04/06/2020, 14.42
RUSSIA
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Putin: stato di emergenza per 20mila tonnellate di gasolio sversate nell’Artico

La sostanza inquinante è fuoriuscita da un serbatoio in Siberia. La furia dello “zar” russo: “Dobbiamo consultare i social media per venire a conoscenza di un’emergenza?”. La macchia si è estesa per 12km e ha contaminato un’area di 350 kmq. Esperto: serviranno tra i 5 e i 10 anni per la bonifica e 1,3 miliardi di euro.

Mosca (AsiaNews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato ieri lo stato di emergenza per lo sversamento di 20mila tonnellate di gasolio in un fiume nella Russia artica. La sostanza, altamente inquinante, è fuoriuscita il 29 maggio da un serbatoio di carburante nei pressi della città siberiana di Norilsk.

La perdita è stata rilevata dalle autorità locali solo due giorni dopo l’accaduto, fatto che ha mandato su tutte le furie Putin. In una conferenza stampa televisiva, lo “zar” russo si è scagliato contro la dirigenza di Norilsk Nickel, il primo produttore mondiale di nickel e palladio, che gestisce l’impianto incriminato: “Perché le agenzie governative hanno scoperto l’incidente così in ritardo, dobbiamo consultare i social media per venire a conoscenza di un’emergenza?”.

Il presidente ha ordinato l’avvio di un’indagine: un manager dell’impianto è stato già tratto in arresto. Nel frattempo, il governo ha inviato forze supplementari per condurre le operazioni di bonifica.

La macchia si è estesa per 12km, contaminando un’area di 350 kmq. Secondo resoconti di stampa, in termini di volume si tratta del secondo peggior incidente di questo tipo mai accaduto nel Paese, ma il primo del genere nella regione artica, tra le più colpite dagli effetti del riscaldamento globale. Per Geophysical Research Letters, la temperatura media oltre il Circolo polare artico è già superiore di 2 gradi a quella dell’era pre-industriale. A questo ritmo, il Mar Glaciale Artico sarà libero dai ghiacci – e navigabile – entro il 2050.

Le organizzazioni ambientaliste paragonano l’accaduto al disastro dell’Exxon Valdez, la petroliera che affondò nel 1989 al largo dell’Alaska, riversando in mare 37mila tonnellate di petrolio. Citato dalla Bbc, Oleg Mitvol, ex vice capo dell’agenzia ambientale Rosprirodnadzor, sostiene che ci vorranno tra i 5 e i 10 anni, e 100 miliardi di rubli (1,3 miliardi di euro), per completare la pulitura.

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