24 Aprile 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 07/03/2017, 08.49

    SIRIA

    Raqqa, lo Stato islamico impone vestiti “in stile afgano” per confondere civili e combattenti



    Attivisti locali riferiscono che il provvedimento è entrato in vigore da oltre due settimane. Per chi non rispetta la norma previste multe e carcere. Dietro la decisione la rapida avanzata della coalizione arabo-curda, sostenuta dai raid aerei Usa. Migliaia di civili e famiglie jihadiste in fuga dalla provincia di Aleppo. 

     

    Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Le milizie dello Stato islamico (SI) a Raqqa, roccaforte jihadista in Siria, hanno imposto agli uomini uno stile di abbigliamento simile quello “afgano”. È quanto affermano attivisti e abitanti della città, secondo cui dietro il provvedimento vi è il tentativo di mescolare i combattenti alla folla e proteggerli in caso di raid aerei. 

    Abu Mohamed del movimento dissidente “Raqqa is Being Slaughtered Silently (Raqqa è assassinata nel silenzio)”, attivo in rete e sui social nel denunciare le violenze jihadiste in città, riferisce che “da oltre due settimane” Daesh [acronimo arabo per lo SI] ha imposto “vestiti in stile afgano”. 

    “Per quanti non rispettano la norma - ha aggiunto l’attivista - sono previsti una multa e il carcere”. 

    Le nuove restrizioni imposte dai vertici del gruppo estremista giungono mentre l’alleanza arabo-curda prosegue la marcia di avvicinamento a Raqqa, sostenuta dai raid aerei della coalizione a guida statunitense impegnata a colpire obiettivi dello SI. La legge, prosegue Abu Mohamed, “è un tentativo per rendere più difficile ai caccia e alle forze curde… di distinguere fra civili e membri di Daesh”. 

    Secondo il leader di “Raqqa is Being Slaughtered Silently”, nella città vige uno “stato di allerta” massimo; ogni giorno, spiega, spuntano nuovi punti di controllo e i jihadisti arrestano chiunque descrive la situazione come disastrosa. “I prezzi sono schizzati alle stelle - conclude - e mancano sia l’elettricità che l’acqua potabile”. 

    Rami Abdel Rahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, aggiunge che in questi ultimi giorni diversi civili e familiari dei miliziani dello SI stanno cercando di fuggire dalla provincia di Aleppo, dove è in corso un’offensiva contro i jihadisti. L’obiettivo è trovare rifugio e riparo nella provincia di Raqqa. “Sono migliaia di famiglie” sottolinea l’attivista, insieme a “circa 120 famiglie di combattenti e comandanti” di Daesh. 

    Dopo gli ultimi progressi compiuti sul campo di battaglia, la coalizione arabo-curda si trova a soli otto chilometri da Raqqa, in direzione nord-est. Lo SI starebbe bloccando l’ingresso dei civili, ma consente il passaggio dei parenti dei propri miliziani. Il trasporto avviene via acqua perché “il passaggio via terra è impossibile a causa della distruzione dei ponti sul fiume Eufrate”. 

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    19/10/2015 SIRIA
    Siria: Raid aerei colpiscono convoglio dello Stato islamico, almeno 40 terroristi morti
    L’attacco è avvenuto nella notte fra il 17 e il 18 ottobre. Il convoglio jihadista era partito da Raqqa e viaggiava nella parte orientale della provincia di Hama. Testimoni locali riferiscono che il raid è opera di caccia siriani o russi. Esclusa la partecipazione di Stati Uniti o aerei della coalizione.

    07/12/2015 SIRIA
    La coalizione guidata dagli Usa bombarda un campo dell’esercito siriano: 4 morti
    Il campo si trova a due km a ovest di Deir ez-Zor, nelle mani dello Stato islamico. Nei giorni scorsi Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti avevano suggerito un’alleanza con l’esercito siriano per sconfiggere i miliziani del Califfato.

    27/04/2016 08:56:00 IRAQ - SIRIA
    I raid aerei colpiscono le casse, in fumo 800 milioni di dollari dello Stato islamico

    Secondo il maggiore generale degli Stati Uniti Peter Gersten, negli attacchi sono stati distrutti fra i 500 e gli 800 milioni in contanti. Picco nelle defezioni (fino al 90%) e calo nei nuovo arrivi, soprattutto fra combattenti stranieri. In una abitazione a Mosul erano conservati 150 milioni di dollari. 



    18/11/2015 EGITTO – SIRIA
    Patriarca Younan: L’Isis non si sconfigge con i raid, l’Occidente ha tradito i cristiani
    Il capo della Chiesa siro-cattolica, Mar Ignace Youssif III Younan, accusa i governi dell’Ovest di mantenere un “conflitto infinito in Siria” per una volontà egemonica. I terroristi che usano l’islam come pretesto per la violenza “sono già infiltrati in Europa, sostenuti dai soldi di Arabia Saudita e Paesi del Golfo sotto la supervisione dei governi occidentali”. Papa Francesco “vero difensore della giustizia, è pieno di dolore per quanto sta accadendo in Siria e Iraq”.

    15/02/2016 16:15:00 SIRIA - ISLAM
    Siria, la vera priorità è combattere lo Stato islamico. Non Assad

    Nella Siria del nord, due attacchi contro ospedali hanno provocato decine di vittime civili. Il fragile accordo raggiunto dalle potenze mondiali è messo in crisi da continui raid e i combattimenti. Il gesuita islamologo Samir Khalil Samir sottolinea i veri passi necessari per la pace: bloccare il fondamentalismo sostenuto dall’Arabia Saudita e impegnarsi davvero contro i terroristi islamici.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Sequestrato mons. Pietro Shao Zhumin, vescovo (sotterraneo) di Wenzhou

    Bernardo Cervellera

    La pubblica sicurezza non comunica il luogo in cui è stato portato. Ma hanno permesso ai fedeli di consegnare alcuni vestiti per il loro pastore. Il vescovo non potrà celebrare Pasqua coi suoi fedeli. Pressioni sul prelato per farlo aderire all’Associazione patriottica. Un destino simile a quello di mons. Guo Xijin. Pressioni anche sulla Santa Sede.


    CINA-VATICANO
    Scomparso da 4 giorni mons. Guo Xijin, vescovo sotterraneo di Mindong

    Wang Zhicheng

    È stato sequestrato dopo una visita all’Ufficio affari religiosi di Fuan. La Pubblica sicurezza lo ha portato in un luogo sconosciuto per farlo “studiare e imparare”. I fedeli pensano che essi vogliano costringerlo a iscriversi all’Associazione patriottica. Al suo rifiuto, è forse possibile che gli proibiscano di ritornare in diocesi. Demolita una chiesa cattolica a Fuan.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®