19/03/2015, 00.00
RUSSIA - CINA
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Putin riceve i vertici del Partito cinese: si rinsalda l'alleanza Mosca-Pechino

di Nina Achmatova
Dopo la visita odierna del direttore dell'Ufficio generale del Pcc, la Russia attende il presidente Xi. Questi dovrebbe recarsi a Mosca in maggio per le celebrazioni della vittoria sul nazismo. Ucraina ed energia rimangono dossier scomodi per entrambe le potenze.

Mosca (AsiaNews) - Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà oggi, 19 marzo, Li Zhanshu, direttore dell'Ufficio generale del partito comunista cinese e consigliere stretto del presidente Xi Jinping. La visita sembra ribadire gli sforzi per stabilire più stretti legami tra Mosca e Pechino, sullo sfondo del deteriorarsi delle relazioni del Cremlino con l'Occidente.

A causa del ruolo della Russia nella crisi ucraina, Ue e Usa hanno varato sanzioni economiche che hanno messo a dura prova l'economia del Paese, già sofferente per problemi strutturali e per la caduta del prezzo del petrolio. E Mosca da un anno ormai ha rilanciato la cosiddetta "svolta a Est" in cerca di nuove alleanze politiche e commerciali.

Il ministero degli Esteri russo ha fatto sapere che Xi parteciperà, il 9 maggio, alle celebrazioni che si terranno a Mosca per il 70mo anniversario della vittoria sul nazismo nella II Guerra mondiale. Insieme a lui sono attesi diversi leader asiatici, ma anche latinoamericani e qualche europeo.

Il presidente cinese non ha ancora confermato ufficialmente la sua visita a maggio, ma già in passato non ha fatto segreto dell'intenzione di voler rafforzare l'alleanza col vicino: Mosca è stata la prima capitale dove si è recato in missione, dopo aver assunto la presidenza nel 2013, e ha anche partecipato alle Olimpiadi invernali di Sochi, su invito di Putin.

Mentre i due Paesi concordano sulla gestione di diversi dossier internazionali, come il conflitto in Siria, e generalmente coordinano il loro voto al Consiglio di sicurezza Onu, la Repubblica popolare non si è mostrata così desiderosa di spalleggiare la Russia sull'Ucraina. La Cina ha dichiarato più volte di rispettare la sovranità, l'integrità territoriale e l'indipendenza della ex repubblica sovietica. Ciononostante, i rappresentanti del governo cinese hanno detto che le potenze occidentali devono tenere in considerazione i legittimi timori per la sua sicurezza che nutre la Russia riguardo la crisi ucraina.

La Cina, inoltre, guarda alla Federazione nel tentativo di diversificare le sue fonti di approvvigionamento energetico. L'anno scorso le due potenze hanno firmato uno storico contratto per la fornitura di gas, stimato intorno ai 400 miliardi di dollari. Si è trattato di una vittoria diplomatica per Putin, che ci lavorava da anni, ma col Paese in crisi economica e il calo dei prezzi (nel maxi-contratto con la Cina i prezzi delle forniture pare siano state legate al prezzo globale del barile), circolano voci che Mosca sarà costretta a posticipare il completamento del maxi gasdotto "Forza della Siberia", che dovrebbe portare 38 miliardi di metri cubi di gas all'anno dai nuovi campi, verso i distretti industriali della Cina orientale.

Secondo il Moscow Times, la Russia avrebbe ora come priorità quella di trovare mercati di sbocco per il gas prodotto dai campi già sviluppati, come quello di Bovanenkovo Yamal, dopo che l'Europa ha tagliato l'import del 9% l'anno scorso.

Così, prima di terminare "Forza della Siberia" sarebbe più urgente la costruzione della più economica pipeline "Altai" (su cui i due Paesi aspettano di siglare un accordo entro la prima metà dell'anno) e che va dai campi già esistenti fino alla Cina occidentale.

La rotta occidentale porterebbe alla Repubblica popolare il gas dello Yamal, che oggi viene invece usato per il consumo interno o inviato in Europa. Ma si tratta di un'alternativa poco attraente per Pechino, che ha maggiore bisogno di gas nelle regioni industrializzate orientali e che dovrebbe comunque costruire un nuovo enorme sistema interno di gasdotti per portare il metano russo da ovest alle più grandi città nel centro e nell'est del Paese.

Per ora, la Cina si è detta interessata a entrambi i progetti, ma è chiaro che privilegia "Forza della Siberia"; il gigante russo Gazprom deve decidere entro l'estate quale pipeline costruire prima. 

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