28/09/2011, 00.00
RUSSIA
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Rischia la demolizione un’altra casa di Madre Teresa a Mosca. Mons. Pezzi: Attenzione alla “dittatura della legge”

di Nina Achmatova
All’inaugurazione della statua della Beata, l’arcivescovo cattolico ricorda il valore del lavoro delle Missionarie della Carità e avverte di non ripetere gli errori dell’epoca sovietica. Nunzio in Russia: “Dovere morale” aiutare le suore a trovare un nuovo edificio.
Mosca (AsiaNews) – La cerimonia per l’inaugurazione della statua di Madre Teresa vicino alla cattedrale di Mosca, lo scorso 24 settembre, è stata occasione per le Missionarie della Carità di puntare i riflettori sulla loro situazione nella capitale russa e per l’arcidiocesi di denunciare i pericoli di una “dittatura della legge”.

Il monumento alla Beata di Calcutta è stato donato all’arcidiocesi della Madre di Dio dallo scultore
Gregory Pototsky e la sua collocazione nei pressi della chiesa cattolica più grande di Russia faceva parte dei festeggiamenti per il centenario della cattedrale dell’Immacolata Concezione (23-24 settembre).

La gioia dell’evento, però, - racconta l’arcidiocesi attraverso il suo servizio di informazione - è stata contaminata “dalla tristezza” per la recente demolizione di una delle case delle Missionarie a Mosca e dalla preoccupazione per la minaccia che pende su un’altra.

Fondato nel 1990 e gestito da missionarie provenienti da tutto il mondo, l’ospizio delle Missionarie - composto da due strutture - si occupa non solo di bambini abbandonati, malati terminali e disabili, ma svolge anche attività di recupero per alcolisti. Per 20 anni ha sfamato ogni giorno più di 150 senza tetto, offrendo loro la possibilità di lavarsi e sostare per qualche ora in un luogo coperto e al caldo. Situato nella parte orientale della città, l’ospizio ha attirato l’attenzione del municipio tre anni fa, quando le autorità hanno chiesto a un tribunale di ordinare alle suore di demolire una delle due strutture dell’ospizio e di rimuovere l’ultimo piano dell’altra, per “mancanza di permessi”.

Il primo edificio è stato demolito la settimana scorsa, nonostante i tentativi di mediazione condotti sia della Chiesa cattolica locale, che da quella russo-ortodossa. E ora anche sul secondo pende la minaccia di distruzione. Mosca è stata, così, la prima città ad avviare un procedimento penale contro l’Ordine religioso fondato da Madre Teresa.

“Sono convinto che le suore svolgano un lavoro non solo utile, ma necessario per la città – ha dichiarato l’arcivescovo a Mosca, mons. Paolo Pezzi – il loro amorevole servizio contribuisce di molto allo sviluppo spirituale e sociale di Mosca”. Il presule ha poi denunciato che “era necessario cercare e trovare una decisione legale differente, che avrebbe potuto salvare l’edificio”.

“Le suore di Madre Teresa hanno condotto un servizio importante per la città e i suoi residenti per molti anni, senza chiedere nessun aiuto alle autorità comunali”, fanno notare le Missionarie in una dichiarazione pubblicata dal servizio di informazione dell’arcidiocesi. Una rappresentante delle religiose rassicura, comunque, che il lavoro dell’ospizio andrà avanti, ma probabilmente in un altro edificio visto che, “a differenza di tutti gli altri Paesi dove le Missionarie della Carità ricevono gratuitamente strutture dai governi locali”, le autorità russe non hanno mostrato interesse nell’aiutare l’Ordine a trovare una nuova casa.

“Inauguriamo questo monumento in un momento difficile per le suore di Madre Teresa a Mosca. - ha denunciato il nunzio vaticano in Russia, mons. Ivan Jurkovic, nel suo intervento durante la cerimonia del 24 settembre - Spero che il loro amore per il prossimo e la loro completa dedizione saranno apprezzate dagli abitanti e dalle autorità e faranno nascere il desiderio e persino il senso di dovere morale di aiutarle nell’ottenere un edificio nuovo e dignitoso, dove possano portare avanti il loro lavoro per i più emarginati”.

“Tutti noi ricordiamo bene che questa bellissima chiesa un tempo è stata chiusa e quasi distrutta dal governo comunista su basi completamente ‘legali’ con tutte le formalità necessarie al caso - ha ammonito mons. Pezzi, durante la sua omelia nella messa per l’anniversario della cattedrale di Mosca - le conseguenze di tale ‘dittatura della legge’ sono state veramente terribili”.
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