19/10/2010, 00.00
BANGLADESH
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Religiosi cristiani e islamici discutono a Dhaka di pluralismo e dialogo

di William Gomes
Si è svolto un incontro tra oltre 100 religiosi delle due religioni. Il confronto e il dialogo come unico modo per vivere la fede e portare pace e giustizia nella società. Superiore Pime: con gli islamici è già in atto un confronto di esperienze di vita e religiose.

Dhaka (AsiaNews) – Laici, 50 sacerdoti cristiani e 50 imam islamici si sono incontrati il 16 ottobre a Savar (Dhaka), presso un centro per ricerche coraniche, per parlare insieme di “Leadership in una società pluralistica da un punto di vista musulmano e cristiano”.

Il seminario, con il sostegno del Pontificio Istituto Missioni Estere Pime, è stato presieduto dal professore di filosofia Obidur Rahman, con la partecipazione dell’ambasciatrice italiana in Bangladesh Itala Maria Marta Occhi e della vicecommissario della Commissione australiana in Bangladesh Kilmeny Beckering Vinckers.

Il vescovo Paul Sishir Sarkar, della Chiesa anglicana del Bangladesh, nel suo discorso ha sottolineato che, nell’attuale società pluralistica, sono sempre più importanti la comprensione reciproca e il dialogo e che un aperto scambio di opinioni può costituire vantaggio per tutti. Ha ricordato che, in questa situazione, è ancora più importante per i cristiani e i loro leader vivere una vita secondo la fede, in modo onesto, umile e aperto al dialogo.

Egli ha ricordato che “gli islamici sono i nostri vicini di casa e un leader dovrebbe insegnare alla nostra gente ad amarli”.

Mohammed Abdullahel Bauqi, professore di Antropologia presso l’università di Jahangirnagar, ha osservato che cristiani e islamici credono nell'unico Dio, un Dio che desidera la felicità dell’uomo. L’amore per l’unico Dio e l’amore per i vicini sono fondamentali nei libri sacri di entrambe le religioni, come anche ha detto il profeta Maometto:  “Nessuno di voi ha fede se non amate il vostro vicino come amate voi stessi”. Ha osservato che i fedeli delle due religioni, che sono oltre la metà della popolazione mondiale, sono chiamati a vivere in pace e con giustizia, e che solo così sarà anche possibile creare la pace e la giustizia nel mondo. In conclusione, ha pure proposto la creazione di un “Istituto per il dialogo inter-religioso” per approfondire e insegnare queste tematiche.

Mowlana Joynal, studioso islamico, ha pure sottolineato che “l’amore per i vicini è una parte essenziale e ineliminabile della fede e dell’amore verso Dio, perché nell’Islam senza l’amore per il vicino non c’è vera fede in Dio, né giustizia”. Ha invitato cristiani e islamici a considerare le molte cose in comune, piuttosto che le ovvie differenze religiose. “Come islamici – ha detto – non abbiamo nulla contro i cristiani e l’Islam non è contro di loro, se anche loro non muovono guerra contro i musulmani per la loro religione, non opprimono e non li cacciano dalle loro case”. Ha riconosciuto che “molte volte la gente del Bangladesh ha usato violenza contro i cristiani per vantaggi personali, politici o di altro tipo”, ma che per impedirlo occorre “spiegare ai musulmani cosa dice il Corano e lasciare che la nostra gente conosca anche le altre religioni”.

L’ambasciatrice Occhi si è complimentata per l’iniziativa e si è detta sicura che una maggiore collaborazione tra i leader delle due comunità possa portare cambiamenti positivi in Bangladesh.

Anche Beckering Vinckers ha lodato l’incontro come esempio di unità e pace e ha auspicato simili iniziative per portare maggior giustizia e pace nel Paese, anche tramite una maggior amicizia tra cristiani e islamici per valorizzare gli aspetti comuni delle loro fedi.

Padre Francesco Rapacioli (nella foto), superiore provinciale del Pime in Bangladesh, nel concludere i lavori si è detto felice che nel Paese sia in corso un dialogo tra cristiani e islamici, con scambi tra esperienze religiose e di vita, dicendosi convinto che ciò possa far venire meno le incomprensioni e le violenze tra le religioni e facilitare la reciproca comprensione e stima. Ha aggiunto che il dialogo è una comunicazione in doppia direzione, che significa parlare e ascoltare, dare e ricevere, con reciproca crescita e arricchimento. Implica la testimonianza della propria fede e l’apertura a quella altrui, come anche indicato nell'enciclica Redemptoris Missio di Papa Giovanni Paolo II.

Nel Bangladesh la popolazione è per il 90% islamica, l’8% indù e il 2% di varie minoranze. I cristiani sono circa 800mila cristiani (0,03%), di cui 400mila cattolici.

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