10/02/2017, 08.50
RUSSIA - TURCHIA - SIRIA
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Raid russo uccide tre soldati turchi. Mosca e Ankara rafforzano la cooperazione in Siria

Un caccia russo centra un edificio nei pressi della cittadina di al-Bab. All’interno non vi erano miliziani dello Stato islamico, ma soldati dell’esercito di Ankara. Feriti 11 militari. Putin chiama Erdogan per esprimere “tristezza e cordoglio”. Entrambi i fronti hanno aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica dei fatti. 

 

Mosca (AsiaNews/Agenzie) - Mosca e Ankara intendono rafforzare e migliorare la collaborazione a livello militare in Siria, dove è in atto una lotta comune contro i gruppi jihadisti e, in particolare, lo Stato islamico (SI) nel nord del Paese. La decisione segue il grave incidente avvenuto ieri, in cui tre militari turchi sono morti e altri 11 sono rimasti feriti a causa del “fuoco amico” russo.

Secondo le prime ricostruzione un caccia russo di stanza in Siria ha colpito un edificio all’interno del quale vi erano presunti obiettivi jihadisti; in realtà il palazzo era occupato da truppe dell’esercito di Ankara, centrate dai missili lanciati dal jet. 

Il presidente russo Vladimir Putin ha telefonato al l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan esprimendo “tristezza e cordoglio” per l’incidente. Sulla vicenda entrambi i fronti hanno aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica dei fatti. 

In una nota diffusa dal Cremlino, Putin ed Erdogan hanno concordato sulla necessità di “rafforzare il coordinamento militare”, proseguendo l’impegno comune della lotta contro i gruppi jihadisti in Siria. Ankara non ha voluto svelare il luogo in cui è avvenuto l’incidente; Mosca ha spiegato che è avvenuto “nei dintorni di al-Bab”, cittadina a nord di Aleppo dove le forze russe sono impegnate da tempo in una serie di raid aerei. 

Da tempo Russia e Turchia - in passato su fronti contrapposti nel conflitto siriano - operano in accordo per assicurare una pace duratura nel Paese, avviando al contempo uno sforzo comune contro i gruppi terroristi. Un cambio radicale di strategie e alleanze fra Mosca e Ankara, dopo un periodo di forti tensioni seguite all’abbattimento di un caccia russo al confine fra Turchia e Siria nel novembre del 2015. 

I due fronti, insieme all’Iran, hanno inoltre mediato i colloqui di pace di Astana, primo incontro “diretto” fra esponenti del governo siriano e rappresentanti delle opposizioni impegnati sul campo di battaglia. Ora l’attenzione si sposta a Ginevra, dove entro fine mese si dovrebbe tenere un nuovo summit sotto l’egida delle Nazioni Unite. 

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