2010
RUSSIA
Putin ha portato all’islamizzazione del terrorismo caucasico
Oggi a Mosca è giorno di lutto. Le bombe della metropolitana hanno un’origine lontana: nascono dalla scelta di rifiutare le possibilità di dialogo offerta dall’ex presidente ceceno e di scegliere la repressione. Timori di sussulti xenofobi e per il rispetto dei diritti umani.

Mosca (AsiaNews) – La firma della strage al metro di Mosca è ancora un'incognita. Forse lo rimarrà a lungo e l'utilizzo delle famigerate “vedove nere” è al momento solo un'ipotesi, più utile ai fini mediatici che a spiegare l'enormità della sfida che il terrorismo rappresenta per la Russia di oggi. I 39 morti delle due bombe di ieri consolidano, però, due certezze: il fallimento della politica di “stabilizzazione” sponsorizzata da Vladimir Putin (il terrorismo ceceno non solo non è sconfitto, ma ha messo radici nelle vicine repubbliche di Daghestan e Inguscezia) e l'islamizzazione dei guerriglieri ceceni (sempre più simili a talebani che a indipendentisti).
 
A Mosca oggi è il giorno del lutto: le bandiere sventolano a mezz'asta, i programmi di intrattenimento su radio e tv sono stati sospesi e i cittadini depongono fiori e candele nelle stazioni teatro degli attacchi, Park Kultury e Lubyanka. La metropolitana è pattugliata dalla polizia e misure di sicurezza sono state predisposte anche in altre città, da San Pietroburgo a Novosibirsk.
 
Gli attentati più gravi degli ultimi sei anni, attribuiti ai ribelli del Caucaso settentrionale, hanno lasciato anche 71 feriti, dei quali cinque in condizioni critiche. Ma non sono arrivati senza preavviso. Dokka Umarov, il leader del movimento indipendentista ceceno ed auto-proclamato “emiro del Caucaso”, aveva avvertito su un sito islamico che la jihad sarebbe stata presto rilanciata su tutto il territorio russo.
 
Non solo il riferimento alla guerra santa, anche la simbologia del colpire la rete dei mezzi di comunicazione per di più in un punto indicativo come la Lubjianka (sede storica dei servizi segreti russi che nel Caucaso hanno tagliato negli ultimi mesi molte teste tra i militanti islamici) fa intendere che la guerriglia cecena non è più quella della campagna di attacchi del '99-2004. Allora Aslan Maskhadov, ex presidente ceceno, ricorse alla lotta armata, ma mai al terrorismo e sempre con un'ispirazione laica e disponibile al dialogo. Disponibilità che il Cremlino non accolse, scegliendo la strada della repressione violenta, le cui conseguenze sono oggi la mattanza quotidiana nel Caucaso settentrionale e le stragi al cuore del Paese. Il movimento indipendentista si è radicalizzato, accogliendo in sé i seguaci kamikaze di Shamil Basayev e del suo erede Umarov, dall'impostazione estremista sia dal punto di vista ideologico che di metodo. 
 
Oggi il quotidiano Kommersant indica in Said Buryatski – altro leader dei militanti islamici del Caucaso, ucciso in Inguscezia all'inizio di marzo – la mente della strage di ieri. Per portare a termine gli attentati al metro avrebbe assoldato un commando di 30 estremisti, istruiti nelle madrasse turche e addestrati tra la Cecania e l'Inguscezia.
 
Gli attacchi a Mosca innalzano anche l'allarme sul fronte diritti umani. Possono gettare benzina sul clima d'odio xenofobo che già infuoca la società russa, ma anche fornire la giustificazione politica per sguinzagliare le forze di sicurezza a reprimere i “terroristi”. In Inguscezia sono già iniziate le perquisizioni nelle case dei familiari dei guerriglieri schedati. Perquisizioni che spesso in quelle terre sono sinonimo di rastrellamenti e sparizioni. (MA)
 

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
01/04/2010 RUSSIA
Dagestan, esplode un’auto: due morti. A Mosca i funerali delle vittime della Metro
31/03/2010 RUSSIA
Doppio attentato nel Dagestan, nove i morti
08/02/2011 RUSSIA-ISLAM
I ribelli islamici ceceni rivendicano la strage dell’aeroporto di Mosca
30/08/2004 russia - cecenia
Brogli alle elezioni cecene: in testa il candidato filo russo
22/06/2009 INGUSCEZIA
Gravemente ferito in un attentato il presidente Yunus-Bek Yevkurov

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate