16/07/2020, 11.37
INDIA
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Rinnovando lo spirito missionario, i clarettiani indiani celebrano il giubileo d’oro

di Biju Veticad

La provincia indiana della congregazione celebra i 50 anni dalla fondazione. Una realtà sempre più missionaria, con i suoi sacerdoti inviati in Europa. Nel Paese sono attivi nella pastorale giovanile, nel sociale, nell’educazione, nella carità e nei servizi sanitari per i poveri. Nel Kerala ancora oggi si usa il rito siro-malabarese.

Kuravilangad (AsiaNews) - Il ritorno della missione alle sue origini. Può essere questo il senso ultimo e la storia dei Missionari figli del Cuore Immacolato di Maria (i clarettiani, Cmf - Cordis Mariae Filii), congregazione nata il 16 luglio 1849 in Spagna e che, nel corso dei decenni, si è sviluppata e diffusa in Europa, nelle Americhe, in Africa e in Asia. 

Proprio oggi la provincia indiana della congregazione celebra il giubileo d’oro, che segna i 50 anni di vita e attività missionaria dalla fondazione nel 1970, e che si è sviluppata con particolare vigore nell’ultimo periodo nel nord del Paese. Parte in un primo momento della provincia missionaria tedesca, oggi la situazione si è ribaltata tanto che è la realtà indiana a inviare sacerdoti in Europa, inclusa la Germania. 

In questo senso si può scorgere quello che viene definito “ritorno alle origini”. Oggi più che mai lo spirito e l’anima della Chiesa indiana è radicato all’interno dei clarettiani, 588 dei quali sono sacerdoti di origine indiana su un totale di oltre 3mila membri. Un sentimento radicato nella frase “Poiché l'amore del Cristo ci spinge” (2 Cor 5:14), che costituisce proprio il motto della congregazione missionaria. 

Interpellato da AsiaNews, p. Jojo Mannoor, responsabile della congregazione nel Kerala, sottolinea che i 50 anni dalla fondazione rappresentano “una occasione di rinnovamento per la Chiesa e per i suoni membri”. I clarettiani in India, prosegue, sono attivi nella pastorale giovanile, nel sociale, nell’educazione, nella carità e nei servizi sanitari per le persone più povere. Il rinnovamento personale “è la base fondante per un rinnovamento della Chiesa stessa”. 

Per la stessa ragione, p. Mannoor aggiunge che dall’inizio dell’anno giubilare “tutte e tre le nostre province e le due delegazioni in India, per un totale complessivo di 82 case, si stanno concentrando sul rinnovamento del carisma spirituale della congregazione e sulle attività missionarie ad ampio respiro” nel Paese. L’unica indicazione mai disattesa, impartita alla congregazione tedesca nel 1969 dall’allora vescovo di Palai, mons. Sebastian Vayalil, che aveva invitato i sacerdoti in India, è stata quella di seguire il rito siro-malabarese nel Kerala. 

La nota che differenzia i clarettiani dalle altre congregazioni nel Kerala è proprio il fatto di aver seguito il rito orientale per tutto questo tempo. Tuttavia, il carisma missionario non si è fermato ad un solo Stato, ma si è diffuso in molte altre zone fra cui il Tamil Nadu e l’Andhra Pradesh nel sud dell’India, e ancora nel Meghalaya, West Bengal, Odisha e Arunachal Pradesh. 

Oggi, dopo 50 anni, la congregazione si è diffusa in 18 Stati con lo scopo di annunciare il Vangelo, nella missione “ad Gentes” come chiesto più volte dallo stesso papa Francesco. Fra gli altri motivi di festa, il fatto che oggi il superiore generale dei clarettiani è un indiano: p. Mathew Vattamattom. Un traguardo da celebrare, partendo dai primi due sacerdoti del Kerala mezzo secolo fa.

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