23/02/2017, 14.20
BANGLADESH
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Rajshahi, il Vangelo dei giovani per annunciarlo agli altri giovani

di Sumon Corraya

Circa 400 giovani studenti hanno partecipato a un raduno per cinque giorni. L’incontro con alcune famiglie. Educare i giovani ad essere “liberi dalla schiavitù del consumismo, del materialismo, del capitalismo”. Mons. Rozario: “I nostri giovani devono essere come il sale”.

Natore (AsiaNews) – Jewel Tripura, studente universitario, è entusiasta: “Abbiamo appreso la Buona Novella; molti invitati ci hanno parlato di Gesù e della Bibbia. Questo seminario per i giovani mi ha trasformato e mi sento un uomo più completo”. “I giovani – aggiunge – sono il futuro della Chiesa e vi sono molti che sono lontani. Dobbiamo impegnarci per loro”.

L’entusiasmo di Jewel è uno dei frutti di cinque giorni di raduno per i giovani, conclusosi due giorni fa a Natore, una zona vicino a Bonpara, nella diocesi di Rajshahi. Circa 400 giovani liceali e universitari hanno preso parte al programma realizzato dalla Commissione episcopale per la gioventù (EC-Y), dal titolo: “La vivace gioventù asiatica vive il Vangelo fra molte culture”.

Jewel Tripura, che è un giovane tribale dell’area montagnosa di Thanchi, racconta ad AsiaNews: “Ho capito che devo lavorare per i giovani nella nostra zona, dove è casa mia”.

Fra gli obbiettivi dell’EC-Y vi è proprio quello di promuovere la fede cristiana fra i giovani, rendendoli coscienti della presente situazione sociale, economica e politica. Lo scopo è far maturare i giovani ad essere cittadini responsabili e incoraggiarli a giocare un ruolo importante nella Chiesa e nella società, creando relazioni fraterne con tutti.

Il seminario ha avuto momenti di studio, ma anche momenti di visita ad alcune famiglie cristiane della diocesi. “Abbiamo imparato molto da loro – spiega ancora Jewel. L’unica fede ci ha fatto percepire una forte unità con loro”.

Deep Gomes, altro studente universitario, ripensa ai giorni vissuti insieme a centinaia di suoi coetanei: “Abbiamo costruito una bella amicizia e abbiamo imparato l’uno dall’altro. Siamo decisi a fare qualcosa di buono per la Chiesa”.

Secondo le direttive dell’EC-Y, questi momenti educativi sono anche la via per aiutare i giovani a essere liberi dalla schiavitù del consumismo, del materialismo, del capitalismo, per costruire una società basata su principi di fraternità e non violenza.

Il coordinatore nazionale della EC-Y ha sottolineato che “noi giovani dobbiamo decidere ora, non possiamo essere ripiegati su noi stessi, ma vivere per la Chiesa, per il nostro Paese, per il bene comune del mondo”.

Mons. Gervas Rozario di Rajshahi, che ha partecipato al seminario in questi giorni, conclude: “I nostri giovani devono essere come il sale”.

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