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» 23/05/2005 13:56
MYANMAR
Ribelli Shan "uniti" contro la giunta militare di Yangon

Yangon (AsiaNews/Agenzie) – I 2 principali gruppi ribelli del Myanmar si sono alleati per "lottare meglio fino all'indipendenza dello Shan".

L'Esercito per lo stato dello Shan (Shan State Army, Ssa) e l'Esercito nazionale dello stato Shan (Shan State National Army, Ssna) hanno dichiarato la loro "fusione" sabato 21 maggio - 47mo anniversario del "Giorno della resistenza" - presso il quartier generale dello Ssa, cha alcune fonti indicano vicino al confine con la Thailandia. I 2 gruppi - nati entrambi dal movimento rivoltoso armato guidato dall'ex signore della droga Khun Sa - combattono da 50 anni contro la giunta militare che guida il Paese.

Le tensioni tra i gruppi etnici e la giunta sono aumentate dopo le bombe che il 7 maggio hanno ucciso almeno 19 persone nella capitale Yangon: la giunta ha accusato i ribelli dell'attentato, mentre i movimenti hanno indicato come responsabili i vari gruppi di potere militari.

Yod Suk, comandante dei guerriglieri di etnia Tai, ha dichiarato che "con la nostra unione, aumentano le possibilità per raggiungere l'indipendenza". Suk ha parlato in occasione della cerimonia in onore dei 31 giovani soldati tai che hanno iniziato il movimento di resistenza per lo stato dello Shan. Il movimento è nato nel 1948, quando il governo di Yangon ha rinnegato l'accordo che riconosceva l'indipendenza dello stato dello Shan. Alla cerimonia hanno partecipato oltre 600 fra soldati e civili.

Lo Ssna aveva concordato un cessate il fuoco con la giunta militare nel 1995 a condizione di non dover deporre le armi. Il gruppo si aspettava che l'Assemblea nazionale preparasse un disegno di legge costituzionale, indicata da Yangon come primo passo nella sua "strada verso la democrazia". Invece, nel febbraio 2005 la giunta ha intimato il disarmo e ha arrestato 10 leader politici dello Shan.

"Dopo il fallimento degli accordi di pace – spiega Sai Yi, leader dello Ssna - abbiamo deciso di lavorare insieme allo Ssa". Lo Ssna definisce l'Assemblea nazionale - riunita 2 volte negli ultimi 2 anni - una "farsa" ed ha già annunciato che "boicotterà la convocazione di quest'anno".

"Viene tutto deciso dai birmani – aggiunge Sai Hseng Harn, precedente delegato dello Ssna – e quindi non vi sono ragioni per partecipare ad altri incontri". Harn ha aggiunto che le loro posizioni sono state "ignorate" dall'Assemblea, e che la maggior parte degli oltre  mille delegati sono stati scelti dalla giunta.

Anche la Lega nazionale per la democrazia, partito all'opposizione nel Myanmar, si rifiuta di partecipare ai lavori dell'Assemblea fino a che il suo leader Aung San Suu Kyim - premio Nobel per la pace - rimane agli arresti domiciliari a Yangon.

La giunta militare continua a sostenere che il processo gestito dai militari porterà la democrazia nel Paese.


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